Pierce Brosnan non si è mai sentito a suo agio come James Bond

1Non è facile essere uno 007. Oltre la grande responsabilità di far parte di uno dei franchise cinematografici più amati di tutti i tempi, c’è da considerare la pressione di mettere il proprio volto su un personaggio tanto noto. Non c’è un Bond uguale all’altro, del resto. In una recente intervista scopriamo, infatti, che Pierce Brosnan non si è mai sentito a suo agio come James Bond, probabilmente per questa sfida personale che il ruolo e il marchio rappresentano.

Rispetto alla storia che hanno creato gli altri interpreti, figure portanti della sua infanzia, Brosnan si è detto poco legato all’agente segreto, soprattutto comparandosi alle iterazioni più celebri. Ha detto, infatti: “nonostante l’enorme impegno da parte di tutti perché il risultato fosse buono, la mia sensazione era quella di essere una via di mezzo non definita tra Roger Moore e Sean Connery, entrambi da me molto amati, e non sono riuscito a trovare una mia dimensione, non mi sentivo vero, reale. Avvertivo quasi di essere un richiamo al passato, qualcosa che ricordasse il vecchio James Bond, ma che non aggiungesse nulla di nuovo.”

L’attore irlandese aveva già osservato in passato come la sua interpretazione fosse giunta dopo sei anni di assenza di film della Saga (Brosnan ha debuttato come Bond in Goldeneye del 1995, mentre l’ultimo film di Timothy Dalton come 007, Licenza di uccidere, è uscito nel 1989) e che quindi si fosse creata un’aspettativa notevole e molta pressione sulla pellicola. Sebbene in quell’intervista si fosse censurato e avesse sviato il discorso, pare che il problema fossero molti tagli alla sua personale performance, con restrizioni e impedimenti che lo hanno fatto sentire un po’ costretto nel ruolo. Difatti quando recitò in The November Man disse di aver potuto fare “quello che come James Bond non era riuscito”.

Nel 2014, in un’intervista al Telegraph, ha poi anche ammesso di non aver mai guardato se stesso interpretare Bond, perché “non era bravo abbastanza”. Ha ricordato che l’azione per lui era sempre stata poco realistica e che i suoi film sono stati solo in grado di cogliere la superficie del personaggio, anche se ha poi aggiunto che questo proveniva probabilmente da tutte le proprie insicurezze.

Ammetto di non essere stata mai fan della sua interpretazione, ma sicuramente James Bond non è un personaggio facile da ereditare e mi dispiace che abbia vissuto tale esperienza così male. Intanto Daniel Craig sembra continuare ad ottenere grandi consensi e tornerà nel suo ruolo con Spectre, che arriverà in Italia il 6 novembre.

– Lidia Marino – 

Rispondi