The Leftovers, una serie da non perdere

2The Leftovers è una serie televisiva statunitense, creata da Damon Lindelof e Tom Perrotta per il network HBO. La serie è un adattamento televisivo del romanzo Svaniti nel nulla, scritto da Tom Perrotta, che purtroppo non ho letto, quindi non saprei dirvi quanto sia fedele ad esso, ma posso certamente affermare che, coerente all’autore o meno, il prodotto finale è davvero splendido, magistralmente recitato e con regie da maestro. Di cosa parla? Beh, la trama basterebbe per insinuare in voi una curiosità sempre più prepotente, che non vi farà più separare dalla serie. Un giorno, apparentemente senza motivo e all’improvviso, il 2% della popolazione mondiale (140 milioni di persone) scompare in un solo istante. Così, puff. State cucinando la cena per i vostri figli, vi girate e questi non ci sono più. Siete in macchina con un autista e quello scompare, facendovi schiantare contro un muro. Siete a letto con una persona e di lei non c’è più alcuna traccia. Immaginate il tipo di impatto disastroso che un evento del genere potrebbe provocare: incidenti, aerei che cadono, madri disperate per le strade. L’apocalisse, in poche parole. E in effetti alcuni si convincono che la Terra sia stata colpita dal “Rapimento della Chiesa”, ma altri rifiutano di vederlo come un evento mistico. Il punto è che nessuno, in realtà, sa veramente cosa sia accaduto. La serie ha inizio tre anni dopo l’accaduto, seguendo le vicende della comunità di Mapleton, dove sono scomparsi nel nulla oltre cento abitanti.

3Vi ho incuriosito? Bene, vi dirò anche che, come è abbastanza plausibile immaginare, in questa situazione di crisi si sono create fazioni che vogliono dimenticare e altre che non hanno nessuna intenzione di farlo: tra quest’ultime una in particolare – una setta, dalle modalità davvero inquietanti – è quella dei Guilty Remnant (i Colpevoli Sopravvissuti), che si vestono di bianco, fumano di continuo e abbandonano l’uso della parola. Tutto questo con il preciso intento di destabilizzare la popolazione che tenta di inserirsi disperatamente in un mondo nel quale non vorrebbe più vivere. Ed è proprio questo che si ama della serie: in un contesto così anomalo, così fuori dal nostro pensiero, è sulle persone che l’attenzione è focalizzata, sulle loro reazioni. Tutti si ritrovano ad essere uguali, a dover affrontare una perdita così inspiegabile e terribile con i mezzi che la loro mente può trovare. Ci si sofferma su tematiche come la famiglia, il divorzio, l’amore, l’abbandono e la voglia spasmodica di sposare questi sentimenti con il proprio ego, con la propria indipendenza.

1E se non è la trama ad intrigarvi (… davvero?!), sappiate che il cast è composto da attori di una aderenza al personaggio molto ben delineata: nessuno ci appare fasullo, ogni reazione è tanto reale da essere quasi dolorosa, delle volte. All’inizio penserete che il protagonista, Justin Theroux, abbia un’unica espressione, ma imparerete presto a rivalutarlo, per poi volergli dedicare un encomio nella seconda stagione. Per gli amanti di Liv Tyler: la bella attrice ha un ruolo indimenticabile, dalle tante sfaccettature, che non vi lasceranno tranquilli. Ma ci tengo a parlare della regia: una musica spesso disturbante accompagna inquadrature lente, che attirano l’attenzione su dettagli, mescolandosi però splendidamente con le scene d’azione, che appaiono invece veloci e d’effetto. La fotografia, il montaggio e la colonna sonora richiamano tutto questo, si prodigano in un clima di nostalgia sonnolenta, recisa drasticamente dalla violenza della realtà orribile dei protagonisti.

E se non volete credere a me, sappiate che The Leftovers ha vinto il premio Critics’ Choice Television Awards l’anno scorso per la categoria Most Exciting New Series of the year, e se l’è davvero meritato. Io temevo in un abbassamento di tensione nella seconda stagione e invece mi sbagliavo alla grande. State ancora leggendo? Correte a guardarla!

– Lidia Marino – 

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