Serie tv con personaggi bisessuali

Oggi si celebra la Giornata mondiale della visibilità e dell’orgoglio bisessuale, con lo scopo di combattere l’invisibilizzazione e la stigmatizzazione delle persone bisessuali sia all’esterno che all’interno della comunità LGBTQIA+. Volendo mostrare il nostro sostegno in questo giorno di sensibilizzazione, ho pensato di dedicare un articolo – rimanendo ovviamente sulle nostre tematiche – al tema e dunque eccovi alcune serie tv con personaggi bisessuali. Può contenere spoiler.

Shadowhunters — Magnus Bane

Magnus Bane è il Sommo stregone di Brooklyn, personaggio della saga Shadowhunters. Nonostante nella serie venga visto in coppia con Alec Lightwood, Magnus è dichiaratamente bisessuale e nel corso della sua lunga vita ha avuto diverse relazioni con entrambi i sessi, anche molto importanti (quello di Camille in particolare, che è durato più di un secolo). Magnus comunque non è definito unicamente dalla sua sessualità. Il suo personaggio è ampiamente modellato dalle varie sofferenze che ha subito durante la sua lunga vita: il suo essenziale abbandono da parte dei suoi modelli parentali, il suo continuo abbandono da parte degli innamorati, una storia di depressione che ha portato a un tentativo di suicidio e vari casi di pregiudizi – nessuno dei quali riguardanti la sua bisessualità. Lo spettacolo permette al suo personaggio di essere definito e rappresentato attraverso la sua saggezza, intelletto, potere, compassione, altruismo e i suoi difetti molto umani. Il fatto di essere bisessuale, quindi, presenta al pubblico il tipo di campione LGBTQA + positivo: qualcuno che è intrinsecamente umano, normale, che vive con orgoglio la verità della sua sessualità ma come aggiunta, non come carattere dominante.

The 100 – Clarke Griffin 

Clarke Griffin è la protagonista di The 100: si può amare o odiare, ma decisamente è uno di quei personaggi che rapisce non certo per le sue relazioni sentimentali, quanto per la sua coerenza nel rischiare tutto per il bene superiore. Ho letto diverse testimonianze per quanto riguarda, invece, la sua rappresentanza della comunità bisessuale e per lo più sono discordanti. C’è chi sostiene sia un orgoglio, perché eroe positivo e forte e chi invece sostiene che la serie abbia creato una grande confusione riguardante non solo lei, ma il suo stesso atteggiamento verso i suoi compagni (Clarke è stata raffigurata nel corso della serie con Finn, con Lexa e, se Dio vuole, con Bellamy). Voi cosa ne pensate?

The Good Wife – Kalinda Sharma

Nella serie drammatica politica e legale – meravigliosa fino ad un certo punto, purtroppo – è presente questo fantastico personaggio che è Kalinda. L’investigatrice utilizza il suo fascino indistintamente su uomini e donne, evitando comunque per lo più relazioni sentimentali vere e proprie. Quando si tratta delle sue scelte, Kalinda risponde, senza problemi che “non distingue: italiano, messicano, tailandese… perché uno dovrebbe scegliere un cibo rispetto all’altro?” Nonostante dunque gli altri personaggi cerchino di metterla dentro una categoria, lei si svincola sempre con grazia, dimostrando di essere molto di più dei suoi gusti a letto.

Black Sails – James Flint

Nel corso della serie vengono rivelate le circostanze in cui l’affascinante James Flint lascia la sua vita da brav’uomo per diventare uno dei pirati più spietati del mondo. Si tratta di una vendetta nei confronti della società che ha trovato vergognosa la sua relazione Lord Thomas Hamilton (Rupert Penry-Jones), che viene dipinto come l’amore della vita del protagonista.Un personaggio scritto così bene che è impossibile non apprezzare, che rende giustizia non solo alla comunità bisessuale, ma alla stessa rappresentazione di uomo che può essere forte e intelligente, senza mancare di sensibilità e dolore.

Jane the Virgin – Petra Solano

 

Gli scrittori di questa splendida serie hanno deciso di dipingere uno dei loro personaggi migliori bisessuale dalle quarta stagione in poi. E l’hanno fatto con molta grazia: “volevamo essere in grado di raccontare quella storia [di Petra], ma al tempo stesso assicurarci di aver bilanciato la nostra rappresentazione, perché non sembrasse solo un tentativo di far vedere ragazze che si divertivano con altre ragazze”, ha detto a BuzzFeed News, Jennie Urman. Ci ha tenuto anche a dire che probabilmente tale scelta è stata la diretta reazione al clima politico di odio mondiale: “quando sei culturalmente inorridito dalla politica, vuoi mettere sullo schermo messaggi affermativi di amore”..

– Lidia Marino – 

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