Nero Wolfe: tra un delitto e una ricetta

1Nero Wolfe è un investigatore nato dalla penna dello scrittore statunitense Rex Stout, che ha fatto il suo debutto nel 1934. L’assistente privato di Wolfe, Archie Goodwin, ha documentato i casi del detective in 33 romanzi e 39 romanzi brevi; i gialli coprono un arco di tempo che va dagli anni trenta agli anni settanta, e la maggior parte di essi è ambientata a New York City. Pensate che l’intero corpus letterario di Nero Wolfe è stato nominato come Miglior Serie del Mistero del Secolo al convegno Boucheron 2000 e l’autore come Miglior Scrittore del Mistero del Secolo. Nel 1979, inoltre, in onore della scomparsa di Stout, l’associazione The Wolfe Pack ha istituito il Premio Nero Wolfe (detto anche Nero Award) per il romanzo poliziesco dell’anno.

Ma io non sono qui per parlare dei casi investigativi risolti da questo personaggio, bensì della particolare presenza nei libri che lo vedono protagonista di una quantità enorme di ricette di cucina, che hanno portato lo stesso Stout, nel 1973, a pubblicare un manuale culinario – riccamente illustrato – dedicato al suo personaggio, che non solo fornisce idee per piatti sfiziosi, ma ci permette di conoscere meglio l’eccentrico protagonista. Una descrizione divertente e affascinante ne fa il suo assistente privato Archie, scrivendo: Non ho mai capito, e mai capirò, l’atteggiamento di Wolfe nei confronti del cibo. In un certo senso è strettamente personale. Se Fritz gli presenta un vassoio di gamberi alla griglia e uno di loro è più grosso o ha un più bel colore brunito, Wolfe lo scarta. Il miele. arrivato appositamente dalla Grecia, lui lo definisce mangiabile. Le frittelle sono “accettabili”. E cosi via. Ma ciò che più lo addolora è che quando io sono occupato in un’indagine prolungata posso rischiare di offendere il mio palato mangiando un panino in un bar, o ancora più grave, posso rischiare di offendere il mio stomaco lasciando lo v2uoto. Se c’è ragione di pensare che un visitatore ha fame, anche se si tratta di qualcuno che Wolfe farebbe volentieri a pezzi, il mio signore e padrone ordina a Fritz di portare un vassoio, e non certo con degli avanzi. Insomma, già questo dovrebbe farlo rientrare tra i vostri detective preferiti, a mio avviso, non trovate? A cucinare i manicaretti, secondo il gusto particolare del suo datore di lavoro, è lo chef Fritz, anch’esso personaggio dall’estro particolare, che spicca per la sua attenzione nel preparare i manicaretti.

Non limitiamoci a rimanere sull’astratto, però, andiamo a provare un paio di ricetti presenti nel suo manuale di cucina: dovrete convenire con me sul divertimento nel mangiare un piatto suggerito da un personaggio di fantasia! Il primo che voglio proporvi è il polpettone, veramente gustoso e da non lasciarsi sfuggire. Le ricette sono prese dalla traduzione edita da Sonzogno de Il manuale di cucina di Nero Wolfe.

Masticai lentamente la terza forchettata di polpettone, inghiottii e mi voltai verso Fritz. «Una nuova creazione?» «Vedo che cominciate a imparare, Archie, a distinguere. Tra dieci anni, avrete un vero palato. Sapreste dirmi che cos’ho fatto?» «Neanche per sogno. Ma qualcosa hai fatto. Giusto?» «Ho ridotto leggermente la dose di salvia e ho aggiunto un pizzico di origano. Che ve ne pare?» «Siete un genio. Ci sono due geni, in questa casa, e almeno con uno è facile andar ed’accordo …» [Nero Wolfe, difenditi!]1Ingredienti per 1 polpettone da 1 kg:
750 gr di spalla di maiale; 1 litro di acqua fredda; 1 cucchiaino di sale; 1/2 cucchiaino di pepe nero; 1 tazza e 1/4 di farina di granoturco; 1/3 di tazza di farina bianca; 1/2 cucchiaino di salvia fresca battuta (o 1 cucchiaino di salvia secca); 1/2 cucchiaino di origano fresco (o 1/8 di cucchiaino di origano secco).

Fate bollire lentamente il maiale nell’acqua per circa 2 ore. Un momento prima di spegnere il fuoco aggiungete mezzo cucchiaino di sale e 1/4 di cucchiaino di pepe. Separate la carne dal brodo e tagliuzzatela. Filtrate il brodo e conservatene una tazza, mentre il rimanente verrà rimesso sul fuoco fino a ebollizione. Mescolate in un recipiente tutti gli ingredienti e aggiungete il brodo conservato, rimestando sempre per evitare che si formino grumi. Quest’amalgama e la carne tagliuzzata verranno poi aggiunti al brodo che sta bollendo. Cuocete ancora a fuoco lento per un’ora mescolando di tanto in tanto. A fine cottura versate il polpettone ottenuto in una teglia rettangolare e profonda e lasciatelo raffreddare. Quindi affettate e fate indorare nello strutto. Servite con sciroppo di zucchero d’acero.

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Vi lascio con la ricetta gustosa delle omelette all’albicocca e con questo e vi consiglio di procurarvi sia la collana di romanzi di investigazione, sia il manuale di cucina!

Giovedì mattina alle otto e un quarto scesi due rampe di scale, entrai in cucina, augurai il buongiorno a Fritz, presi il mio bicchierone di spremuta d’arancia, ingollai la prima sorsata agrodolce, e ancora immerso nella nebbia del sonno domandai «Niente omelette?». Fritz chiuse la porta del frigorifero. «Lo sapete benissimo che cosa significa quando ancora non ho rotto le uova.» «Certo che lo so, ma ho fame.» Significava che quando Fritz aveva portato su il vassoio della colazione a Wolfe, questi gli aveva detto di mandarmi in camera sua, e Fritz non avrebbe rotto le uova finché non mi avesse sentito scendere di nuovo. Alle nove, la confusione mentale era completamente scomparsa, grazie all’omelette.
 
Ingredienti per 2 persone:
1 bicchierino di Kummel; 1 tazza di marmellata di albicocche; 6 uova (temperature ambiente); 2 cucchiai di acqua fredda; 1/2 cucchiaino di sale; 2 cucchiaini di zucchero; 2 cucchiai di burro; 1 cucchiaino di zucchero vanigliato.

Mescolate il Kummel e la marmellata di albicocche e lasciateli da parte. Scaldate il forno a 250°. Mettete in un piccolo recipiente 3 uova, 1 cucchiaio di acqua, 1/4 di cucchiaino di sale e 1 cucchiaino di zucchero e frullate finché le uova non diventano schiumose. Scaldate una padella (di 23 cm) a fuoco moderato. Per verificarne la giusta temperatura, lasciatevi cadere poche gocce di acqua. Se sfrigolano e spariscono è pronta. Fate quindi sciogliere 1 cucchiaio di burro inclinando la padella in modo da ungere completamente il fondo e versatevi quindi le uova ormai schiumate, rimescolando con un movimento circolare e badando che non attacchino.Versate 2 o 3 cucchiai di marmellata sulle uova, prima che si rapprendano completamente e arrotolate o ripiegate in due l’omelette, passandola poi su un piatto caldo. Cospargete con un mezzo cucchiaino di zucchero vanigliato e mettete in forno finché diventa dorata. Servite subito e ripetete l’operazione con la seconda omelette.

 

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