Patrimoni dell’Umanità italiani: Il monte Etna

Arriviamo al 2013 con l’inserimento del Monte Etna nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Stiamo parlando del più grande vulcano attivo in Europa, nonché di uno dei più alti del mondo, con una intensa attività, osservata e raccontata sin dai tempi classici. Se ne scrive infatti da circa 2.700 anni e questo rappresenta per l’Unesco “uno dei più documentati record mondiali nel campo dei vulcani”. Come potete immaginare, secoli di eruzioni hanno modificato il paesaggio circostante, trasformando la flora e la fauna mediterranea tipica della Sicilia in un ambiente suggestivo quasi lunare. Un ambiente tutelato da un vasto parco naturale, il parco naturale dell’Etna, istituito nel 1987.

Criteri iscrizione
(viii): l’Etna è uno dei più attivi vulcani iconici del mondo e uno straordinario esempio di processi geologici continui e formazioni vulcaniche. Lo stratovulcano è caratterizzato dalla quasi continua attività eruttiva dai crateri del suo vertice e abbastanza frequenti eruzioni e colate laviche dai crateri e fessure sui suoi fianchi. Questa eccezionale attività vulcanica è stato documentata da esseri umani per almeno 2700 anni ed è una delle più lunghe registrazioni documentate al mondo di vulcanismo storico. Il vario e accessibile assemblaggio di caratteristiche vulcaniche come la vetta dei crateri, i coni di cenere, le colate di lava, le grotte laviche e la depressione della Valle del Bove hanno reso il Monte Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e l’educazione. Oggi l’Etna è uno dei meglio studiati e monitorati vulcani del mondo e continua ad influenzare la vulcanologia, la geofisica e altre discipline di scienze della terra. La notorietà, l’importanza scientifica e culturale e il valore educativo sono di importanza globale.

Oggi il vulcano, oltre ad essere seguito e studiato dagli scienziati, rappresenta una meta interessante anche per i turisti, che trovano in esso un motivo in più per visitare la Sicilia e in particolare la provincia di Catania. L’etimologia del nome Etna è da sempre dibattuta; sembrerebbe risalire alla pronuncia del greco antico itacista del toponimo Aitna (Aἴτνα-ας), nome che fu attribuito anche alle città di Katane e Inessa, che deriva dalla parola del greco classico αἴθω (aitho cioè bruciare). Le eruzioni regolari del vulcano, a volte drammatiche, l’hanno resa un soggetto di grande interesse per la mitologia greca e romana e le credenze popolari, che hanno cercato di spiegare il comportamento del vulcano tramite i vari dei e giganti delle leggende romane e greche. Allo stesso modo, dunque, l’Etna ha ispirato nell’antichità diverse opere letterarie, tra cui la Teogonia di Esiodo e una perduta tragedia di Eschilo, intitolata Le Etnee. Non solo patrimonio naturale, dunque, ma anche fonte di ispirazione per cultura antica e moderna.

– Lidia Marino – 

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