Quel maledetto blocco dello scrittore: come combatterlo?!

1Anche scrivere sul blocco dello scrittore non è semplice, figurarsi affrontarlo: può capitare in qualsiasi momento e – soprattutto – con qualsiasi tema, non necessariamente nella stesura di un grosso romanzo. Avete l’idea, nella vostra mente è già ben delineata, ma le parole non vengono fuori, non c’è modo di imprimerle su carta e qualunque frase scriverete vi sembrerà non essere adeguata. Ebbene, il primissimo consiglio che mi sento di dare, avendolo più volte affrontato io stessa, è quello di imporsi comunque di mettere per iscritto qualcosa, pur se scettici sul risultato, perché a volte il sentirsi costretti può sembrare angosciante, ma ci spinge ad andare avanti. Per dire, scrivendo numerosi articoli a settimana, può capitare di non sapere come esprimere un concetto, di non averne voglia, di voler fissare lo schermo e far tutt’altro, ma l’avere un appuntamento fisso, un “obbligo” verso me stessa e verso il lettore, mi ha aiutata moltissimo ad insegnarmi che anche quando la voglia inizialmente non c’è non vuol dire che non verrà nel bel mezzo della costruzione di un periodo! Certo, nel mio caso – come di un romanziere – si tratta di vero e proprio impegno lavorativo, che dà una mano nelle situazioni difficili, ma non per forza questo deve scoraggiare chi scrivere per intrattenimento proprio. Diciamo che “aspettare la musa” non sempre è possibile, ma soprattutto non sempre è auspicabile, perché potreste finire ad attenderla così a lungo da lasciar perdere un progetto interessante.

2Quindi l’obiettivo da porsi è scrivere, sempre: non importa cosa, necessariamente, ma la costanza. Potreste scegliere un tema giornaliero e comporci un piccolo racconto, potreste farvi aiutare da un amico o un’amica a “costringervi” ad inviargli una volta al giorno qualcosa di vostro da leggere, anche di poche righe… questo allenerà la mente e allontanerà sempre di più il mostro “della pagina bianca”. Un altro problema tipico? Questo è senz’altro un mio nemico: con i componimenti grandi – come un libro – può capitare di avere già troppo precisamente nella testa quello che vorreste tirare fuori: questo porta a perdere tempo nel cercare di rendere ogni frase perfetta già alle prime righe, quando invece un suggerimento – non solo mio, ma di scrittori di professione – è di trascrivere tutto come viene, senza badare agli errori, che poi verranno ampiamente rivisti da noi stessi nella fase di lettura. Se, come me, impiegherete mesi e mesi per scrivere un solo capitolo, finirete per stancarvi e lasciare perdere. Quindi, anche in questo caso, scrivete, non preoccupatevi di nient’altro! Questi sono i suggerimenti base, quelli adatti un po’ ad ogni tipo di scrittura, ma si potrebbe dividere i casi specifici: se siete “scrittori obbligati”, come studenti che si trovano costretti a scrivere un tema per il quale certo non possono aspettare di sentirsi ispirati, basatevi sul punto focale dell’argomento trattato e – se tanto lontano da voi o poco conosciuto – ampliatelo con le vostre conoscenze, “deviatelo” dalla retta e fate in modo di creare un percorso narrativo che mostri qualcosa di voi, cercando però di non, come si dice in gergo, “passare da palo in frasca”. Insomma, se l’argomento è l’amicizia e voi iniziate a parlare di quanto sia bello il sole potrebbe non andare a vostro favore… ma se invece al sole poi in qualche modo collegherete l’amicizia, con un mito, con una metafora, con una citazione, già potreste avere la scrittura in pugno!

3Se invece è di articoli che stiamo parlando, il discorso è più o meno lo stesso, solo che in questo caso risulta indispensabile la chiarezza, la linearità e l’interesse. Se l’argomento trattato non vi piacerà, sarà difficile trasmettere entusiasmo nel lettore, ma non è detto che proprio questo vostro astio non sia un’arma potente, perché potreste sfruttarlo per ottenere un lavoro ironico o altamente polemico o entrambi! Fondamentale, a quel punto, non sarà variare dal tema principale, ma dare uno stampo prettamente personale e accessibile a tutti, che focalizzi l’attenzione su quello che per voi è più importante dell’articolo, inserendo qua e là dei ghirigori solo se necessari, ma soprattutto tanto del vostro punto di vista. Per i romanzi, ovviamente, la faccenda si complica, perché si tratta di molto più lavoro, molte più giornate di intensa dedizione e in particolare una continua lotta contro la banalità, sia della trama che della composizione stessa. Per combattere la prima, porsi quante più domande possibili, per testare la coerenza dei propri personaggi e non rischiare di vederli mutare nel corso della scrittura o – peggio – farli rimanere bidimensionali; svelate dettagli del plot a dei vostri amici o parenti e ascoltate i loro suggerimenti (un’idea per voi geniale potrebbe essere scontata per qualcun’altro e, sebbene questo non dovrebbe smontarvi, potrebbe aiutarvi a migliorare); preparate nella vostra mente un possibile epilogo, che vi aiuterà nel corso della scrittura a sapere sempre la vostra direzione; leggete, leggete, leggete e non solo quello che vi piace, quello che vi fa sentire sicuri, quello che andrete poi a scrivere, no! Leggete quanto più materiale possibile, facendo proprio attenzione a variare, in modo da non avere un prodotto piatto, ma qualcosa che si espanda e conosca vari elementi della letteratura. Per i racconti, ciò che io trovo sempre molto utile sono i prompts, degli spunti, anche delle semplici parole, che possano far scattare qualcosa nella mente e far sgorgare il mare della fantasia e della creatività: questo tipo di esercizio aiuterà sia nella stesura di un romanzo, che degli articoli; i racconti sono una manna dal cielo, non sottovalutateli.

Riassumendo, insomma, non fatevi sconfiggere da una pagina bianca, al costo di scrivere solo un elenco delle vostre idee, colorato da qualche disegnino. Sperimentare, tentare, mettersi alla prova, sempre. Ricordate: ho provato, ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò meglio. (Samuel Beckett).

– Lidia Marino – 


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