Patrimoni dell’Umanità italiani: Ville e giardini medicei in Toscana

“Il Sito seriale “Ville e giardini medicei in Toscana” è costituito dall’insieme di 14 ville e giardini della famiglia Medici ubicati in Toscana. Il sistema delle ville con giardini esprime un modo di gestire e organizzare il territorio realizzato dalla famiglia dei Medici che possiedono un valore rappresentativo e segnano con eleganza il paesaggio della Toscana.”

Criteri iscrizione
(ii) Le ville medicee e giardini medicei in Toscana sono la testimonianza, in sintesi, della residenza rurale aristocratica quale incarnazione, sul finire del Medioevo, di una serie di nuove ambizioni politiche, economiche ed estetiche. Le ville e i giardini costituirono modelli che si diffusero ampiamente in tutta Italia durante il Rinascimento e poi in tutta l’Europa moderna.
(iv) Le nobili residenze medicee costituiscono esempi eminenti della villa aristocratica di campagna dedicata al tempo libero, alle arti e alla conoscenza. Nel corso di un periodo che abbraccia quasi tre secoli, i Medici svilupparono molte soluzioni architettoniche e decorative innovative. L’insieme rappresenta una rappresentanza dell’organizzazione tecnica ed estetica dei giardini in associazione al loro ambiente rurale, dando risalto ad uno specifico stile di paesaggio dell’età dell’Umanesimo e del Rinascimento.
(vi) le ville e i giardini medicei, insieme con paesaggi toscani di cui sono parte, hanno dato un primo e decisivo contributo alla nascita di una nuova estetica e stile di vita. Essi rappresentano una testimonianza eccezionale di mecenatismo culturale e artistico sviluppato dai Medici. Ville e giardini medicei costituirono una serie di luoghi chiave ove emersero ideali e tendenze proprie del Rinascimento italiano, che ebbero seguito e diffusione in tutta Europa.

Per entrare nel dettaglio, dunque, quando si parla di Ville e giardini medicei in Toscana, si intendono 12 ville e due giardini: i giardini di Boboli (Firenze) e Pratolino (Vaglia, Firenze), le ville fiorentine di Careggi, La Petraia, Cerreto Guidi, Castello e Poggio Imperiale; le ville di Belcanto a Fiesole (anche nota come villa Fiesole), di Poggio a Caiano (Prato), La Màgia (Quarrata, Pistoia), di Artimino (Carmignano, Prato), Cafaggiolo a Barberino di Mugello, del Trebbio (San Piero a Sieve) e il Palazzo di Seravezza a Lucca. Si tratta di residenze di campagna nuove per la loro epoca, dove i ricchi fiorentini erano soliti possedere o classiche cascine di campagna o antichi castelli, simboli del potere. Dunque parliamo di qualcosa di inedito e di importanza storica non indifferente, nonché di un grande esempio di architettura rinascimentale e barocca. Se parliamo poi dei giardini, sappiate che il Giardino di Boboli è un perfetto esempio di giardino all’italiana, che occupava – e occupa – un’area di circa 45.000 m². Queste testimonianze vanno dalla residenza estiva, come la villa di Fiesole, dove Lorenzo de Medici amava riunirsi con umanisti come Poliziano e Pico della Mirandola, a luoghi di importanza strategica, come la villa La Màgia, dove nel 1536 si svolse uno storico incontro tra il duca Alessandro de’ Medici e l’imperatore Carlo V.

Oggi queste residenze sono utilizzate con varie finalità, che vanno da musei a sedi di istituzioni, come villa Castello, oggi sede dell’Accademia della Crusca o la villa di Poggio Imperiale, che ospita una scuola statale, o ancora il Palazzo di Seravezza, sede del Museo del lavoro e delle tradizioni popolari della Versilia storica.

– Lidia Marino – 

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