Penny Dreadful 3×04 – Un filo d’erba

02Temevo una puntata del genere di Penny Dreadful si da quando ho visto il finale della scorsa. La quarta puntata è una specie di rito degli sceneggiatori della serie: la puntata Parliamo solo del passato di Vanessa. Quindi le altre Storyline vanno, per 56 minuti, nel dimenticatoio e si parlerà solo e soltanto di Vanessa.

Prima di parlare di questa puntata, voglio fare un viaggio a ritroso. In ogni stagione di Penny Dreadful c’è una puntata in cui si parla solo di Vanessa Ives. Sia chiaro da subito che una bella puntata sul passato della protagonista è un’ottima idea. Spesso molte serie fanno puntate che parlano del passato, in un lungo flashback o in più pezzi (come, ad esempio, Lost, che faceva puntate in cui la storia non avanzava, ma spiegava il perché di molte scelte e comportamenti di un personaggio). Il problema è farle bene.

01Nella prima stagione, quando ci scontravamo con i “vampiri” (se così vogliamo chiamarli), c’era Vanessa che iniziava a scrivere una lettera a Mina, raccontando tutta la loro storia. Scopriamo così il motivo per cui Vanessa si sentiva di aver tradito l’amica e, quindi, si sentiva causa del suo “rapimento” (se così vogliamo chiamarlo). Quella puntata fu un po’ incespicante, forse, ma interessante. Andiamo alla seconda stagione: abbiamo le streghe che inseguono, questa volta, Vanessa, sempre in nome di Lucifero. E lei sembra conoscerle o, almeno, conoscere il loro stato di streghe, la loro lingua e cosa fanno. Perché le conosce? Parte, la puntata in cui scopriamo che la stessa Vanessa prese lezione da Joan Clayton, una “strega buona” dal quale imparò quello che sa di queste creature. Fu una puntata lenta, ma, comunque, interessante, spinta su quello che era il razzismo verso il diverso (infatti, alla fine della puntata, Joan viene uccisa da un’orda di uomini del paese limitrofo, li stessi che aiutava spesso).

04Arriviamo a questa puntata. Il tutto si basa su Vanessa che, sotto ipnosi, ricorda la “stanza bianca” citata dal ragazzo nel labirinto degli specchi. E c’è John Clare (ma lei pare non riconoscere) che è l’unico uomo che vede in tutto il tempo del suo internamento. Lui va da lei, le porta da mangiare, si affeziona, la pettina, le legge poesie e la spinge a provare a reagire, per uscire di lì. Alcune scene sono ripetitive e non portano a nulla, altre spiegano l’avvicinamento di lui verso Vanessa, ma sono estremamente lunghe e, spesso, tediose. Poi arriva finalmente la scena che dovrebbe spiegare qualcosa, che ci aiuterà a capire chi è il nemico… ma, ehi: noi lo sappiamo già! Il nemico 05è Dracula e, a non saperlo, è solo Vanessa. Ok, ma forse aggiungeranno qualcosa… Arriva la scena clou e scopriamo che Vanessa viene visitata da Lucifero e Dracula (entrambi con le fattezze di John Clare) e viene svelato il dilemma più grande: che cosa è Dracula? Tutti sappiamo che lui è il vampiro più famoso della storia, ma, di vampiri, ne abbiamo già visti in Penny Dreadful e nessuno è (o era) come Dracula o come la sua progenie. Quindi, se non è un vampiro, cos’è? Semplice: il fratello di Lucifero che, a differenza di quest’ultimo, invece di comandare negli abissi degli inferi, decide di governare nel mondo degli umani e, invece di volere l’anima di Vanessa, vuole il suo corpo.
Scena quasi carina, finita a caso con Vanessa che dice parole demoniache e loro svaniscono.

06In pratica, in 56 minuti, abbiamo scoperto che John Clare era una bella persona, che Dracula non è un vampiro ma il fratello egualmente dannato e cattivo di Lucifero e che la moglie di John Clare si chiama Marjorie ed ha i capelli corti. Mentre Vanessa capisce chi è il suo nemico. Sinceramente, potrà pure essere una puntata introspettiva, ma non ha aggiunto niente al personaggio, mentre, alla storia, ha aggiunto così poco che potevano farlo durare 10 minuti: lei è nel manicomio, John Clare era una bella persona, arriva Lucifero che vuole Vanessa, arriva Dracula che vuole Vanessa, scopriamo che sono fratelli, poi se ne vanno e rimane John Clare che è una bella persona. Fine. E ci sarebbero rimasti 46 minuti per fare una bella puntata…

Nonostante tutto, Stay Dreadful!

– Giorgio Correnti –

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