L’occhio di Medusa: The Witcher 2×02

L’occhio di Medusa: The Witcher 2×02

Bentornati, strighi! Vi è piaciuto questo secondo episodio? A me… sì. Sto provando a guardare la serie come se non avessi letto i libri e per ora mi risulta facile, dal momento che parlano di eventi a cui Sapkowski ha appena accennato – o che sono totalmente inventati, ma non nella maniera infame di D&D. La puntata si divide in due parti e, come di consueto, partiremo da Geralt e Ciri.

Kaer Morhen si concentra per gran parte sull’arrivo di strigo e figlioccia nella base dei Lupi, dove possiamo incontrare un Vesemir più anziano rispetto a quello del film animato Nightmare of the Wolf, a cui il Vesemir di Kim Bodnia fa qualche accenno durante la chiacchierata con Ciri. Il sangue degli elfi, primo dei romanzi di Sapkowski, mostrava invece l’arrivo di Triss, la quale trovava Ciri già integrata a Kaer Morhen; la produttrice ha scelto dunque di mostrare un evento inedito, come farà per la nascita dell’alleanza tra Nilfgaard ed elfi. Un grosso cambiamento rispetto all’originale è la presenza di numerosi strighi, che onestamente credevo di vedere in larga parte uccisi entro il termine dell’episodio. Nel Continente, sono pochi gli strighi rimasti sia per la pericolosità del mestiere, che per la decrescente presenza di mostri e di Bambini Sorpresa, ma non importa. Mi ha dato più fastidio vedere le prostitute a Kaer Morhen, perché – anche se Vesemir accenna a un modo per far dimenticare loro la strada – la sede degli strighi è celata agli umani.

Il tasto dolente: Eskel. A livello televisivo la sua vicenda e la sua caratterizzazione ci stanno, ma dal punto di vista di una fan mi chiedo perché non abbiano fatto morire Lambert. Quanto mi sta antipatico Lambert – che fortunatamente qui è stato reso come il Tormund della situazione. Abbiamo avuto anche modo di conoscere Coen, mentre Eskel purtroppo è durato ben poco, ed è un peccato perché a me il personaggio è sempre piaciuto. Non fa niente, posso accettare questa modifica, pace all’anima di Eskel e via. Il combattimento con l’Eskel leshen (o lesny) serve a ricordare che la serie parla di strighi, non (solo) di intrighi politici, dunque una caccia al mostro quotidiana deve esserci.

Ancora una volta buona la caratterizzazione di Geralt e Ciri, buona anche quella di Lambert, un po’ meno per gli altri, ma c’è tempo per lavorarci su. Un accenno veloce a Danica, la tenutaria che, come detto da lei, ha incontrato Geralt nella 1×03, Luna traditrice, durante l’avventura della strige Adda. Non sarà il solo riferimento alla prima stagione.

La seconda storyline è dedicata a Yennefer e Fringilla, che vengono catturate dagli elfimea culpa, credevo fossero lance di driadi. Durante la prigionia entrambe sognano uno sconosciuto nascosto da una tunica, rossa come la magia del fuoco per Yennefer e nero come il colore di Nilfgaard per Fringilla; giunti al cospetto della “Pratolina delle Valli”, ossia Francesca Findabair, ossia la donna più bella del mondo, la quale è convinta di avere sognato la profetessa elfica Ithlinne – donna celata da una tunica bianca – motivo per il quale Filavandrel gli ha ceduto il rango di sovrano. Come gli Scoia’tael, Francesca vorrebbe un mondo per i soli elfi, la “terra promessa”, la Dol Blathanna, e grazie alla presenza delle altre due maghe riesce ad accedere a una stanza nascosta.

Tante citazioni qui, dalla Congiunzione delle Sfere (evento che ha fatto intrecciare i piani dimensionali, portando i mostri nel Continente) alla figura con tre volti che strizza l’occhio alle Megere di Wild Hunt, fino alla casa di Baba Yaga. Ciascuna delle maghe vede la strega sotto un aspetto diverso: per Francesca è Ithlinne, che le profetizza la nascita di un figlio; per Fringilla è Emhyr, che la salvò e che sta prendendo il posto dell’Usurpatore a Nilfgaard; per Yennefer è… Violet. “Chi?”: esatto. Fa sorridere ripensare al casting della seconda stagione, quando si parlava di una misteriosa Violet, personaggio assente nella saga cartacea e in quella videoludica; fa sorridere perché le ipotesi sono state tante, e invece sono riusciti a stupirci. Violet è l’aspetto della strega che appare a Yen, colei che si celava sotto la tunica rossa, e subito la maga la concepisce come qualcosa di negativo, a differenza di Francesca e Fringilla.

“Baba Yaga” – sebbene non venga fatto chiaramente il suo nome – offre alle tre donne ciò che desiderano nel profondo, e Yennefer è l’unica a non accettare. E questo è anche il momento in cui comprende di avere perso i propri poteri per avere usato la magia del fuoco. Da una parte elogio la recitazione di Anya Chalotra che apprezzo sempre di più, dall’altra storco un po’ il naso perché questo accadeva a un altro personaggio, più in là nella saga, ma non faccio spoiler. Mentre quindi Francesca e Fringilla se ne vanno felici e contente di avere stretto un patto tra elfi e Nilfgaard, Yennefer viene liberata ritrovandosi però priva di poteri.

Ho apprezzato questa storyline perché ha mostrato un altro evento offscreen nei libri, ovvero la nascita dell’alleanza, e come già detto ho amato l’interpretazione di Anya Chalotra. Non mi pronuncio ancora sulla figura di Violet perché ho bisogno di ulteriori indizi e credo che il resto della stagione possa darceli, però volevo fare un piccolo excursus su Fringilla. La maga nilfgaardiana presente nella serie e nei videogiochi è ben diversa dalla sua controparte cartacea, in primo luogo perché veste di nero: è Assire la maga di Nilfgaard che sembra una “strega”, mentre Fringilla indossa abiti sgargianti, e questo mi è sempre piaciuto. Come credo di aver detto qualche recensione fa, Fringilla in realtà nasce nell’Impero e studia lì, e non è molto simpatizzante di Emhyr. Come per Cahir ed Eskel, i loro personaggi sono stati stravolti, ma serviva effettivamente una maga – un personaggio rilevante – che sostenesse l’imperatore, perché per quanto Nilfgaard venga visto come il male non tutti la pensano in questo modo, ed è giusto rappresentare entrambi i punti di vista. Io? Oh, no, io odio io l’Impero, e per me il best ending di Wild Hunt rimane quello considerato good. Schifo Nilfgaard.

Appuntamento al prossimo episodio!

 

– Medusa –

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