Rubrica – Marinismo

1La letteratura dell’epoca barocca, trova una sua conformazione tipica nel marinismo. Questo stile prende nome dal suo capostipite Giovan Battista Marino ed è caratterizzata dall’estrosità, dalla fantasia e dalle esagerazioni, quasi grottesche ed assurde, nel trattare alcuni temi.

La vera scintilla che fece sbocciare questo tipo di narrativa, fu la controriforma della Chiesa. Questa, impose forti restrizioni sugli argomenti trattabili in romanzi e poesie, stiano, ogni anno, l’Indice dei Libri Proibiti, dove fu spesso segnalato Giordano Bruno, fino alla condanna a morte sul rogo nel 1600.

Questa Controriforma ha caratterizzato la scrittura barocca. L’impossibilità di toccare certi temi, diede adito all’uso di metafore continue e figure retoriche che permettevano, nel sottotesto, di parlare di qualsiasi argomento, senza la paura della restrizione ecclesiastica. Il marinismo era anche una scrittura di grande estetica: queste opere narrative venivano condite con grandi virtuosismi descrittivi, con l’uso di 2riferimenti eruditi, come soggetti mitologici o storici, e con l’uso di un lessico ed una sintattica elaborata, volta al recupero di una poesia elevata.

La struttura metrica più utilizzata era quella del sonetto, con rime alternate classiche (lo schema ABAB), alcuni poeti amavano utilizzare anche forme diverse come l’idillio, struttura libera molto utilizzata in poesie “comiche” o morali, e il madrigale, una struttura adattabile al concetto molto utilizzata dall’artista Scipione Errico.

È interessante anche notare come il marinismo si diffuse in tutta Europa prendendo, a volte, altri nomi. In Spagna prese il nome di gongorismo, capeggiato da Luis de Argote y Góngora, in Francia di preziosismo con Vincent Voiture tra i massimi esponenti, in Inghilterra di eufuismo grazie alle opere di John Lyly. Nonostante i vari nomi e delle piccole variazioni dipendenti dalle diverse culture, tutte queste correnti avevano una base comune solida.

– Giorgio Correnti –

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