Recensioni in sette punti: Parks and Recreation

Per la serie “show conclusi”, un gruppo di colleghi e amici, che lavorano nel municipio di Pawnee, Indiana – precisamente nel Dipartimento Parchi – forniscono lo spunto per una nuova recensione in sette punti: Parks and Recreation è una serie di sette stagioni prodotta dalla Deedle-Dee Productions e trasmessa sulla NBC dal 2009 al 2015. Da un contesto politico ci si potrebbe aspettare qualcosa di noioso, se non viene ben sviluppato come House of Cards, ma la presenza di Amy Poehler e Nick Offerman rassicura subito gli spettatori: ciò che si troveranno davanti sarà decisamente diverso da quel che credevano.

1) Serie o reality?parks-and-rec-2

La particolarità più evidente di questa serie è rappresentata dalle riprese. Quando sono soli i personaggi guardano in macchina, rivolgendosi direttamente allo spettatore, e a sua volta la macchina da presa li segue da vicino, inoltrandosi tra gli uffici e gli alberi dei parchi, senza preoccuparsi di creare inquadrature pulite.

Lo scopo è invitare ad entrare in quel mondo, seguendo le vicende dell’amministrazione comunale in venti minuti, accompagnando i protagonisti nelle loro lotte giornaliere e nei loro spesso vani tentativi di successo. Un reality in apparenza, un’ottima scelta per seguire le mode della televisione americana del nuovo millennio.

2) Stereotipi per protagonisti

Spesso si dà per scontato che i personaggi stereotipati siano il male; non è questo il caso, dal momento che per muoversi in un finto reality c’è bisogna possedere caratteristiche esagerate. Lo sa ormai Ben Wyatt, forse il solo protagonista – nerd per passione, non per stile di vita – che cerca disperatamente di comprendere il punto di vista degli abitanti di Pawnee e di cambiare alcuni modi di fare che, in una società realistica, porterebbero i personaggi a una morte sicura nel giro di tre giorni.

Si passa così dall’entusiasta Leslie Knope al suo burbero e solitario capo Ron Swanson, dalla dolce e ingenua infermiera Ann Perkins al guru della moda Tom Haverford, dall’inesistente – ma con una famiglia meravigliosa ad attenderlo a casa – Jerry o Gary Gergich all’esuberante salutista Chris Traeger.

3) Se un cane e un gatto fossero sposati

Nonostante Ron Swanson dia loro del filo da torcere come personaggio più amato, le attenzioni del pubblico si rivolgono spesso a Andy Dwyer ed April Ludgate; quest’ultima era già stata creata per essere una dei protagonisti dello show, nonostante apatia e misantropia la costringessero ad avere poche battute nella prima stagione, mentre Andy inizialmente era solo una guest star, promosso a regular grazie al successo che stava riscuotendo – tanto da ottenere il proprio posto nella sigla.

Andy (Chris Pratt) è un ragazzo solare con l’apparente età meApril-Andy-s-Awesomesauce-Wedding-april-and-andy-21684320-581-345ntale di dieci anni, sempre disposto ad aiutare il prossimo, anche se ciò significa rimanere senza un soldo, e a divertirsi con le mille folli idee che gli sorgono in testa. Paradossalmente, sarà proprio questo suo lato pieno di vita a catturare l’attenzione di April (Aubrey Plaza), che scopre di poter vivere una splendida storia d’amore senza il bisogno di circondarsi di morte e distruzione – non sempre, perlomeno.

4) Li’l Sebastian e i suoi amici

Le abitudini e le tradizioni cambiano di città in città, e Pawnee si distingue dalle altre per diverse caratteristiche: la rivalità secolare con la vicina Eagleton, la presenza di una riserva indiana trasformata in casinò dai suoi stessi abitanti e soprattutto l’amore incondizionato per Lil’ Sebastian, il pony simbolo della città, che con la sua sola presenza riesce a riscaldare il cuore perfino di Ron o April.

La vita di Pawnee è seguita passo passo, è una Stars Hollow ancor più caricaturale, con i suoi consiglieri comunali, i proprietari di negozi e perfino un cantastorie – Andy, solista o con la sua band. Ogni elemento o personaggio non è inserito a caso, ma verrà ripreso e utilizzato più volte nel corso della storia, condizionando spesso le vite dei protagonisti.

105) Una satira che invita a riflettere (portandosi dietro molta rabbia)

Le caricature arrivano ai personaggi negativi dello show, mai veri e propri antagonisti, solo macchiette per nulla divertenti che gioiscono nell’intralciare i piani di Leslie e del suo dipartimento.

Ci sono consiglieri corrotti, proprietari di multinazionali dolciarie il cui solo scopo è rendere i cittadini di Pawnee ancor più obesi di quanto siano, bibliotecarie folli che non vogliono togliersi dalla testa il loro ex marito, sostenitori accaniti della famiglia tradizionale che vietano di celebrare matrimoni fra pinguini maschi e di parlare di preservativi agli anziani.

La satira investe quasi ogni puntata della serie, facendo ridere lo spettatore, ma soprattutto facendolo arrabbiare molto facilmente.

6) Dove l’avevo già visto?

Se, guardando una serie tv, vi siete chiesti dove aveste già visto un certo attore, la risposta sarà probabilmente questa: in Parks and Recreation. Nonostante non sia uno show molto famoso, numerosi attori hanno transitato nello show, decisi a rimanerci per più di una stagione o a dare il loro contributo di tanto in tanto.

Amy Poehler (la mamma di Regina George in Mean Girls e la doppiatrice originale di Gioia in Inside Out) interpreta la stacanovista Leslie, vice-responsabile del Dipartimento Parchi con una carriera politica sempre in ascesa, come desiderava fin dai sette anni; Nick Offerman è Ron e la sua seconda ex moglie Tammy Due è la sua real life wife Megan Mullally (Karen Walker in Will & Grace, con la quale si scambierà i ruoli di protagonista e guest star in You, Me and the Apocalypse), mentre la sua futura compagna Diane sarà Parks-and-Rec-Ron-Swanson-e1382663674831nientemeno che Xena (Lucy Lawless).

Aziz Ansari (Tom Haverford) è ora il protagonista di Master of None, mentre Chris Pratt… c’è bisogno di dirlo? Se d’un tratto l’Andy simile a un orsacchiotto gigante vi sembra improvvisamente aver acquistato una bella dose di muscoli, vi sarà chiaro in quale momento stesse girando Guardiani della Galassia.

7) Mouse Rat, gente!

Per l’assenza di una colonna sonora, si potrebbe dire che Parks and Recreation manchi di attenzione alla musica, ma ciò è dovuto proprio alla volontà di assomigliare a un reality.

Le canzoni tuttavia non mancano e, se la sigla è un semplice stacchetto musicale, i momenti “rock” sono affidati ai Mouse Rat, uno dei tanti nomi della band di Andy, che hanno permesso al pubblico di scoprire le doti canore di Chris Pratt. Non che ci si aspettassero pezzi strappalacrime: brani sulla buca in cui Andy si è rotto una gamba, elogi a Li’l Sebastian e una canzone dedicata ad April con il titolo di un mese (November) mostrano la capacità di mettere in musica qualunque momento della città di Pawnee, Indiana.

Consigliato? Sì.

– Sara Carucci –

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