Romanzi e scrittori sottovalutati: Marie-Renée Lavoie

1Bentornati, Fedeli Lettori (questa è la formula che usa sempre Stephen the King e ho deciso di condividere con il Maestro questo modo di rivolgermi a voi, Fedeli Lettori di YouPopCorn). Oggi ho il piacere di presentarvi un’autrice che non può essere assolutamente considerata sottovalutata in quanto è un’esordiente di discreto successo. Marie-Renée Lavoie ha pubblicato, nel 2010, il suo primo romanzo La petite et le vieux che in patria, il Canada, ha riscosso enorme successo diventando un cult; si vocifera di un film in cantiere. Questo romanzo d’esordio è stato pubblicato, fin’ora, in altre 4 nazioni, tra cui l’Italia.  Nel nostro Paese c’è la cattiva, pessima abitudine, di modificare i titoli originali di film e libri. Nessuno di noi ha superato lo shock di Eternal Sunshine of the Spotless mind/Se mi lasci ti cancello. Beh, in questo caso abbiamo fatto bene, abbiamo fatto proprio bene, perché il titolo italiano del romanzo della Lavoie è…
Volevo essere Lady Oscar. Prima reazione: lovogliolovogliolovoglio. Ma avevo sinceramente paura. Chi vi scrive è un’Oscariana doc; da quando avevo 4 anni scarsi conoscevo la serie a memoria e crescendo non ho mai smesso di seguirla. Era il mio cartone preferito quando le altre bambine guardavano Gli orsetti del cuore e Siamo quelli di Beverly Hills (bleah). Da ragazzina leggevo biografie sui personaggi storici presenti nella serie e libri degli autori citati (Voltaire, tipo). Vi sorprende sapere che alle medie ero leggermente emarginata? No, eh. Ho speso cifre assurde per le varie edizioni del manga e dell’anime, prima in vhs BimBumBam Video e poi in dvd (L’edizione limitata con le copertine disegnate apposta dal character designer originale!). Ho il dvd dello spettacolo teatrale italiano (non male) e dell’orribile film di Jacques Demy del 1978 (non guardatelo, per carità!). Oscar è un personaggio molto amato e a volte ignobilmente sfruttato. Per questo motivo avevo timore nell’iniziare a leggere questo romanzo della Lavoie.

2E niente. È stupendo. Lo consiglio a tutti, Oscariani e non. Di base è il classico romanzo di formazione: per certi versi ricorda L’eleganza del Riccio (spero per voi che l’abbiate letto), in quanto la protagonista della storia è una ragazzina particolarmente sveglia che osserva la squallida realtà che la circonda con un occhio già critico e disincantato. Hélène ha 10 anni all’inizio della storia e ci introduce subito e senza remore nel suo mondo. Hélène vive in un quartiere popolare di Limoilou, in Quebec, il padre è un professore di liceo, la madre anche, ma ha deciso di stare a casa per seguire le quattro figlie. In casa circolano pochi soldi e la madre li gestisce con la fermezza di un generale. Hélène distribuisce i giornali e lavora come cameriera per non essere di peso e per aiutare la famiglia. Il quartiere è popolato di persone abbrutite dalla povertà, nonché dai matti del vicino centro d’igiene mentale. Hélène osserva, racconta e impara, ma Hélène ha anche un segreto: quando la realtà diventa troppo pesante, troppo grigia, troppo reale, lei si rifugia nel suo mondo; un mondo in cui lei è un’eroina con i folti capelli scompigliati dal vento della Rivoluzione, un’eroina che non ha paura e che combatte contro le ingiustizie del mondo… un’eroina di nome Oscar.

3Siamo nel 1982 e la serie è una novità assoluta in Occidente. Hélène vive la sua vita ed in parallelo vive quella di Oscar. E noi seguiamo la crescita fisica e spirituale di Hélène procedere di pari passo con quella dell’eroina rivoluzionaria. “Oscar continuava a insegnarmi l’onore”. Hélène è bionda e ha gli occhi azzurri, come Oscar, ma è troppo minuta, ed i suoi capelli sono troppo fini e lisci. “C’è qualcosa di più convincente di una chioma scompigliata per evocare il coraggio, la forza di carattere del guerriero che resiste ai cattivi, simboleggiati da quel vento che si agita invano?” Hélène vorrebbe essere un maschio e si fa chiamare Joe. Avrebbe preferito Oscar, ovviamente, ma era il nome di una scopa e lei non vuole che qualcuno confonda l’eroina rivoluzionaria con un utensile. “Oscar, che trovava sempre il modo di sistemare tutto.” Joe fa amicizia con un vecchio ubriacone solo che vive nel suo stesso palazzone popolare. Roger diventa l’angelo custode di Joe, tra un’imprecazione ed una bestemmia. La vita scorre, gli episodi anche… si arriva alla morte di André. “André. Lo amavo anch’io.” Joe intuisce quale sarà la conclusione di questa storia… “Oscar non doveva sopravvivere a lungo alla morte di André, del suo bel cavallo bianco e della vecchia Francia. Effetto domino.” Oscar, dopo aver rinunciato al titolo nobiliare ed al grado militare per combattere con i rivoluzionari e per poter finalmente vivere con André, muore durante l’assalto alla Bastiglia. Joe, che ormai ha 13 anni, si identifica completamente con il suo modello.

4“Ufficialmente sono morta a causa della pallottole, con gli organi vitali spappolati; ma tutti sanno che è stata la disperazione a uccidermi.” Oscar è morta. Un grave lutto colpisce Joe. E poi, siamo alle soglie dell’adolescenza… “La mia prima vera fine del mondo.” L’infanzia è finita. E con lei sono finite anche alcune illusioni. “Oscar è morta, mamma.”
“Ci sono sempre le repliche.” “Non servono a niente le repliche, lei è morta.” “Muore soltanto alla fine, è viva per il resto del tempo.” Oscar è morta. L’infanzia è finita, Joe non c’è più. Hélène va avanti con l’avventura della sua vita, insieme alla sua famiglia e ai nuovi amici. Ma a lavoro, come password, sceglie Oscar. “Non mi ero ancora liberata del mio bisogno di epopea.”

Oscar muore nell’ultimo episodio e rinasce nel primo. Tutti noi affrontiamo i nostri drammi ed i nostri lutti, combattendo le nostre battaglie. E per far fronte a tutto ciò abbiamo bisogno di coraggio e di modelli comportamentali. Per me, per milioni di persone nel mondo e per Marie-Renée Lavoie quel modello è stato e resta Oscar.

– Monia Guredda –

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