Origini e caratteristiche della Dime Novel

Proprio oggi, il 9 Giugno 1860, veniva pubblicata la prima dime novel, Malaeska: The Indian Wife of the White Hunter. Per questo motivo mi è venuta l’idea di dedicare un articolo a questo tipo di narrativa non molto conosciuto. Dunque, di cosa stiamo parlando? Beh, di quel genere di scrittura che veniva prodotto e venduto a basso costo (da qui il titolo: un dime erano circa 10 cent) e che per questo era spesso caratterizzato da una qualità scadente. Si tratta di un genere di racconti popolari, corrispondenti ai penny dreadful britannici, diffusosi negli Stati Uniti d’America durante il XIX secolo, tra il 1860 e il 1895.

Le trame si basavano per lo più su racconti d’azione, con la grande contrapposizione del bene contro il male, influenzato anche dal romanzo western. Erano infatti spesso ambientate nell’era dei pionieri, della rivoluzione o della guerra civile, e vedevano protagonisti personaggi come Kit Carson e Buffalo Bill, con una struttura che passò dalla minaccia degli indiani prima alla caccia al crimine di città in seguito, con la nascita di alcuni eroi ricorrenti: tra questi divenne molto popolare il personaggio di Nick Carter, che si avvarrà già dal 1908 di una prima trasposizione cinematografica. Proprio questo carattere popolare rese il genere così apprezzato. Lo stesso Malaeska: The Indian Wife of the White Hunter, scritto da Anna Sophia Stephens, ebbe un successo immediato. Questo perché, essendo proprio racconti caratterizzati da storie di guerra, o comunque d’azione, erano rivolte soprattutto a giovani della bassa società, a lettori poco istruiti, per la gran parte di genere maschile.

Il grande amore per questi scritti scaturì dai primissimi decenni del XX secolo in raccolte di fumetti e riviste, per le quali scrivevano anche scrittori di fama come Theodore Dreiser e Upton Sinclair, che per l’occasione preferivano firmare con degli pseudonimi. Fra le case editrici più prolifiche va ricordata soprattutto la Street & Smith di New York fondata nel 1855. Oggi invece una delle più importanti collezione di dime novel è posseduta dalla Stanford University, che conserva oltre 8.000 volumi.

– Lidia Marino –

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