Recensione di Jurassic World: un ritorno nel Giurassico

Jurassic-World-Poster-MososauroDi sequel Jurassic Park ne aveva già visti due, ma a quattordici anni dal secondo Steven Spielberg e Colin Trevorrow decidono di omaggiare ancora una volta il libro di Michael Crichton con Jurassic World: un ritorno nel Giurassico con decine di riferimenti al capolavoro del 1993.

Ancora due fratelli in visita all’imponente parco, ancora una coppia eterogenea ad accorrere in loro soccorso: Chris Pratt è Owen Grady, ex marine che si diletta nell’addestramento di quattro Velociraptor, e al suo fianco c’è una delle responsabili di Jurassic World, Claire Dearing (Bryce Dallas Howard), che ben poco ha da spartire con i modi e lo stile di vita del suo collega. Al centro della loro avventura c’è un ibrido fra due specie creato nei laboratori del parco, l’Indominus Rex che si scoprirà ben presto essere dotato di un’intelligenza superiore a quella dei suoi compagni dinosauri.

Jurassic World nasce letteralmente sulle rovine di Jurassic Park, ma ancora una volta i responsabili non hanno capito la portata di ciò che hanno di fronte. I riferimenti al primo film della saga spielbergiana sono molteplici, dalla maglietta a tema ai loghi visibili sulle famose auto guidate da Sam Neill e Laura Dern, all’ologramma del Dilophosaurus che aveva fatto sobbalzare molti bambini nel 1993. Per alcuni versi memore di How To Train Your Dragon 2, Trevorrow pone il rapporto tra Owen e i Velociraptor al centro della sua pellicola, in cui sono presenti anche diverse star della televisione statunitense e britannica: Jake Johnson (Nick di New Girl), Lauren Lapkus (la guardia Fischer di Orange is the New Black) e la Morgana Katie McGrath.

425_Jurassic_World_Chris_PrNiente John Williams alla colonna sonora, ma Michael Giacchino riesce a incorporare le creazioni del suo predecessore con un nuovo tema realizzato ad hoc; mancano anche le memorabili scene che ventidue anni fa fecero sudare freddo gli spettatori – indimenticabile la cucina dove i fratelli Murphy si nascondevano dai predatori – sostituite da creazioni come il Mosasaurus che hanno il solo scopo di mostrare dove Jurassic World e l’industria cinematografica sono in grado di arrivare.

Potrebbero partire nuove trame da quello che è a sua volta un sequel, ma per il momento il mondo intero è concentrato su un solo fenomeno: il ritorno dei cult degli anni ’80 e ’90, che prosegue con il reboot di Ghostbusters e invade anche il terreno dell’animazione. Jurassic World si pone fra questi, attirando al cinema e al parco tutti coloro che non sono ancora stanchi dei dinosauri.

– Sara Carucci –

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