Patrimoni dell’umanità italiani: Centro storico di Siena

1Iniziamo questa settimana proseguendo il viaggio attraverso i Patrimoni dell’umanità italiani, parlando del Centro storico di Siena, entrato nella lista dell’UNESCO nel 1995, rispettando i seguenti criteri:
(i): Grazie alle proprie caratteristiche urbane ed architettoniche, il centro storico di Siena è una testimonianza del genio creativo dell’uomo, ed esprime concretamente la capacità artistica ed estetica umana.
(ii): L’originale esempio di civiltà figurativa, in architettura, pittura, scultura e urbanistica, ha determinato un’importante influenza culturale non soltanto nel territorio della Repubblica di Siena, ma anche in Italia ed Europa, in particolare tra il XIII e il XVII secolo.
(iv): La struttura della città ed il suo sviluppo, ininterrotto per secoli e guidato da un’unità di disegno che è stata preservata, ha reso Siena uno degli esempi eccellenti di città medievale e rinascimentale italiana.

Questa meravigliosa città, dunque, dichiarata patrimonio così tanto tempo fa, mantiene ancora tutte queste caratteristiche, mostrandosi un insieme di storia medievale e di architettura gotica, che nel corso dei secoli hanno saputo evolvere senza annullarsi, rimanendo stendardo di pura bellezza. Vista dall’alto, Siena presenta una forma identificabile di “Y” capovolta ed infatti la città è percorsa da 2tre strade principali, che hanno nei secoli rappresentato le unità amministrative che dividevano il comune (il Terzo di Camollia,il Terzo di S. Martino e il Terzo di Città) e dall’intersezione delle tre si forma la famosa Piazza del Campo, dove un tempo erano ospitati il Palazzo comunale e in generale le sedi politiche dello stato, oltre che essere il centro della vita economica della città.

Oggi si parla di un altro possibile inserimento nella lista dell’UNESCO, che coinvolgerebbe il Palio, la gara di cavalli tanto famosa e amata non solo in Italia, ma nel mondo, che si celebra il 2 luglio e il 16 agosto. Una tradizione antichissima, che prima prevedeva la partecipazione di 23 contrade e che invece oggi ne vede gareggiare 10. Il Palio ha un valore simbolico sacrale importantissimo per gli appartenenti alla contrada vincitrice e in occasione della gara di luglio questo viene portato nella Chiesa della Madonna di Provenzano per essere benedetto, e ad agosto al Duomo per lo stesso motivo. Non ci sono ancora novità a riguardo dell’inserimento o meno dell’evento, ma i consiglieri regionali di certo lo considerano un perfetto candidato, sebbene sul web ci siano state delle proteste circa il coinvolgimento dei cavalli e il modo – sembra – poco “sano” di prepararli alla corsa. Ad ogni modo, non possiamo negare che il Palio rappresenti una parte storica importante della città e che potrebbe essere preso in considerazione in futuro.

– Lidia Marino –  

 

 

 

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