Trenta candeline per The Joshua Tree, gli U2 li voglio festeggiare.

Nel lontano West le praterie sono decorate da goffi arbusti dalla storia secolare che portano il nome di “alberi di Joshua”. I loro rami sembrano braccia alte verso il cielo e il loro nome custodisce un significato biblico. Quando negli anni ’80 gli U2 si trovano proprio da quelle parti rimangono del tutto affascinati da questo strano e seducente paesaggio. I quattro ragazzi di Dublino in quel tempo stavano attraversando una crisi spirituale ed è questo che li porta a dare una svolta alle loro esistenze. Decidono in definitiva che il loro imminente nuovo lavoro in studio avrebbe avuto il nome e il volto di quel singolare alberello: The Joshua Tree.

L’album esce nel 1987, prodotto da Brian Eno, e tutte le undici canzoni parlano dell’America vista da quattro europei, il Nuovo Mondo raccontato da chi era cresciuto nel Vecchio. Così Bono, il cantante, si mette a lavoro e le canzoni che nascono dalla sua penna raccolgono tutta l’esperienza Beat e le tendenze USA nate nei decenni da poco trascorsi. Dal mito di Kerouac alla cruda realtà della Guerra Fredda, vogliono arrivare a conoscere l’essenza prima di quella nuova cultura. Gli U2 usano tutti questi tasselli per comporre il loro quinto album, frutto di una band ancora troppo Indie e pronta a farsi conoscere anche nel resto del mondo. I nuovi U2 finalmente sbocciano, insieme agli alberi di Joshua e ad un innovativo stile musicale che li porta alla fama mondiale.

Ora siamo nel 2017 e sono passati trent’anni da quando The Joshua Tree luccicava in prima fila nei negozi di dischi. La band per festeggiare inizierà tra meno di un mese, il 12 maggio, un tour celebrativo composto da trentatré date (di cui il nostro sito ha già precedentemente parlato in questo articolo), tra Canada, Stati Uniti ed Europa (è compresa anche l’Italia), concludendo il primo agosto in Belgio. I concerti saranno l’occasione per ricordare insieme ai fan i migliori momenti della carriera, con brani ormai cavalli di battaglia e con canzoni inedite. A breve sarà svelata la struttura del palco per le serate, sempre molto d’impatto e con sceneggiature imponenti che vogliono strabiliare il pubblico.

Le ragioni di questo tour sono le stesse che hanno smosso Bono e la band quando l’album era solo in fase embrionale e stava prendendo forma: dare testimonianza di una cultura in mutamento, di una crescita senza controllo che portava con sé buoni sviluppi verso l’emancipazione ma anche forti proteste, non come quelle irlandesi della loro adolescenza, ma più spettacolari e di tale impatto da diventare leggenda per gli adolescenti di quegli anni e di oggi. La politica, l’economia, l’arte e il costume stanno cambiando nel ’17 come nell’87…in maniera diversa forse, ma The Joshua Tree ci parla ancora, con parole estremamente attuali.

– L’inattendibile parola –

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