Romanzi e scrittori sottovalutati: James Vanore

1Bentornati, Fedeli Lettori! In questo nostro salotto letterario settimanale faremo la conoscenza di un autore che ha pubblicato, sino ad oggi, solo due romanzi, quindi forse è lui che si sottovaluta! Di James Vanore si sa poco. Non deve essere giovanissimo, calcolando che ha prestato servizio per ben 22 anni presso il Dipartimento di Polizia della città di Philadelphia e che in seguito è diventato docente, insegnando inglese, matematica e scienze nelle scuole superiori.Ma a quanto pare Vanore vive più esistenze in una poiché è anche un giornalista apprezzato a livello internazionale e che in patria dirige il “Cape May County Herald”.

Quindi la sua vita è già dedicata alla scrittura, in quanto giornalista, ma nel 1995 Vanore prova a fare il salto, da giornalista a romanziere, e pubblica Grave Departures, che riscuote un buon successo, ma non arriva in Italia. Torna alla narrativa nel 2000 con il romanzo Beware the Leaven che, questa volta sì, arriva in Italia per quelli della Newton & Compton con il titolo Il Vangelo dei VampiriNel 2008. In piena Twilight mania. Ne avevamo già parlato; la febbre del vampiro sale e scende da due secoli e il virus viene riattivato da un titolo particolare. L’ultimo è stato appunto Twilight di Stephanie Meyer, che può piacere o non piacere, ma almeno gli va riconosciuto questo merito, quello di aver dato agli editori il coraggio necessario a tirar fuori titoli che altrimenti sarebbero rimasti ignorati. Certo, non tutti i frutti generati dalla vampire fever sono commestibili, anzi! Ma questo di James Vanore ha il pregio di risultare un esperimento particolarmente coraggioso in quanto fonde la classica storia di morti misteriose che riconducono all’impensabile, all’oscurità, a quella che si crede una superstizione, con… l’origine del Cristianesimo! Diciamo, un mix tra il classico Le Notti di Salem di Stephen the King (ebbene sì, riesco a nominarlo in ogni articolo) ed il nuovo classico Il Codice da Vinci di Dan Brown. 

Certo, se non vi è piaciuto nessuno dei due titoli è difficile che riuscireste ad apprezzare Il Vangelo dei Vampiri. Ma se amate le storie ben congegnate, in cui l’elemento sovrannaturale si fonde in maniera credibile ed avvincente con un’intrigante investigazione in stile classico, allora questo romanzo fa per voi. Io l’ho trovato veramente coinvolgente, grazie alla sua costruzione perfetta, in cui ogni scena, ogni indizio, permette di fare un passo avanti, noi che leggiamo insieme ai protagonisti che cercano di far luce su un mistero molto più grande di quanto possano immaginare. Certamente questa maestria nel gestire la suspence Vanore deve averla appresa grazie ai suoi tre precedenti lavori, che molto devono avergli insegnato riguardo la natura umana.

Buona lettura!

Monia Guredda

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