Passeggeri Notturni di Gianrico Carofiglio gratifica di essere lettori

1Non si scrive per voler insegnare qualcosa agli altri,scrivere è una ricerca di senso sì ma l’insegnamento che si ricava dalla lettura è vario, cambia di lettore in lettore,ed è proprio questa la magia delle parole. In questa stanza ognuno di noi potrebbe cogliere un dettaglio,un particolare da questo libro che potrebbe essere sfuggito anche a me scrittore e nel comunicarmelo potrei imparare una cosa in più.  A parlare è l’ex magistrato, ora autore di fama internazionale, Gianrico Carofiglio, classe 1961, di origini baresi, impegnato in queste settimane con la presentazione del suo ultimo libro, Passeggeri Notturni.

Libro che ha conquistato fin dal suo esordio i primi posti delle classifiche restando tutt’ora in vetta, a ben un mese dall’uscita nelle librerie. Si tratta di una raccolta di racconti, trenta per la precisione, di tre pagine l’uno, né una di più né una di meno. Particolare la scelta dell’autore, il quale non è la prima volta che si confronta con racconti brevi ma in questa occasione è andato oltre restringendo il suo campo d’azione ad una gabbia di tre sole pagine. Lo stesso Carofiglio ha più volte ricordato, durante la sua carriera, quanta importanza abbiano le parole (scrivendo anche, a tal proposito, un breve saggio dal titolo La manomissione delle parole e pubblicando in seguito Con parole precise, Breviario 2di scrittura civile) ed in occasione della presentazione ha avuto possibilità di definire in poche parole il suo modo di scrivere affermando che scrivere non è un diletto,è un’operazione assai penosa e per poter ottenere un buon lavoro l’autore deve riuscire a mettere da parte il suo ego; durante le riletture infatti le frasi migliori, quelle a cui si è più affezionati vanno depennate,eliminate per impedire che l’egocentrismo sovrasti la forma,diventando scopo dell’opera; per scrivere questi racconti brevi ha dovuto riadattare le sue idee,eliminare le parole di troppo rispettando le tre pagine che aveva a disposizione,lasciando spazio così all’essenzialità. Altro punto fondamentale per la stesura di questo libro è una buona dose di immoralità tecnica: quella che secondo l’autore è necessaria allo scrittore, la curiosità per il mondo che lo circonda e l’abilità di essere ladri di suoni,espressioni,dettagli o episodi di vita quotidiana in cui ci si imbatte per caso e che con la giusta dose di mascalzoneria il ladro d’occasione saprà adoperare al meglio per i suoi scritti.

Cosa troverete in Passeggeri Notturni

Sono racconti assai brevi, apparentemente sconnessi gli uni dagli altri ma che in realtà potrebbero avere un filo conduttore, a mio avviso, proprio nella voglia di comunicare che traspare da quei capitoli; sono riportate storie conosciute, aneddoti, qualcosa di nuovo e qualcosa di ispirato al reale ma ognuno di quei racconti non terminerà in quelle tre pagine, no, vi lascerà una riflessione, un continuo che vi porterete appresso per un po’, possono essere pochi minuti, ore od intere giornate, ma sicuramente non vi lasceranno indifferenti.

3A chi è consigliato

Non saprei dirvi a chi potrebbe piacere oppure no; è un libro particolare in cui si ritrova lo stile impeccabile di Gianrico Carofiglio, quello a cui ci ha da sempre abituati e a cui, con il tempo, abbiamo imparato ad affezionarci; traspare una velata (forse nemmeno troppo) ironia, uno studio sulla realtà che ci circonda; è un libro sicuramente ben scritto ma per alcuni potrebbe non bastare. Ognuno di noi potrebbe amarlo ed odiarlo per motivi plausibili e del tutto discordanti tra loro. Io mi sento di dire che vale la pena acquistarlo perché potrebbe realmente stupirvi.

Sul sito GianricoCarofiglio.com viene riportata questa citazione: “Il filo che lega tutti quanti i miei racconti, se ce n’è uno, è l’amore per i personaggi. La mia idea è che anche in una forma di scrittura breve, qual è quella del racconto, sia possibile costruire personaggi pieni, in cui lo scrittore prima e il lettore dopo si affezionino, e nei 4quali possano immedesimarsi.” A mio parere, Carofiglio sa bene quanto i lettori sanno e possano affezionarsi ai personaggi, ritrovarsi in loro; lui che ha creato L’Avvocato Guerrieri, personaggio grazie al quale ha scoperto il grande affetto del pubblico entrando così nel mondo della scrittura.

Durante la presentazione romana del suo ultimo libro ha infatti detto “Molti dei miei lettori adorano Guerrieri, la sua personalità, la sua lucidità mentale e hanno un’idea precisa di come debba essere, di come lui appaia. Eppure, io, non ho mai descritto fisicamente Guerrieri, non una parola sul colore dei suoi capelli, sul suo aspetto…” Secondo me questo è saper scrivere: mettere il lettore in condizione tale da avere un proprio quadro generale della storia, affezionandosi ai dettagli e creando la realtà in cui immergersi. E state pur certi che nei libri di Carofiglio questo avviene. Aggiungerei, per avvalorare la citazione sopracitata, che Immedesimarsi nei racconti di Passeggeri Notturni è sicuramente possibile, se non addirittura naturale. Provare per credere.

– Jessica Bua –

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