L’occhio di Medusa: recensione Game of Thrones 5×07 – The Gift

L’occhio di Medusa: recensione Game of Thrones 5×07 – The Gift

Si comincia una nuova settimana con il consueto episodio di Game of Thrones: The Gift. Un decesso, una tortura, una scena di sesso… Per sorprendere il pubblico, D&D possono solo scegliere nuove vittime!

Riprendendo da dove avevamo interrotto lo scorso commento, Sansa non se la passa bene a Grande Inverno: Ramsay la chiude in camera tutto il giorno e abusa di lei durante la notte, i lividi sulle sue braccia ne sono un’evidente testimonianza. Distrutta, la ragazza tenta il tutto per tutto e si ricorda l’avvertimento datole dall’anziana servitrice incontrata appena giunta a casa; chiede aiuto a Theon, che dovrà porre una candela in cima alla torre da cui Bran era precipitato per far sapere ai suoi amici del Nord – Brienne e Pod – di essere in pericolo. Theon sembrava già redento al termine della scorsa puntata, ma evidentemente deve essere ancora messo alla prova, perché corre a riferire al suo padrone del piano di Sansa e Ramsay, come era solito fare Joffrey, prepara un regalino per lei: niente teste di Ned o di septa Mordane sulle picche, ma il cadavere scuoiato della servitrice. Una servitrice tanto devota agli Stark da non avere rivelato l’esistenza di Brienne.

Nonostante le avversità, Sansa si è comportata bene in questo episodio. Riprendendo la scena già citata con Joffrey, si è dimostrata un vero lupo del Nord, non con le azioni avventate che a sua sorella Arya riescono bene, ma con frasi ben mirate e pronte ad andare a segno. E ci riescono, a giudicare dallo sguardo di Ramsay. Certo, si potrebbe sostenere che le sue frecciatine ottengono in risposta soltanto ulteriore dolore, ma perlomeno Sansa si è tolta uno sfizio; dopotutto, Ned è morto “confessando” come pure sarebbe morto se non lo avesse fatto. Ricordate chi siete, lupi, è il solo modo di sopravvivere all’inverno.

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Più a nord Jon è in partenza con Tormund; un piccolo cameo probabilmente scritto solo per sottolineare lo sguardo accusatorio di Olly: ormai è assodato il ruolo che il ragazzo giocherà nell’ultima puntata. All’interno del Castello Nero, Aemon sta morendo e continua a ricordare il fratello Aegon, “Egg”, un tributo ai racconti di Martin che costituiscono parte del prequel della saga; Aemon aveva avvertito Gilly di andarsene a sud e i fatti sembrano volerglielo ricordare. Giusto il tempo di rimanere sola e la ragazza viene importunata da due Guardiani della Notte; in suo aiuto accorre Sam il Distruttore, che viene brutalmente preso a calci sul viso, ma è poi Spettro a farli fuggire. Ad ogni modo, Gilly decide di manifestare il suo riconoscimento a Sam, per la gioia del ragazzo e anche quella di Spettro.

A distanza di qualche giorno dalla Barriera, Stannis e il suo esercito continuano a marciare. Contro la vittoria o la sconfitta, loro marciano. Davos fa presente al suo re che gli uomini di Bolton sono più preparati all’inverno e che loro dovrebbero arretrare in attesa che smetta di nevicare, ma Stannis non lo ascolta; Melisandre allora interviene con il suo piano, ma il re non ascolta neanche lei – e grazie agli Dèi Antichi e Nuovi, aggiungerei: Mel ha avuto la visione di una battaglia nella neve, ha guardato perfino se stessa camminare a Grande Inverno, quindi è certa della vittoria; una vittoria che, viste le condizioni già messe in chiaro da Davos, potrà giungere solo al prezzo del sangue di un re. Niente sanguisughe, Mel vuole un sacrificio completo, e in assenza di Gendry la sua attenzione non può che cadere su… Shireen. Stannis non approva, il fandom non approva, R’hllor stesso non approverà mai: c’è solo una persona in grado di sciogliere il cuore dell’ultimo Baratheon e Mel vuole toglierla di mezzo. Che sia per una “giusta causa” non importa, non deve riuscirci. Come lei stessa ricorda per convincere Stannis, il sangue di re è riuscito a ottenere la morte di Joffrey e Robb… ma Balon Greyjoy non viene nominato: nella serie, i piani di Mel potrebbero non funzionare e non si può certo mettere a rischio la vita dell’adorabile Shireen per un piano tanto sconsiderato.

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Rapido salto a Essos: Jorah – che secondo il banditore d’asta avrebbe ucciso Drogo in un duello – viene venduto insieme a Tyrion per combattere nelle fosse, proprio come il Folletto aveva pianificato. Non viene tuttavia richiesta la sua presenza nella fossa minore in cui i gladiatori vengono fatti combattere, ma gli basterà sentire invocazioni alla regina per capire che lei, la donna del suo cuore, la khaleesi-che-non-è-regina-e-neanche-politica, si trova lì; senza esitare e con il morbo grigio in avanzamento, Jorah si fa largo tra i gladiatori, li abbatte tutti senza tuttavia ucciderli – come sa che Daenerys preferisce – e rivela la sua identità. La regina non è felice di vederlo, ma il cavaliere le ha portato un dono, che si manifesta pochi secondi dopo: Tyrion, della casa Lannister. Starà ora a Dany decidere che succederà ad entrambi.

A Dorne Jaime, troppo importante per essere messo in cella, riceve la visita di Myrcella, che da brava adolescente com’è insiste a voler restare lì per sposare al più presto Trystane, il suo unico grande amore. Lo sguardo di Jaime rivela che vorrebbe tornare a combattere orsi con Brienne, altro che proseguire sulla strada della diplomazia. Nelle prigioni di Dorne nasce invece una nuova coppia, almeno per gran parte del fandom: Bronn canta, Tyene applaude – con disappunto delle sorelle – e gli chiede premurosa come stia il braccio che gli ha ferito; Bronn, dimenticando per un attimo di avere a che fare con le figlie di Oberyn, non capisce che la ragazza lo ha colpito con una lama avvelenata e si lascia sedurre da lei, che lo distrae spogliandosi, finché in cambio dell’antidoto al veleno che ormai si è manifestato non otterrà una risposta soddisfacente alla sua domanda: “Chi è la donna più bella del mondo?” Tyene sembrava la meno pericolosa fra le sorelle, una giovane ragazza che correva tra le braccia di Ellaria mentre Obara si dilettava a uccidere, ma si è dimostrata finora l’unica degna di essere definita Serpe delle Sabbie.

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La conclusione non poteva che essere ad Approdo del Re. Olenna è adirata con l’Alto Septon, che è sicura essere comandato a bacchetta da Cersei, e nel bordello della città si incontra con un Ditocorto deciso più che mai a mettere in pratica un nuovo piano – non che sia sbagliato, manipolare è sempre divertente per Baelish, ma una certa Sansa Stark è in grave pericolo, su al Nord. Tommen nel frattempo non vuole mangiare, piange per la donna che ama e che è rinchiusa nelle celle della Fortezza Rossa, e Cersei si rivela disposta a cercare di intercedere per Margaery perché farebbe di tutto pur di rendere felice suo figlio: è questo uno dei rari momenti di sincerità della Regina Madre, che piange lacrime sincere al pensiero dei suoi figli ancora in vita – sta forse ricordando la profezia della sua infanzia?

Cersei si reca effettivamente da Margaery, ma solamente per accertarsi delle pessime condizioni in cui si trova: la regina indossa abiti umili, i suoi capelli sono sporchi, è rinchiusa in un’angusta cella sotterranea; Cersei riesce perfino a farsi urlare addosso, per poi salutarla con il derisorio appellativo di “sorella”. Dopotutto, non era Margaery a insistere per poterla chiamare così? Non contenta, Cersei ringrazia l’Alto Passero e chiede delucidazioni sul processo che subirà la nuora; al momento di congedarsi, tuttavia, nella stanza giunge Lancel, pentito per tutto il vino che ha rovesciato in passato, e la Regina Madre capisce di essere in pericolo. Sarà ora lei, infatti, a essere sbattuta in una cella, colpevole degli atti di cui è a conoscenza suo cugino – adulterio, incesto e omicidio.

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Pollici in giù per il trio Stannis-Melisandre-Davos, dal momento che il re non ha seguito i consigli di nessuno dei due, ma preferisce – e io lo supporto – continuare a marciare verso Grande Inverno senza avere la natura o un dio dalla sua parte; Margaery continua a non passarsela bene, ma è Cersei a cadere più in basso che mai in questo episodio che è stato ripreso magistralmente dai libri.

Applausi invece per l’Alto Passero, che dalla strada è riuscito a “comandare” Approdo del Re – e non solo – in poche puntate, per la splendida Tyene e per Sam, che nonostante sia stato gettato a terra è riuscito a rialzarsi, a disfarsi degli avversari grazie a Spettro e a far innamorare Gilly più di quanto già non lo fosse.

Appuntamento alla prossima settimana con due commenti: Game of Thrones il martedì… e Pretty Little Liars il giovedì.

Valar morghulis, bitches.

 

– Medusa –

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