Tecnologie di Star Wars che potremmo e vorremmo avere

1Quando si tratta di universi fantastici e fantascientifici ci si ritrova spesso a pensare: “certo che bello sarebbe se (inserire oggetto) esistesse davvero”. Nel caso di una delle saghe più amate al mondo tali desideri si sommano, fino a diventare una vera e proprio fonte di ispirazione per gli inventori odierni, che si sono prodigati affinché dall’immaginazione potesse scaturire realtà tangibile. Sì, perché le tecnologie di Star Wars non sono rimaste – in alcuni casi – solo utilizzate dagli attori nelle scene o nella mente dei giocatori di ruolo ambientato in quella galassia lontana lontana e anzi hanno portato la scienza a interrogarsi su quali potremmo realmente avere nel nostro mondo.

Se la scelta fosse mia, andrei quasi sicuramente a puntare sul comlink a lungo raggio, strumento così potente da permettere la comunicazione tra pianeti diversi: altro che i nostri cellulari, che non prendono nei garage! Alcuni di essi presentano anche un oloproiettore, in modo da visualizzare l’ologramma dell’interlocutore, ma quello già mi interesserebbe meno: non uso neanche skype, figuratevi. E come dimenticare la vasca di bacta? Questa sostanza che, a contatto con paziente, nel film aiuta alla rigenerazione dei tessuti sulle ferite, evitando persino al creazione di cicatrici! Praticamente la perfezione, per tutti quegli incidenti stradali che tanto rendono le strade pericolose! E poi, sì, volevo evitare di essere banale, ma certo che vorrei una spada laser, siamo seri. Anzi, se potessi proprio scegliere, potrei sinceramente toccare la felicità con un dito con un bel bastone laser. Lasciatemi sognare.

2Ma, come annunciato prima, non tutta la tecnologia presente nella serie rimarrà rinchiusa nei sogni: i propulsori ionici, che rendono le navi spaziali veloci e facili da manovrare, esistono già e sono usate per veri veicoli spaziali, in modo – però – meno “coreografico” o semplice di quanto ci viene mostrato, ovviamente, nei film. Un altro elemento iconico e ricorrente in Star Wars sono senz’altro gli arti bionici, visto che sia Luke che il padre perdono la mano destra in combattimento: ebbene nella nostra realtà questo tipo di tecnologia sta progredendo in maniera molto rapida, come rimarca anche Intel, che porta l’esempio di Limbitless Solutions, una compagnia che si occupa di stampa in 3D di arti bionici (mani mioelettriche multiarticolate) per bambini. Anche le armature degli Stormtrooper potrebbero non allontanarsi molto da quello che sarà il nuovo “soldato del futuro”: Il Ministero della Difesa britannico ha annunciato la sua FSV (Future Soldier Vision, la visione del soldato del futuro), parlando di un’armatura dotata di sensori e gadget tra cui occhiali intelligenti, smartwatch e un alimentatore integrato e in un articolo riportato sempre da Intel si parla anche del progetto TALOS (Tactical Assault Light Operator Suit), portato avanti dall’esercito degli Stati Uniti e basato su un esoscheletro che protegge la maggior parte del corpo del soldato che lo indossa.

Per quanto riguarda invece il volteggiare brandendo armi laser, quello purtroppo sarà sempre una prerogativa della nostra fantasia, la più grande tecnologia della quale potremo sempre disporre.

– Lidia Marino – 

 

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