L’occhio di Medusa: The Witcher 2×04

L’occhio di Medusa: The Witcher 2×04

Arriviamo finalmente all’inizio de Il sangue degli elfi. Lo facciamo viaggiando su strade diverse, modificando le storyline di alcuni personaggi, ma si parte dallo stesso punto: Yennefer e Ranuncolo da una parte, Triss e Ciri dall’altra. Parto proprio da queste ultime, poiché qui la trama cambia veramente poco.

Triss arriva a Kaer Morhen invitata da Geralt perché Ciri mostra doti di preveggenza – qui non ha ancora predetto la morte di un personaggio, non spoilero perché potrebbe accadere nei prossimi episodi. Chiama Vesemir “zio Ves”, Lambert invece la chiama “Merigold”, lei e Ciri si incontrano quando la ragazzina cade dalla Pista… Le somiglianze ci sono. Triss capisce che stanno dando a Ciri ingredienti che potrebbero potenziarla senza doverla mutare, ed è presente anche nel libro il momento “femminile” di Ciri, che per una volta si trova in compagnia di una donna bella ed elegante. Il suo è anche un ottimo discorso: Calanthe indossava l’armatura in guerra e il vestito a corte, ed è stata una grande regina. Ciri inoltre è adolescente, è chiaro che tutto per lei sia in perenne cambiamento.

Piccola curiosità: la scena nel libro era molto tenera, perché Ciri è una tredicenne che, per sua fortuna, ha già avuto il primo ciclo quando era a Cintra, e confessa a Triss che non riesce a dare il massimo allenandosi in quelle condizioni. Triss perde la testa! Com’è possibile che, nel giro di un anno, nessuno si sia accorto che Ciri era indisposta e che, ovviamente, una volta al mese le era impossibile affrontare percorsi e duelli come al solito? La scena è divertente perché tutti gli strighi presenti impallidiscono, rendendosi conto di quanto siano stati stupidi a non pensarci, e subito dopo Ciri appare con un bel vestito elegante, che indosserà tutte le volte che avrà il ciclo. È una scena di vita quotidiana che ho sempre apprezzato.

La storia del monolite e dei fiori creati dal sangue ancestrale è un’invenzione della serie, dunque non mi pronuncio e aspetto di vedere dove vogliano andare a parare. Un punto, però, mi ha fatto storcere il naso: Vesemir che pensa di potere finalmente creare nuovi strighi. Non mi è piaciuto perché a Triss non è mai stato svelato il segreto delle mutazioni e anche perché nell’originale è ancora possibile crearne altri, e se non l’hanno fatto c’è un motivo, però poteva anche andarmi bene; ciò che spero di sbagliare è che Vesemir sembra puntare al sangue di Ciri, e no, lei era sicura solo a Kaer Morhen. E lui è un bravo zio, non cambiamolo.

Triss è simile al corrispettivo cartaceo. Talmente simile che, pur modificando un pezzo importante della trama, sono riusciti a mantenerne la caratterizzazione. Qui Triss non ha mai avuto un rapporto con Geralt, mentre nei libri era gelosa della relazione tra lui e Yennefer e, con un filtro d’amore, riesce a portarselo a letto – lui poi svelerà che l’amava e che l’avrebbe fatto a prescindere, ma si è trattato comunque di un inganno. Nella serie non è ancora successo niente, però lei lo vorrebbe e, per ottenerlo, non le dice che Yennefer è viva. Mi piace molto Triss, è un personaggio imperfetto e qua si nota la sua ipocrisia, che la rende umana. È vero, lei era felice al pensiero che Yennefer le sarebbe sopravvissuta in battaglia, ma è attratta da Geralt e vorrebbe ciò che hanno loro. Questa parte potrebbe inoltre ricollegarsi alla trilogia videoludica, poiché Triss nasconde a Geralt, che soffre di una potente amnesia, l’esistenza di Yennefer.

Piccola citazione di Lambert e Coen, che chiamano Ciri “ratto”. Eh eh.

Sul fronte Yennefer, tutto è nuovo. Quel che sappiamo dai libri è solo che Ranuncolo, dopo avere narrato la storia del Leoncino di Cintra, quindi Ciri, viene rapito e che Yennefer giunge in suo aiuto. L’episodio invece ci mostra ciò che è accaduto prima, quindi la fuga della maga e di Cahir verso Cintra, ora capitale degli elfi. Ecco, soffermiamoci sulla questione elfica: la stanno gestendo benissimo e anche a livello scenografico. Avete notato, sui muri, il maiale con le orecchie a punta o la scritta “L’unico elfo buono è un elfo morto”? Vi lascio il link al primo articolo che scrissi sulla saga, che prende il titolo proprio da una scritta sul muro: “Chiudiamo gli elfi in una riserva!”. Gli elfi, più di altre razze fantasy, ricordano i nativi americani con i loro costumi e le loro armi, e purtroppo ora lo ricordano anche per la strage. Sono costretti a scappare perché considerati spie di Nilfgaard, ed è orribile che a uno di loro venga tagliata la punta delle orecchie. Sì, mi piace come stanno affrontando questa tematica vergognosa, perché mette rabbia. E allora lo stanno facendo bene.

Yennefer riabbraccia Ranuncolo e lei è decisamente fuori personaggio, ma non importa, mi piace questa Yennefer – fredda, distaccata, però capace di mostrare emozioni. Ranuncolo poi è perfetto come al solito, soprattutto quando litiga al molo. Qui le strade di Yennefer e Cahir si separano, perché si capisce che la maga intenda correre in soccorso del bardo.

Nel frattempo, per indagare sul monolite distrutto da Ciri, Geralt viene teletrasportato da Istredd, e ne vedremo delle belle. Lui glielo dirà, che Yennefer è viva? Ennesima piccola curiosità: i due si incontrano anche nei libri, nel racconto Una scheggia di ghiaccio. Però ora parliamo della vera novità, quella davvero succulenta: abbiamo Dijkstra! Graham McTavish è già perfetto, è un attore che amo e mi rende simpatico anche quel pezzaccio di sterco del capo delle spie redaniane. E… parla con una civetta. Chi sarà mai? Niente spoiler… ma voi avete capito.

 

– Medusa –

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