L’occhio di Medusa: recensione Game of Thrones 5×06 – Unbowed, Unbent, Unbroken

L’occhio di Medusa: recensione Game of Thrones 5×06 – Unbowed, Unbent, Unbroken

Questa settimana ci occupiamo della puntata 5×06 di Game of Thrones, Unbowed, Unbent, Unbroken, e spero vogliate perdonarmi se ho il cuore a pezzi e lo farò notare in ogni riga del commento.

Il titolo sembra quasi una presa in giro: Ellaria recita il motto con le Serpi delle Sabbie, le tre figlie di Oberyn si recano nei Giardini dell’Acqua per catturare Myrcella… e vengono immediatamente fermate, prima da Jaime e Bronn – che tuttavia non riescono a sconfiggerle, ma solo a tener loro testa – e poi dagli stessi dorniani capitanati da Areo Hotah. Un duro colpo per le guerriere, che molto probabilmente sono state prese prigioniere insieme a Ellaria, Jaime e Bronn. Doran è apparso in sole due brevi scene, sempre mostrato come un uomo calmo che la gotta ha costretto all’immobilità, eppure è riuscito ad anticipare gli eventi e a salvare gli amanti in pericolo. Vale la pena soffermarsi allora su Myrcella, a cui il soggiorno a Dorne ha giovato molto – per quanto si senta la mancanza di Aimee Richardson – perché ci viene presto mostrata come completamente diversa da sua madre: dolce, cauta e innamorata del suo promesso sposo. Trystane pare apprezzare, e chi potrebbe dargli torto?Trystane-Martell-and-Myrcella-Baratheon-house-martell-38488253-1920-1080

 Colpo di scena della puntata ad Approdo del Re, dove Loras e Margaery Tyrell vengono portati in cella, colpevoli di sodomia e falsa testimonianza davanti agli dèi; Olenna osserva incredibilmente impotente, Cersei gongola e Tommen cerca Ser Pounce per ordinargli di salvare la sua amata sposa. La Regina di Spine aveva avuto un confronto con la Regina Madre, temendo per la sorte del nipote ignara che nella tela di Cersei ci fosse anche la regina vera e propria – ben tre personaggi per compensare i titoli di Daenerys, che in questo episodio è stata solo nominata. Non si aspettava, proprio come Loras e Margaery, la testimonianza dello scudiero-gestore di bordello a tempo perso: il Cavaliere di Fiori ha una voglia a forma di Dorne nell’interno coscia, ma soprattutto ha osato andare a letto con uomini che non fossero Renly Baratheon solo per il fanservice della HBO.

Quello con Olenna non è stato l’unico incontro avuto da Cersei in questo episodio. Richiamato da lei, Ditocorto sfrutta l’occasione per rivelarle dove si trova Sansa e a chi sta per essere data in moglie; le ricorda anche che Stannis sta marciando verso Grande Inverno per sconfiggere i Bolton e si offre di guidare i Cavalieri della Valle contro la parte vincitrice, approfittando del momento in cui l’esercito si starà riprendendo dallo scontro. In cambio, Ditocorto vuole una cosa da niente, giusto essere nominato Protettore del Nord. Cersei è così concentrata sugli eventi di Approdo del Re da non rendersi conto della puzza di bruciato – neanche se Aerys avesse dato fuoco alla città.

A Braavos, Arya scopre il significato del nome del Dio dai Mille Volti. La ragazza impara in fretta: prova una terza volta il gioco dei nomi, non riesce mai a vincerlo, ma aiuta un avventore del tempio a rendere indolore la morte della figlia, malata da tempo; Jaqen è fiero del suo operato e le mostra il segreto della Casa del Bianco e del Nero, una sala dove sono conservati i volti e le conseguenti identità di coloro che hanno richiesto la morte in quel luogo. Arya, sostiene Jaqen, non è pronta per diventare Nessuno, ma lo è per diventare qualcun altro. E, a giudicare dalle still che sono uscite nelle settimane precedenti, sappiamo già di chi si tratta.

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Continua il viaggio di Tyrion e Jorah, che apprende solo adesso della morte del padre, perché non avevano abbastanza infierito su di lui: l’arrivo di Daario, l’esilio, il morbo grigio… Vogliono portarlo alla morte per sfinimento, ecco cosa accadrà nella nona puntata. Dopo aver saputo della infausta sorte di Jeor Mormont, Jorah crede di potersi prendere una pausa dalla sfiga almeno per il resto della puntata, ma il Fato non la pensa allo stesso modo: giunge il contrappasso per il venditore di schiavi, che viene catturato appunto da un gruppo di schiavisti, intenzionati a proseguire per Volantis e venderlo al migliore offerente; Tyrion non procurerebbe loro alcun guadagno, vorrebbero disfarsene, ma poi cominciano a parlare del suo pene, di quanto porti fortuna, di quanto sia grande… In breve, ora sono tutti in viaggio verso Meereen per portare Jorah in una fossa da combattimento.

E ora passiamo alla parte più dolorosa per il pubblico, ma anche per gli attori, dal momento che Iwan Rheon (Ramsay) e Alfie Allen (Theon) hanno dichiarato che non avrebbero voluto girare questa scena – Sophie Turner invece l’ha adorata. Le fan di Sansa si stanno ancora cavando gli occhi e lei ci ride. Adoro questa ragazza. Lo ammetto, come per il finale di metà stagione di Pretty Little Liars non sono stata in grado di attendere la visione della puntata e ho ceduto agli spoiler; c’è stato lo stesso livello di sofferenza per questa scena e per la “morte” di Mona, ma non credo che potremo sperare in un colpo di scena come nella 5×25. La sola cosa da fare è accettare, ancora una volta, che la serie tv e la saga cartacea non sono la stessa cosa né hanno intenzione di esserla – per i motivi che verranno approfonditi più avanti – e aspettare di vedere come si evolverà la situazione.

Come già annunciato negli scorsi episodi, Sansa e Ramsay devono sposarsi. Myranda fa visita a Sansa con la scusa di aiutarla con il bagno, le lava via la tinta nera dai capelli e si diverte a stuzzicarla con le terribili imprese del futuro marito; la lady di Grande Inverno non si lascia spaventare e al contrario umilia Myranda, che se ne va indignata. Giunge Theon ad accompagnare Sansa nel Parco degli Dèi, dove l’attendono Ramsay, Roose, Wanda e pochi altri invitati. Il matrimonio procede senza problemi, finché i novelli sposi non si ritirano nelle loro stanze e Ramsay non pretende che Theon resti a guardare; strappa il vestito di Sansa sotto gli occhi del protetto di Ned Stark e procede alla prima notte di nozze.

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Sono state mosse molte accuse a questa scena, ma io credo che sia stata dimenticata la più importante: la verginità di Sansa ha molta importanza nella saga, dal momento che – come fino allo scorso episodio – non avendo consumato il matrimonio con Tyrion è ancora libera di sposarsi con altri, ma anche in caso di fuga la legittimità di Ramsay come Protettore del Nord è fuori discussione, almeno fino alla sua morte. Un altro punto a sfavore della storyline televisiva della giovane Stark è stata la ripetizione di quanto sia accaduto sia tra lei e Joffrey che tra Ramsay e Theon: Ramsay si è mostrato sempre gentile con futura moglie, ma gli spettatori erano già a conoscenza della sua vera natura, per cui non c’è stato alcun colpo di scena per loro; né avrebbe dovuto esserci per Sansa, che aveva già visto un ragazzo apparentemente innamorato dimostrarsi un mostro – tuttavia è lei stessa a dubitare del piano di Ditocorto, nel momento in cui sta sposando Ramsay. Si ha l’impressione che la storyline di Sansa tra la quarta e la quinta stagione abbia subito una grossa variazione, perché nell’episodio del “processo” a Petyr Baelish lei mostra di averlo in pugno, eppure in seguito i produttori hanno deciso di cambiare drasticamente quel che avevano creato.

Spezzo ancora una lancia a favore della serie tv. Contrariamente a quanto sostenuto da molti, la HBO non ha problemi a pagare gli attori. C’è un motivo ben più semplice per la scelta di non introdurre nuovi personaggi – seppure tanto amati dai lettori – e consiste nell’essenza televisiva di Game of Thrones. I libri, come tanti altri, mostrano un numero sempre maggiore di personaggi, ma i telespettatori non sono abituati a serie tv con un grande numero di nomi e volti da ricordare: i telespettatori esigono di vedere gli stessi attori, di seguire la storyline dei personaggi più amati, e inserirne altri riduce inevitabilmente lo spazio a loro destinato; al contrario, mantenendo quelli che già hanno, si amplia la loro presenza in scena, soddisfacendo in tal modo gli spettatori. Game of Thrones è uno dei modi di approcciarsi alla saga, ma bisogna ricordare che, proprio come i fumetti e i videogiochi, non è A song of Ice and Fire; gli adattamenti non sono creati per permettere ai lettori di vedere con i propri occhi le scene narrate nei libri, bensì proprio per la loro essenza servono ad adattare un soggetto a una forma mediatica differente dall’originale.

(Di seguito, una considerazione sulle scelte registiche che contiene spoiler delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco)

Su queste basi – e su quanto visto finora – possiamo fare delle speculazioni sul destino dei personaggi:

Jorah Mormont è Jon Connington: si credeva che avrebbero tagliato l’intera presenza di Griff e dei suoi, invece hanno mantenuto la malattia contratta da Connington per salvare Jorah. Per quanto Jon fosse un bel personaggio nei libri, era più facile concentrare l’empatia degli spettatori sul “Lord of the Friendzone”, che molto probabilmente morirà proprio nella nona puntata di questa stagione – Shireen, Gilly e Stannis hanno parlato fin troppo di questa malattia per non renderla uno dei fulcri di quest’anno.

Ellaria Sand è Arianne Martell: perché inserire una nipote vendicativa, quando così tanti assaggi abbiamo avuto del grande amore tra Ellaria e Oberyn? Ciò che genera dispiacere nei lettori è rendersi conto che, per come sta andando la direzione della serie, né Aegon né Arianne siederanno sul Trono di Spade.

Brienne e Pod sono Mance Rayder e le donne del Popolo Libero: lo ammetto, come paragone fa scappare più di un sorriso, ma la morte effettiva di Mance nella serie televisiva è probabilmente dovuta alla riduzione dell’importanza del Signore della Luce o della stessa magia per dare più spazio alla politica e ai combattimenti – per lo stesso motivo Catelyn non tornerà nelle vesti di Lady Stoneheart. Brienne ha già fatto sapere a Sansa che la aiuterà qualora ne avrà bisogno, per cui è da prendere in considerazione l’ipotesi che sia lei stessa (e il piccolo Pod) ad aiutare la ragazza e Theon a fuggire dai Bolton.

Sansa Stark è Jeyne Poole: poco senso aveva farci soffrire per un personaggio visto di sfuggita solo nel pilot, la migliore amica di Sansa che nei libri viene fatta passare per Arya Stark. Come già scritto, il matrimonio legittima ora Ramsay, a differenza di quello con Jeyne, ma sembra che la concentrazione degli autori sia piuttosto sulla sofferenza di Theon che, finalmente, si deciderà a redimersi. Probabile anche la sua morte nella nona puntata.

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È da notare, infine, che trattandosi di Sansa non si sia voluto insistere sulla vera scena del matrimonio di Ramsay e Jeyne, una delle più terribili descritte nella saga, seconda forse solo alle Nozze Rosse. I fan di Sansa come me siano almeno grati che tutto ciò ci sia stato risparmiato, sostituendolo con una prima notte di nozze che non è molto diversa da quella di Dany e Drogo – una storia, la loro, che non ha portato alcuna lamentela, nonostante la direzione molto più romantica di quella dei libri.

Dopo questo papiro di considerazioni, giungo alla fine del commento con i consueti voti: punti per Ramsay, che ha appena ottenuto il Nord, per Ditocorto, che spera di ottenere il Nord, e per Cersei, che è riuscita a ottenere quel che voleva senza nemmeno prendersi la colpa. La vedo male con Olenna nei paraggi, ma almeno per un episodio la Regina Madre può godersi la sua vittoria. Una nota di merito ad Alfie Allen e alla sua splendida interpretazione.

Non avrebbe molto senso dare pollici in giù a tutti coloro che sono stati fatti prigionieri, pertanto mi concentro solo su coloro che sono drasticamente caduti in basso: Loras e soprattutto Margaery. Pollicione anche per D&D, perché a Sansa non lo darei mai e mi pare infelice inferire ancora.

Valar morghulis.

 

– Medusa –

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