Recensioni in sette punti: Nana

I ciliegi stanno per tornare in fiore quando, sul treno per Tokyo, due ragazze con lo stesso nome e la stessa età si siedono accanto per caso; nessuna di loro lo può immaginare, ma quell’incontro cambierà radicalmente la vita di entrambe. È il turno di un anime per le Recensioni in sette punti: Nana, manga di Ai Yazawa trasformato in un anime e in due live action, è una storia delicata e romantica a suon di musica punk.

1) Nana e Hachi

Nana Osaki , vent’anni e corti capelli neri, con sé ha una chitarra, un giacchetto di pelle e un pacchetto di sigarette: non le serve altro per trasferirsi nella capitale, se non il sogno di diventare una cantante; per nutrire il proprio orgoglio aveva lasciato che il suo fidanzato si spostasse a Tokyo senza di lei comNana-anime-mpe chitarrista di un’altra band, che sta scalando tutte le classifiche nazionali.

Nana Komatsu, chiamata affettuosamente Hachi dalla suo nuova amica, ha un animo romantico e sognatore. Si sta trasferendo anche lei, ma per raggiungerlo, quel ragazzo da cui si è dovuta dividere tempo prima, e diventare la fidanzata perfetta.

È arduo immaginare due donne tanto diverse diventare amiche del cuore e ancor di più decidere di vivere insieme, ma è ciò che accadrà alla solitaria Nana e alla superficiale Hachi.

2) Due linee narrative: amore…

Erroneamente questo anime viene definito shojo; si tratta in realtà di un josei, un prodotto per ragazze che racconta la vita di personaggi dopo il periodo scolastico: l’università, il lavoro, il matrimonio. Da ora in poi, sono le protagoniste a dover pensare a se stesse, senza rintanarsi al sicuro nel nido familiare.

Ci sono due linee narrative: la prima è l’amore – sempre al centro della vita di Hachi, ma non solo – imprescindibile presenza in una storia con numerosi protagonisti tra i venti e i trent’anni. L’amore è alla base di molte storyline, che si tratti di un amore tragico, a lieto fine o tra persone con molta differenza d’età; nel caso di Shin, bassista del gruppo di Nana, può essere anche a pagamento. 

cc1173) …e musica

Due band stanno emergendo nel panorama musicale giapponese: i Trapnest, la cui angelica cantante Reira è capace di incantare chiunque, e i Blast – diminutivo di Black Stones – caratterizzati dalla voce roca di Nana e da un forte impatto visivo.

Non basta pubblicare un disco per ottenere una fama duratura ed entrambi i gruppi, rock e punk, lo stanno scoprendo a loro spese; bisogna fare attenzione a ogni aspetto della propria vita, rigare dritto e non farsi mai vedere in compagnia di altri personaggi noti ai media, che scavano costantemente per tirare a galla i segreti più nascosti, i più adatti a mettere in difficoltà i protagonisti.

Una vita dura per i Trapnest e i Blast, costretti a compiere importanti sacrifici per il loro più grande amore, la musica. Come scopre Hachi, “vedere realizzati i propri sogni ed essere felici sono due cose completamente diverse.”

4) Interpreti reali per personaggi di finzione

Le opening e le ending di Nana sono diverse da quelle degli altri anime per un piccolo particolare: a interpretarle sono proprio Nana e Reira.

Per realismo o per marketing, sono state scelte le voci ideali per le cantanti dei Blast e dei Trapnest, sono stati pubblicati due album e alcune delle tracce scritte sono state utilizzate per le sigle e all’interno dell’anime, durante i concerti delle due band o nella prima improvvisata versione di Rose, quando l’appartamento 707 delle protagoniste diventa temporaneamente il palco del più emozionante concerto di Tokyo.

A dare voce a Nana Osaki è Anna Tsuchiya, roca e punk, mentre per l’angelica Reira è stato più difficile trovare un’interprete; alla fine, dopo avere ascoltato ogni cantante giapponese che si avvicinasse alla sua immagine di Riera Serizawa, Ai Yazawa ha optato per una nippo-americana proprio come il suo personaggio, Olivia Lufkin.

5) Anime o telefilm?

Per la sua struttura e l’analisi dei personaggi secondari, Nana possiede molte caratteristiche tipiche dei telefilm. Provenendo dallo stesso paesino, praticando lo stesso mestiere o vitumblr_ljvkatCQ1Y1qif1sco1_500vendo insieme, i protagonisti interagiscono spesso fra loro e sono legati da diversi tipi di relazione, che diventano oggetto di analisi da parte dell’autrice.

Nessun personaggio viene isolato, nei rapporti come nella visione: non sono solo Nana e Hachi ad avere scene interamente dedicate a loro e ai loro legami; le storyline si infittiscono con l’arrivo di nuovi personaggi, con l’entrata in scena dei singoli membri dei Trapnest, ciascuno con un background pronto per essere approfondito e posto in primo piano nel momento migliore.

6) Temi delicati sempre presenti

Con una tale attenzione al realismo – il mercato della musica, la scelta di cantanti reali – l’intera storia non poteva limitarsi al percorso dei personaggi verso il professionismo. Diversi temi spinosi emergono con l’avanzare del racconto: abbandono, gravidanze inaspettate, droga, prostituzione minorile.

Con il suo carattere scontroso e l’affetto per una persona esuberante come Hachi, Nana dimostra fin da subito di avere un passato difficile alle spalle, una madre che non la voleva, l’espulsione da scuola. Shin riesce a fingere meglio, ma un quindicenne che non ha fissa dimora non può nascondere qualcosa di felice. L’orfano Ren Honjo è cresciuto in un magazzino del porto, imparando lì a suonare quella chitarra che ora lo ha reso noto in tutto il Giappone.

7) Richiami alla realtà

Quello stesso Ren che, nell’aspetto, è una copia evidente di Sid Vicious: gli abiti, i capelli, il lucchetto che Nana gli ha messo al collo. I Sex Pistols vengono nominati, Sid e Nancy vengono chiamati in causa, perché in un mondo fatto di musica 1441017471-61feea4d833e71af5a7d79aca2bd64f7non si possono dimenticare le band e i cantanti reali.

È un mondo attento anche alle mode e a un’unica grande firma, Vivienne Westwood, che vive nell’accendino di Shin, nell’orecchino di Nobu e nello stile di Nana.

C’è attenzione alla realtà, che si tratti di nomi e paesaggi o di realismo, e i già citati album dei Blast e dei Trapnest, realmente realizzati, non possono che ribadirlo.

Consigliato? Assolutamente sì, ma con una piccola precisazione: l’anime si interrompe verso la metà della storia narrata del manga, che a sua volta… non possiede ancora un finale. Nana è stato interrotto anni fa, probabilmente a solo un paio di volumi dalla sua conclusione, ma darle una possibilità vale comunque la pena.

– Sara Carucci –

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