My two cent n. 20 – Poirot si annoia di Agatha Christie

Bentornati, Fedeli Lettori!

A quanto pare i libri mi perseguitano. Esco per andare a trovare un’amica e per strada trovo un signore anziano con un carrello della spesa pieno di libri a un euro l’uno! Cerca cerca e, tra gli altri, trovo un bel Giallo Mondadori di cui valeva la pena scrivere due righe: Poirot si annoia di Agatha Christie. Niente di meglio di un bel giallo classico in attesa della zona gialla! Prendiamola a ridere.

Che dire? Un Poirot minore, ma sempre godibilissimo. La trama non è di quelle memorabili, come Assassinio sull’Orient Express, Poirot sul Nilo, Dieci piccoli indiani o Tre topolini ciechi, ma c’è sempre e comunque la maestria della Christie, che non si discute. Una mattina il nostro famoso protagonista, leggendo le lettere scritte dalla sua segretaria, si accorge, con meraviglia, che vi sono degli errori. Sbalordito dall’avvenimento, glieli fa notare e lei si giustifica, dicendosi preoccupata per delle piccole sparizioni che avvengono nel pensionato che dirige la sorella. Si decide così di invitare l’investigatore a cena nel pensionato e durante la cena la responsabile delle sparizioni di questi oggetti confessa. Sembrerebbe tutto finito, solo che qualche giorno dopo la colpevole viene trovata morta…

L’intreccio è interessante e solido, Poirot è sempre Poirot, con la sua classe, il suo formidabile intuito, la sua profonda conoscenza della natura umana e le sue piccole manie che lo rendono umano e a tratti buffo, quindi un personaggio tridimensionale che infatti resiste alla prova del tempo.

Qualche curiosità: il titolo originale del romanzo (Hickory Dickory Dock) è tratto, come anche in altri romanzi o racconti scritti dalla Christie, dal titolo di una filastrocca. Nel romanzo, inoltre, sono contenute varie citazioni di precedenti avventure di Poirot, come Fermate il boia e i racconti Il leone nemeo e La cattura di Cerbero contenuti in Le fatiche di Hercule.

Non ho molto altro da aggiungere se non che è stata una lettura gradevole e scorrevole che consiglio a tutti, appassionati e non. Buona lettura!

– Monia Guredda –

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