Rubrica – Barocco in Letteratura

1In confronto alla magnificenza delle arti figurative, il Barocco in letteratura, ovvero la narrativa del Seicento, risulta povero di grandi personalità.

Il poeta si concentra soprattutto sulla forma, a discapito dei contenuti. E se ciò in pittura ed in scultura va benissimo, in letteratura rappresenta decisamente un problema. Nasce così la poetica barocca, fondata sul principio della meraviglia e della ricerca di un’espressione eccessivamente elaborata, che deve sorprendere il lettore con le sue metafore ed il suo simbolismo, ma che poi risulta povera di temi e significati. Questo modo di poetare è detto anche Marinismo, dal nome del più celebre poeta barocco italiano, il napoletano Giambattista Marino. Accanto a Marino ed ai marinisti ci sono poeti e letterati sostenitori di uno stile più sobrio come Chiabrera e Testi. Altri scrittori sperimentano nuove forme letterarie, come il poema eroicomico e il romanzo d’avventura.

Grande sviluppo hanno ovviamente la prosa scientifica e la critica letteraria e artistica. Nel teatro si afferma la Commedia dell’Arte, mentre il melodramma si avvicina sempre più alla moderna opera in musica, grazie alla presenza di grandi musicisti come Monteverdi e Scarlatti. La tragedia, grazie soprattutto all’opera di della Valle e di de’ Dottori, si arricchisce di nuovi conflitti morali e religiosi, sempre scaturiti dalle idee della controriforma.

2Si scoprono inoltre, per la prima volta, le risorse della letteratura dialettale, che ha il suo capolavoro nel Cunto de li cunti di Giambattista Basile, testo da cui Matteo Garrone ha tratto ispirazione per il suo film. Nell’altro paese barocco, la Spagna, il teatro è dominato da Lope de Vega e Calderòn de la Barca. Nella prosa si assiste alla nascita del romanzo picaresco, massima espressione del realismo e iperrealismo barocco, dal Lazarillo a Quevedo e a Mateo Alemàn. Nella lirica si possono distinguere due correnti: il gongorismo o culteranesimo o cultismo, che ricerca una forma sfarzosa tramite un linguaggio colto e raffinato, ed il concettismo che pare opporsi al primo in quanto mira a un maggiore approfondimento sentimentale.

Il barocco spagnolo e portoghese si diffonde oltre oceano, nei loro imperi coloniali. Il Seicento vede trionfare in tutta l’America iberica i modelli barocchi e, in particolare, il gongorismo in poesia e il concettismo in prosa; il maggior poeta del barocco coloniale è la suora Juana Inés de la Cruz. La Francia costituisce un caso a sé. Quello di Luigi XIV fu il secolo del classicismo e del razionalismo cartesiano, fondamentalmente in 3contrasto con lo spirito del barocco. Accanto al classicismo, codificato da Boileau, nacque però in Francia il preziosismo, movimento simile al marinismo italiano. Anche l’Inghilterra ha un movimento analogo al marinismo: l’eufuismo, così detto dal romanzo Euphues di John Lyly. Ma più genuinamente barocca è la lirica metafisica e concettistica di Donne, Herbert e Crashaw, con la loro tormentata riflessione etico-religiosa, perfettamente in linea con il sentire dell’epoca.

Nei paesi protestanti il barocco incontra ovvie resistenze. In Germania il Seicento è un secolo di decadenza, determinato soprattutto dalla guerra dei trent’anni, e la letteratura non esprime personalità di rilievo. L’opera di maggior livello del Seicento tedesco è L’avventuroso Simplicissimus, che Grimmelshausen scrive nel 1669 sul modello del romanzo picaresco spagnolo. In Austria abbiamo l’opera del predicatore Abraham a Sancta Clara, nome religioso di Johann Ulrich Megerle. Bisognerà aspettare il Settecento per assistere alla nascita del romanzo così come lo conosciamo oggi. Ma questa è un’altra storia.

– Monia Guredda –

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