Storia degli strumenti musicali: il Basso

01Il basso è uno degli strumenti portanti della musica moderna. Ogni band ha un bassista che da il tempo insieme alla batteria. Ma, per scoprire di più sulla storia del basso, bisogna dare un’occhiata al suo progenitore: il contrabbasso. Quest’ultimo strumento non è scomparso, ma viene, anzi, ancora usato molto nelle orchestre polifoniche ed anche nel gruppi jazz.

Non si sa quando nasca il contrabbasso. La prima testimonianza dello strumento è data da un quadro del Veronese, ovvero Nozze di Cana, dipinto in pieno XVI secolo. Il primo utilizzo del contrabbasso fu quello di raddoppiare il violoncello (o viola da gamba) all’ottava più bassa. Fu grazie a direttori d’orchestra virtuosi quali Berini, Dragonetti o lo stesso Beethoven che il contrabbasso si svincolò dalla funzione d’accompagnamento, per aggiungere nuove espressioni.

Il contrabbasso, però, non aveva ancora una forma standard: in varie parti d’Europa, variavano il numero di corde (quattro nella versione tedesca o tre in quella italiana) e le accordature. Fu alla fine dell’ottocento che si diede una forma standard allo 02strumento, utilizzando quello a quattro corde tedesco, in quanto i maggiori compositori del periodo erano perlopiù tedeschi ed austriaci (come Mozart, Haydn o Beethoven). Tutt’ora viene utilizzato prevalentemente la versione a quattro corde, con la quarta prolungata in modo da poter scendere fino ad un re ancora più basso (che corrisponde al Re1). QUesta corda viene compressa tramite delle leve azionate dal musicista con una pulsantiera, così da evitare una contropressione sulla mano sinistra, lasciando una più ampia versatilità dello strumento. In alcuni casi, viene anche utilizzato il contrabbasso di origine nordica con ben 5 corde.

L’idea del basso elettrico fu sviluppato dal costruttore di chitarre elettriche (già visto in quest’altro articolo) Leo Fender intorno agli anni ’50 del XX secolo. Esisteva già una specie di basso elettrico verticale (quindi simile al contrabbasso) già a metà degli anni ’30, inventato da Paul Tutmarc a Seattle, ma era goffo e l’amplificazione era difficile, in quanto, la cassa di risonanza, procurava un forte ritorno all’interno delle casse, superando un certo volume.

03Il basso elettrico rappresenta una svolta nella musica moderna, comparendo in tutti i gruppi grazie alla sua facilità di utilizzo e di trasporto e alla sua portata di amplificazione. L’aggiunta successiva dei tasti (come nella chitarra) lo fece diventare ancora più facile da suonare. La struttura seguiva quella della chitarra elettrica, ovvero l’utilizzo di pick-up elettromagnetici su un corpo solido. Il primo esemplare di questo tipo fu la Fender Precision Bass, messa in vendita nel 1951 con un solo pick-up. Le evoluzioni videro il corpo modellarsi per essere più smussato ed il pick-up essere sostituito con uno doppio nel 1957. Anche il battipenna e la paletta subirono sostanziali modifiche. Questo modello è quello ancora in commercio. Nel 1960 uscì un secondo modello simile, ma rivisto e corretto, chiamato Fender Jazz Bass. Anche la Gibson entrò nel mercato dei bassi elettrici, come la Danelectro.

La produzione di bassi fu così ampia, da rendere il contrabbasso obsoleto per la musica moderna, ma ancora ci piace ascoltarlo nelle orchestre o sentire il suo suono nei quartetti jazz. In fondo, seppur il basso sia più comodo e diffuso, il contrabbasso non è ancora morto e mai lo farà.

 

 

– Giorgio Correnti –

 

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