Personaggi delle serie tv che ci hanno lasciato nel 2016

1Certo, il 2016 è stato un anno pieno di compianti decessi anche nella vita reale, ma per non deprimerci del tutto trovo che sia meglio parlare di ciò che di triste è avvenuto solo nella finzione. Sì, perché basterebbe prendere in analisi anche solo Game of Thrones per ottenere una bella lista (ma quello vale praticamente per ogni sua stagione): senza indugiare oltre, vi illustro alcuni dei personaggi delle serie tv che ci hanno lasciato nel 2016. Ovviamente, l’articolo contiene spoilers.

Hodor, Ramsay Bolton, Margaery e Loras Tyrell, Rickon Stark, Game of Thrones 

Iniziamo con una delle scomparse più sofferte dal pubblico: Hodor, personaggio presente sin dalla prima stagione, era un uomo sempre pronto a sacrificarsi per gli altri e anche nella sua ultima scena è proprio questo a privarlo della sua vita, lasciandoci attoniti nello scoprire il significato dietro a quell’unica parola da lui ripetuta. Già, perché il piccolo Bran scopre troppo tardi che quella sua intrusione nella mente di Hodor sarà proprio ciò che porterà quest’ultimo ad avere una crisi e a ripetere spasmodicamente le parole a lui strillate solo nel futuro, trasformando “hold the door” nell’unica capacità lessicale da lui possibile per tutti gli anni a venire. So che molti si sono dispiaciuti anche per la scomparsa di Ramsay, mentre per me è stata una tale fonte di soddisfazione che ancora sorrido quando ci penso. Per quanto magistralmente interpretato e ben scritto come personaggio, ho odiato il piccolo bastardo dei Bolton praticamente da subito ed è andato peggiorando con le varie stagioni. Sono così contenta che sia morto per “mano” di Sansa, è stata una grande fonte di orgoglio per me! Concludo con i fratelli Tyrell, morti ingiustamente nella vendetta di Cersei, che – pensatela come volete – sa davvero come farsi rispettare. Per Loras devo dire di non aver provato tanta empatia (sembrava ormai l’ombra di ciò che avrebbe potuto essere), mentre per Margaery un po’ mi è dispiaciuto, soprattutto perché furba abbastanza da accorgersi della puzza di pericolo prima ancora che fosse troppo tardi, ma obbligata a rimanere e a condividere il destino degli altri, più stolti di lei. Infine ricordiamo la chiamatissima morte del povero Rickon, una delle tante vittime del sadico Bolton, che cade tra le braccia di un impotente Jon, portandolo a reagire incoscientemente e quasi a perdere la 2battaglia. Questi non sono gli unici morti della serie nel 2016, ma sicuramente i più importanti.

Deanna Monroe, Jessie Anderson e figli e Denise Cloyd, The Walking Dead 

Un’altra serie che, per forza di cose, non ha avuto tanti problemi a sfoltire il suo cast. Quest’anno abbiamo assistito alla dipartita di Deanna, ex-deputata dell’Ohio, introdotta nella quinta stagione. Il suo personaggio non è sempre andata d’accordo con gli altri, ma ha fatto dimenticare i vecchi rancori con il suo sacrificio: quando gli zombie invadono Alexandria lei si immola per permettere al gruppo di Rick di fuggire, con ultimo grido straziante come commiato. Certo ancora più inquietante è la morte di Jessie: straziata dopo aver visto gli zombie uccidere suo figlio Sam, va incontro allo stesso destino, costringendo Rick a tagliarle mano, ancora aggrappata a Carl. Come se non bastasse, l’altro figlio di Jessie, Ron, viene trafitto dopo aver cercato, sconvolto per quanto accaduto, di uccidere Rick. Una scena davvero agghiacciante, ve lo assicuro. Infine, dopo solo una stagione diciamo addio anche a Denise, amante di Tara Chambler, che viene uccisa in modo barbaro da Dwight, con una freccia in pieno occhio. E poi c’è il morto misterioso, ucciso da Negan, che nel finale è stato ripreso compiere il fatto, ma senza permetterci di capire l’identità della vittima. Staremo a vedere.

Lexa e Lincoln, The 100

Ok, so di dover prendere il tutto con molta delicatezza, visto che molti la adoravano, ma devo dire di non aver proprio pianto tutte le mie lacrime per Lexa. Non che non mi sia dispiaciuto, ma non ho mai amato lei né il suo rapporto con Clarke (in realtà non mi piace tanto nemmeno quest’ultima), ma senza dubbio la scelta – obbligata – di uccidere due personaggi principali nel giro di due settimane è stata intensa da parte dei creatori della serie. Come sappiamo, infatti, entrambi gli attori partecipano ad altri telefilm, rendendo la loro presenza in The 100 sempre più complicata. Per Lincoln voglio invece spendere due parola a parte, perché… beh, capirai, la bella e la bestia sta sempre bene in qualunque trasposizione per me e quindi anche qui amavo la coppia, ma sono contenta comunque che l’abbiano fatto morire in modo dignitoso. Sob.

3Jackson Kenner, Camille O’Connell e Davina Claire, The Originals

Che poi, dopo Elijah, erano i miei tre personaggi preferiti. Mi sembra giusto. Seguo The Vampire Diaries dall’inizio, mentre The Originals l’ho iniziato e finito negli ultimi mesi, per scetticismo. Sì, perché trovavo già irrecuperabile la serie principale e temevo lo stesso per lo spin-off e invece… io ve lo consiglio, è molto ben scritto ed avvincente. Anche se fa fuori i miei preferiti. Jackson muore – dopo aver tenuto testa, a sua modo, agli Originali per due stagioni, legato ad una sedia, impotente e dolorante. Mi ha davvero spezzato il cuore, anche perché davvero meritava di meglio. Camille era fantastica, anche se io l’avrei lasciata umana sino alla fine, un po’ come Elena in TVD. Sono personaggi ricchi di coraggio ed empatia, che non hanno necessariamente bisogno di “passare dall’altra parte” per comprenderne le luci e le ombre. Mi piaceva tanto tanto. E mi piaceva anche Davina, la piccola Bonnie di questa versione: potente, ma pronta a sacrificarsi per gli amici. Non so se sperare di veder tornare questi volti, visti i continui ritorni in TVD, che però hanno contribuito a renderlo poco efficace. No, forse li preferisco morti e basta.

Una menzione speciale a Vanessa Ives, la quale morta ha sancito il finale della serie Penny Dreadful e a Robin Hood di Once upon a time, perché… a Regina non gliene va mai bene una. E a Lola di Reign, che però mi ha regalato una piccola gioia, con la reazione di Narcisse. Piccole gioie cercasi.

– Lidia Marino –  

 

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