Racconti da Quarantena – Guarda come dondolo

Guarda come dondolo, guarda come dondolo, con… il twist

Eh, sì… guarda. Guarda, sì. Gli anni… ce li ho; le croci, pure. In palestra… ma io, esattamente, che ci vado a fare?

Con le gambe ad angolo, con le gambe ad angolo, ballo… il twist

Eh, sì… il twist. Io certe sere… non m’alzerei nemmeno dalla sedia, chè il divano non ce l’ho. Chè la vita l’ho giocata; e lo so, lo so sempre. Stiro, piego… lavo. Ma poi, poi, alla fine…

Sarà perché io dondolo

Sarà perché dondolo?

Saranno gli occhi tuoi che brillano

Brillano? Io ho fatto l’arrosto. Il bucato, ho comprato il giornale… Beatrice ieri mi ha chiesto come stai. Ho detto che stai bene, ma ci ho pensato. E ho pensato che non lo so. Che dici “è buono l’arrosto”, e “grazie del giornale”; e ciao, e esco e torni, ma come stai, come stai io non lo so.

Ma vedo mille mille mille lucciole

Sarà la fame, la pressione

Venirmi incontro insieme, insieme a te

Incontro. Adesso, mi sa che se si ferma il treno e io resto a Vigna di Valle… nemmeno mi vieni a prendere. Con la tua Panda, che fra un po’ diventa mia e tu compri la macchina nuova. “Ho pagato la bolletta” dici; “Ho comprato il prosciutto”, dico.

Guarda come dondolo

Dondolo?

Guarda come dondolo con il twist

Saranno le anche. Certe volte mi appoggio al carrello e scivolo fino ai surgelati. E mi sento un peso, un peso addosso. Senza parlare, mi sento solo che non gliela fo.

Con le gambe ad angolo, con le gambe ad angolo ballo il twist

Il twist… il ballo mio è passare lo straccio.

Le ginocchia scendono

Su tutte le piastrelle

Le mie gambe tremano

Il battiscopa

Forse sono brividi, brividi… d’amor!

Eh, sì.

– Walter Farnetti –

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