L’occhio di Medusa: The Witcher 2×03

L’occhio di Medusa: The Witcher 2×03

Andiamo avanti con la seconda stagione allontanandoci sempre più dai libri, soprattutto per via di eventi sui quali si è sorvolato; per esempio, l’inizio degli allenamenti di Ciri a Kaer Morhen. Finalmente Lambert diventa l’insopportabile Lambert che avevo imparato (facilmente) a detestare e viene dato maggiore spazio anche a Coen. Riconoscete il pendolo? Chi ha giocato Wild Hunt ricorderà il sogno di Geralt in cui compare per la prima volta Ciri, impegnata proprio ad affrontare il pendolo. Curiosità: a differenza della serie (era pur sempre la prima volta che lo affrontava!), nel libro e nel videogioco Ciri si allena… bendata.

Giunti a questo punto, si potrebbe pensare che sia un po’ troppo forte per essere alle prime armi, ma bisogna ricordare la sua determinazione. In più, nelle Skellige giocava a saltare tra scogli non proprio bassini e rassicuranti; qui non viene detto, ma sono dettagli che, nei libri, servono ad allontanare da lei la nomea di Mary Sue,. o power player. Ciri diventerà effettivamente molto forte, però c’è qualcosa dietro – non per forza di magico, anche dettagli come quello appena raccontato.

Le vicende di Kaer Morhen si concentrano sull’allenamento di Ciri e sull’indagine sul corpo di Eskel. Perché il Lesny voleva… Ciri? Ecco, in questo caso non mi è chiaro. Anche Lambert incolpa la sua presenza, però nello scorso episodio non mi era sembrato che Eskel ce l’avesse con Ciri in particolare. Ad ogni modo, l’episodio si conclude con l’incontro di Geralt e Ciri con il Lesny che aveva attaccato Eskel, il quale viene però distrutto da… un mostro orribile. Proprio orrendo. Ho creduto fosse frutto di una mutazione, ma il web mi ha fatto notare che si tratta di un centipede gigante, o Yghern. Come? Ai lettori viene in mente qualcosa? Già, questo era il mostro da cui Geralt salvava per la prima volta Ciri a Brokilon. Me lo aspettavo comunque più minuto.

Se la parte dedicata ai witcher si muove maggiormente sul piano psicologico, ad Aretuza le cose non vanno nello stesso modo. Stregobor, che Geralt avrebbe dovuto uccidere subito perché non si sopporta più, vuole mantenere il potere sul Concilio dei Maghi. Stregobor, colui che non ha partecipato alla battaglia di Sodden. Colui che si nascondeva da Renfri in una torre. Colui che torturava e uccideva le bambine che, per lui, erano destinate a diventare “crudeli”. La vedete, la contraddizione?

In un clima simile, è chiaro che i ruoli del Concilio vengano messi in discussione, e Tissaia e Vilgefortz intendono prendere il comando. Mi soffermo sul fatto che Vilgefortz sia stato nominato eroe di Sodden… no, mago eroe di Sodden, pur avendo usato solo armi bianche; in questo episodio, inoltre, è lui a consegnare l’ascia a Yennefer. Comincio a credere che la sua magia sia messa come quella della maga di Vengeberg.

Yennefer, al posto di Triss, è divenuta qui la Quattordicesima del Colle, poiché era lei a essere stata dispersa. Tissaia è felice di rivederla, ma nessuno la lascia in pace. Proprio nessuno: Vilgefortz, Istredd, Stregobor… Capiamo benissimo perché si chieda che cosa abbiano contro di lei i maghi uomini che si trovano lì. Yennefer, suo malgrado, è diventata uno strumento politico: Stregobor è convinto che sia una spia di Nilfgaard, Vilgefortz che in fondo voglia il manto da vincitrice, Istredd intende metterla in guarda… e Tissaia vorrebbe che lei ammettesse la perdita dei poteri. In ogni caso, a Yennefer andrebbe male, e su questo torneremo dopo.

Le uniche a comprenderla sono le maghe che hanno combattuto con lei, e ho amato la parte di Triss per i motivi già spiegati due episodi fa. Loro sono molto amiche, non dimentichiamolo, ed è bello perché hanno caratteri diametralmente opposti. Amo questa Yennefer, comunque.

Yennefer alla fine è costretta a compiere un gesto emblematico: giustiziare Cahir di fronte ai sovrani dei Regni Settentrionali, così da dimostrare la propria lealtà. Piccolo sguardo a tali sovrani: abbiamo Foltest di Temeria, già conosciuto nella scorsa stagione; Vizimir di Redania, padre di Radovid; Demavend di Aedirn e Henselt di Kaedwen, che ricorderete se avete giocato ad Assassins of Kings; Ethain di Cidaris e, infine, una giovanissima Meve di Lyria, che invece potreste conoscere per il meno noto e più recente Thronebreaker.

Yennefer soffre per la perdita dei poteri ed è indecisa, perché qualunque cosa farà sarà contro di lei: se uccidesse Cahir, passerebbe per assassina come Stregobor vuole; se risparmiasse Cahir, passerebbe per spia, e ancora Stregobor l’avrebbe vinta; se ammettesse di avere perso i poteri, danneggerebbe il proprio orgoglio. A questo punto, libera Cahir e scappa con lui – per salvare se stessa, lo ripete più volte.

Al prossimo episodio – che ho già visto, e ci sono taaante cose belle!

– Medusa –

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