Recensione di Hotel Transylvania 2

1Scommetto che l’avete notato anche voi: i cartoni animati sono sempre meglio e i film (salvo eclatanti eccezioni) sono sempre peggio. Il lavoro dietro la realizzazione di una serie o di un lungometraggio animato è sempre più sentito, profondo e con risultati spettacolari. Certo, l’industria Disney esiste e sforna capolavori (con alti e bassi) da quasi un secolo, e anche Miyazaki sensei è un’istituzione, ma da una quindicina d’anni mi sembra di notare una sempre maggiore attenzione e cura nel confezionamento dei gioielli animati.

Voglio dire, dall’inizio del millennio abbiamo potuto ammirare L’Era Glaciale, Shreck, Wall-e, Le 5 Leggende, Cattivissimo me, Megamind, Frozen, Ribelle, Ponyo sulla scogliera, Appuntamento a Belleville, L’Illusionista, Monsters & Co., Hotel Transylvania, Inside Out e decine di altri titoli americani, europei e giapponesi.
La soddisfazione che provate all’uscita del cinema dopo aver visto l’ennesimo capitolo di un’interminabile saga con attori in carne ed ossa è paragonabile a quella provata per un capolavoro dell’animazione? Scommetto che la risposta è “raramente”.

2In questi giorni potete godervi Hotel Transylvania 2, prodotto da Warner e Sony e nato da un’idea di Adam testa-a-uovo Sandler. Ora, Hotel Transylvania non ha una trama geniale come Wall-e, né è supportato da una profonda analisi psicologica di personaggi ed eventi come Inside Out, ma è palesemente un godibile prodotto per bambini ed adulti che mantengono vivo il loro fanciullino interiore di pascoliana memoria. Diciamo che possiamo inserirlo nella stessa casella de I Minions: trama semplice, personaggi adorabili e battute divertenti.
L’idea di base ricorda un po’ quella di Monsters & Co, in cui i mostri erano terrorizzati dagli esseri umani.
In Hotel Transilvania, i mostri hanno un ottimo motivo per temere ed odiare gli umani: i villici armati di torce e forconi uccidono la moglie di Dracula. Lui si rifugia nel suo castello con la figlia Mavis. Trasforma il castello in un hotel/rifugio per mostri e convince Mavis (che vorrebbe conoscere il mondo al di fuori del castello) che non solo non c’è nulla di interessante da vedere, ma che gli umani sono estremamente pericolosi (non completamente falso). Nel castello arriva il classico ragazzotto americano, buono e tonto. Lui e Mavis si innamorano e Dracula capisce che la pace con gli umani è possibile. Insomma, una classica parabola sull’accettazione, il confronto e la tolleranza. Sembrerebbero concetti triti e ritriti, se non fosse che a tanta gente sembrano proprio non entrare nella zucca.3

Nel nuovo lungometraggio, Hotel Transylvania 2, appunto, assistiamo alla vita della giovane coppia formata da Mavis e Jonathan e all’apertura dell’hotel anche agli esseri umani. Ma soprattutto, assistiamo all’ingresso di un nuovo, adorabile personaggio: Dennis, il figlio di Mavis e Jonathan. Denisovic (come lo chiama nonno Drac) è un cosetto buffo con un capoccione pieno di boccoli rossici e due occhioni enormi. Non potrete non amarlo. Come alla fine lo amerà anche il bisnonno Vlad, doppiato dal mitico Paolo Villaggio.
La trama non ve la scrivo, ma vi dico che vedrete sfilare sullo schermo: il lupo mannaro Wayne con moglie e cuccioli (taaanti cuccioli), il mostro Frankie, Griffin l’uomo invisibile, Blobby, Murrey la mummia, gli zombie facchini, Quasimodo il cuoco, la mosca, vari cosi e cose e persino guest star di un certo livello come ad esempio il Fantasma dell’Opera a cui sono stati affidati alcuni significativi stacchetti musicali.
Per concludere, consiglio a tutti la visione di questo cartoon; passerete un’ora e mezzo in allegria. Cosa non certo disprezzabile.

– Monia Guredda –

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