Snoopy & Friends, commento

1Peanuts (titolo odiato dal suo autore) era un fumetto giornaliero, scritto e illustrato dal mito Charles Monroe Schulz, un capolavoro che ha riempito i cuori di intere generazioni, dal 1950 fino ad ora.  La striscia di fumetti è stata pubblicata in oltre 2600 giornali ed è stata tradotta in 21 lingue diverse, per farvi capire l’entità di questa opera. Perché piaceva e piace così tanto? Beh, per la sua abile critica sociale, che non denuncia in modo esplicito i problemi che la caratterizzano, ma li rende evidenti attraverso le storie e le dinamiche dei suoi personaggi. Schulz rendeva pungente ogni tema scelto, affrontando tematiche importanti come gli stereotipi sessuali, il razzismo, la guerra e la religione, senza che il suo lavoro perdesse di freschezza o di simpatia, ma anzi arricchendo le proprie pagine con il suo talento.

Questa era un’introduzione necessaria per parlare del film, Snoopy & Friends, uscito nelle sale italiane il 5 novembre, in occasione del 65° anniversario dei Peanuts. L’intento di questa pellicola è chiaro: attrarre i bambini della nuova generazione verso quei personaggi che i loro genitori hanno tanto amato. E ci riesce senza problemi: tutti i grandi protagonisti della nostra infanzia sono adorabili, ognuno con le proprie dinamiche, i propri sogni, i propri pregi e difetti. Charlie Brown è il solito bambino sfortunato, preda delle proprie ansie e del proprio fantasticare, ma dolce e gentile con tutti, in perenne contrasto con il suo fedelissimo e sempre vincente cane Snoopy, Lucy è la spietata egocentrica bambina, che però sa sempre come farsi perdonare delle proprie uscite infelici, Sally è la sorellina più carina che esista, Linus il buon amico, dall’immancabile coperta eccetera. Ma il film si preoccupa anche di dare soddisfazione all’adulto, 2non solo creando una storia semplice, dove grandi personalità possano mandare avanti con tranquillità gli eventi, ma inserendo continui riferimenti a tutti gli elementi amati dai lettori del fumetto. Ecco che quindi, con mia somma gioia, appare la storia del Barone Rosso, in un modo davvero avvincente ed avventuroso, dove la regia si sbizzarrisce davvero, con tanto dell’immancabile citazione: “era una notte buia e tempestosa”.

Ma se questi tormentoni ci regalano un sorriso che non possiamo toglierci dalle labbra, di certo non ci rendono ciechi al grande assente del film: la critica sociale sopracitata. Quel sarcasmo dietro ogni battuta, l’importanza di presentare personaggi che non abbiano nulla di scontato. Anche se dietro quel trombone dietro la voce degli adulti – presente anche nelle prime trasposizioni animate dei Peanuts – c’è molto più si potrebbe capire ad una visione poco attenta. Diciamo che è un peccato vedere i protagonisti alleggeriti di quella malinconia esistenziale che tanto li caratterizzava, ma nel complesso si apprezza il prodotto finale, molto meno elaborato, creato per il piccolo pubblico. C’è da chiedersi, però: davvero i bambini non potrebbero comprendere un tipo di prodotto più complesso? Dopo Inside Out, direi che potrebbero, eccome.

– Lidia Marino – 

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