Rubrica – Forza e onore in TV: serie televisive sull’Antica Roma

Lo sfarzo, l’epica, il colore di un mondo come quello romano, costantemente sospeso fra guerre e bellezza, fra maestosità e corruzione, amore e morte (come nel miglior Shakespeare!), non poteva non ispirare alcuni affascinanti drammi televisivi, sia negli U.S.A., patria del cinema storico, che in Italia, legata all’epoca per ragioni “geografico-culturali”. Oggi vedremo alcuni dei più importanti esempi di serie televisive sull’Antica Roma, tentando di rendere giustizia a una produzione vastissima.

011. Un genere sfaccettato

Okay, partiamo con una piccola riflessione riguardante l’Italia; quando si parla di mondo romano e di fiction occorre sempre tenere presente che questo tipo di ambientazione si è incontrato più volte, all’interno del nazional-popolare italiano, con il filone delle produzioni ad argomento religioso, partendo dal Gesù di Nazareth di Zeffirelli per terminare alle produzioni dei primi anni 2000 come il San Giovanni-L’apocalisse.

Certo, il soggetto non è quello che si dice prettamente “storico”, quanto quello che traspone su pellicola degli eventi dei Vangeli, ma da questo è derivato un fatto senza dubbio interessante: il nostro immaginario “romano” basato sulla TV è stato prettamente “cristiano centrico”; la Rai (e Mediaset) hanno spesso focalizzato totalmente l’attenzione sulle “radici cristiane dell’occidente” e poco sul resto dell’impero, almeno sino a tempi molto recenti.

022. Il tentativo di Imperium

Seconda riflessione: sino a pochi anni fa neanche negli U.S.A. si tendeva a confezionare serial ambientati nell’antichità romana, preferendo il cinema, con la sua forza narrativa “da sala” che, fin da prima della Seconda Guerra Mondiale, ha ispirato tantissimi autori.

È stata proprio la Rai, però, a contravvenire a questo piccolo tabù quando, attorno al 2004, commissionò una serie di fiction che dovevano narrare, più o meno fedelmente, la vita dei più importanti imperatori romani a partire da Augusto. Il risultato, però, era abbastanza didascalico e poco appassionante, e il progetto sembrò rallentare dopo aver portato sullo schermo un Augusto con Peter O’Toole e un Nerone con lo scozzese Hans Matheson, per poi virare verso il religioso con San Pietro e Sant’Agostino.

033. In America

A dirla tutta la Rai aveva tentato la strada del racconto laico già nel 1984, con la co-produzione dello statunitense Gli ultimi giorni di Pompei, la cui trama è più o meno quella di un suo quasi-remake cinematografico di qualche anno fa con Kit “Jon Snow” Harrington, e c’era stato il discreto tentativo di una miniserie su Giulio Cesare con Jeremy Sisto sempre attorno al 2003, ma il salto di qualità arrivò con Roma della HBO, del 2005, andata avanti per due anni, vero prototipo de Il trono di spade: incentrata sul periodo di passaggio fra Repubblica e Impero, era un trionfo di sangue, morte, intrigo, sesso, con Cesare al posto di Ned Stark (ma senza la forza dello show tratto dall’opera di Martin).

Più recente (2010-2013) la Starz ha prodotto la risposta romana a GoT con il famoso Spartacus, incentrato sul famoso gladiatore ribelle e sviluppato lungo tre stagioni che spingono sul pedale della violenza e della spettacolarità. Un vero e proprio caso televisivo, di pochissimo meno famoso rispetto a Game of Thrones.

Bene, per oggi è tutto. Speriamo di avervi dato abbastanza materiale/informazioni per organizzare il vostro personale toga party condito da serie televisive. Buon divertimento!

– Fabio Antinucci –

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