Patrimoni dell’umanità italiani: Crespi d’Adda

1Questa settimana ci spostiamo in Lombardia e più precisamente a Crespi d’Adda, una frazione del comune italiano di Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo. Questo storico paese sorge poco sopra la confluenza del fiume Brembo nell’Adda, all’estremità meridionale dell’Isola bergamasca, ed è sede di un villaggio operaio, forte nel settore tessile cotoniero, sorto proprio a opera di Cristoforo Benigno Crespi dal 1875 e passato poi nelle mani del figlio. Questo importanza storica e architettonica ha spinto l’Unesco a dichiararlo patrimonio dell’umanità nel 1995, essendo uno degli esempi di villaggi industriali più “intatti” che esistano al mondo. Come al solito, fornisco i criteri dell’iscrizione:

Il sito di Crespi d’Adda è stato iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale sulla base dei criteri IV e V:

Criterio IV:
Offrire esempio eminente di un tipo di costruzione o di complesso architettonico o di paesaggio che illustri un periodo significativo della storia umana.

Criterio V:
Costituire esempio eminente di insediamento umano rappresentativo di una cultura, soprattutto quando esso diviene vulnerabile per effetto di mutazioni irreversibili.

2Questo villaggio risulta come inserito in una sorta di culla, un bassopiano dalla forma triangolare che è delimitato dall’Adda e il Brembo, che formano la penisola detta “Isola Bergamasca” alla cui estremità si trova per l’appunto Crespi d’Adda. Questo e il fatto che il villaggio sia collegato all’esterno solo in direzione Nord hanno contribuito alla conservazione così ottimale e così estranea alle aree circostanti. All’interno potete trovare il castello della famiglia Crespi, che simboleggia il suo potere sul paese e la sua influenza, in contrasto con le case operaie. Lo stile architettonico varia tra il classicismo e il romanticismo, ma non solo: la villa padronale ripropone lo stile medioevale del trecento, mentre la Chiesa ha i tratti del rinascimento. Impossibile da non citare il cimitero, monumento nazionale, dove all’interno si trova la cappella Crespi, ovvero una torre-piramide in ceppo e cemento, che spicca in mezzo alle croci semplici degli operai, in stile inglese. Un quadro ben preciso dei tempi che furono.

E neanche troppo tempo fa. Infatti la stessa fabbrica importante del paese è stata in funzione fino al 2004, sempre nel settore tessile cotoniero, tramandando per tutto questo tempo la sua attività tra varie famiglie e dinastie. Di certo una tappa obbligatoria per gli amanti del passato.

– Lidia Marino –

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