Storia del Carnevale e i suoi dolci nel mondo

1Abbiamo parlato delle tradizioni italiane dolciarie per la festa mascherata, ma quali sono i dolci di carnevale nel mondo? Quelli più mangiati, quelli più famosi? Ma prima di tutto: vi siete mai chiesti come nasca questa festa? Ebbene risale al tempo degli antichi romani, celebrata tra Dicembre e Marzo, sotto il nome di Saturnali. Tali eventi prevedevano la celebrazione, appunto, di Saturno e dei tempi in cui, come Esiodo racconta, “gli uomini vivevano come dei, avendo il cuore tranquillo, liberi da fatiche e sventure”. Durante queste feste si banchettava tra orge, balli, sfilate in maschera e in carri in un mondo rovesciato, dove i servi erano padroni e cibo e vino correvano in abbondanza, ma soprattutto per tutti. Con l’avvento del Cristianesimo, questa festa pagana venne trasformata, utilizzando il nome attuale, derivato dalla parola latina carnem levare (“eliminare la carne”), che segnava un abbondante sfogo culinario, prima dell’inizio alla lunga Quaresima imposta dalla Chiesa. Il maiale dunque era il principe del carnevale, festa dunque della abbondanza e dei bagordi prima dei giorni magri della Quaresima.

Sono in molti nel mondo a celebrare ancora questa festività e sono certa che i primi grandi Carnevali che vi verranno in mente saranno quello Brasiliano, quello di New Orleans o quello di Trinidad, ma la tradizione ha girato veramente il globo e in ognuno di questi posti si sono create nuove ricette, pronte a soddisfare il palato di chi si lascerà andare a questi giorni di pura lussuria dolciaria. In Brasile troviamo i Papos De Anjo, dei deliziosi dolcetti a base di mandorle, ricoperti da sciroppo di zucchero, molto consumati durante il Carnevale di Rio, sebbene si attribuisca la loro invenzione al Portogallo: secondo la leggenda sarebbero nati dalle mani di alcune suore di clausura portoghesi tra il XIII e il XIV secolo. Nel Regno Unito un dolce molto apprezzato (anche se non solo in questo periodo) è sicuramente il pancake, una variazione appetitosa della frittella, di origine anglosassone. Pensate che il Martedì Grasso 2viene celebrato il Pancakes Day, dove le famiglie si sfidano in una corsa dove uno dei componenti dovrà brandire una padella in mano e durante il tragitto far saltare almeno tre volte il pancake per vincere. Curioso, no?

La Semla è invece un dolce tipico dei Paesi Scandinavi, in particolare della Svezia, che veniva originariamente consumato solo di Martedì Grasso, ma poi, per la sua irresistibile bontà, è cominciato ad apparire anche durante il resto dell’anno. Si tratta di un goloso bignè di grano, farcito con una crema di latte e mandorle, e ricoperto da panna montata. Capisco l’annullamento della tradizione! Prima ho parlato del Carnevale di New Orleans: quella città, oltre ad essere affascinante e la patria delle jazz band, è anche famosissima per i suoi festeggiamenti in questo periodo, con cortei affollatissimi, che lanciano sulla folla strisce di carta colorata, coriandoli, fac-simile di monete da un dollaro in legno e piccoli giocattoli poco costosi, tra le tante attività. Il loro dolce tipico è la King Cake, un ciambellone ricoperto da glassa dei colori della loro tradizione: il verde, il viola e il giallo, che rispettivamente indicano la Fede, la Giustizia e il Potere. Lo Smoutebollen è invece un dolce tipico dello street-food carnevalesco del Belgio dove, durante il pre-quaresima, è possibile gustare questi bignè di mele fritti nello strutto e spolverati da zucchero a velo. E i Bourekia?Tortelli di pasta fritta, ripieni di formaggio fresco, consumati a Cipro. Ed ora: su le maschere e le forchette.

– Lidia Marino – 

 

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