Patrimoni dell’Umanità italiani: Val d’Orcia

La Val d’Orcia è un eccezionale esempio del ridisegno del paesaggio nel Rinascimento, che illustra gli ideali di buon governo nei secoli XIV e XV della città-stato italiana e la ricerca estetica che ne ha guidato la concezione. La Val d’Orcia documenta il paesaggio dell’Italia comunale celebrato dai pittori della scuola senese, che ha profondamente influenzato lo sviluppo del pensiero paesistico. [Sito ufficiale Unesco]

Criteri iscrizione

(iv): la Val d’Orcia è un eccezionale esempio di come il paesaggio naturale sia stato ridisegnato nel periodo rinascimentale con il fine di riflettere gli ideali del buon governo e al tempo stesso realizzare una apprezzata immagine estetica;
(vi): il paesaggio della Val d’Orcia è stato celebrato dai pittori della Scuola Senese che fiorì nel periodo rinascimentale. Le immagini della Val d’Orcia e, in particolare, le rappresentazioni dei paesaggi in cui le persone sono raffigurate mentre vivono in armonia con la natura, sono diventate un’icona del Rinascimento che ha influenzato profondamente il pensiero sul paesaggio.

Il magnifico paesaggio della Val d’Orcia, in Toscana, entra dunque a far parte della lista dei patrimoni dell’umanità del 2004, rappresentando un perfetto connubio tra arte e paesaggio, tra tracce storiche e meravigliose caratteristiche naturali. Questi splendidi luoghi ispirarono molto il Rinascimento e vennero celebrati da vari pittori della Scuola Senese, fiorita tra il XIII ed il XV secolo, diventando così icona di quel periodo, come è evidente nel ciclo di affreschi Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti, conservato nel Palazzo Pubblico di Siena. Un territorio che del resto non ci stupisce possa aver ammaliato gli artisti, visto il suo fascino e l’incredibile impronta del grande passato che esso ancora mantiene: cinque milioni di anni di storia geologica hanno lasciato il segno visibile anche nella peculiare varietà di specie vegetali ed animali, e la traccia dei depositi di lava dei vulcani ormai spenti di Radicofani e dell’Amiata hanno contribuito a delineare le forme di quest’area.

Sul sito ufficiale del Parco della Valle d’Orcia sono inoltre annotati gli impegni presi in seguito all’onore di essere inseriti tra le bellezze patrimoni mondiali, con parole che andrebbero ricordate da tutti i siti scelti dall’Unesco: “Essere riconosciuti come sito UNESCO è un grande onore, ma comporta anche una serie importante di responsabilità che servono a garantire questo riconoscimento. L’impegno principale è quello di conservare i beni per le generazioni future, garantendo attività di tutela e allo stesso tempo di valorizzazione dei luoghi, di cultura e tradizione. I Comuni facenti parte del Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d’Orcia rinnovano ogni giorno con piccole attività l’impegno preso, crescendo costantemente insieme al proprio territorio, coscienti della grande eredità da preservare.” Obiettivi importanti e da tenere sempre presenti.

– Lidia Marino – 

 

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