L’occhio di Medusa: recensione Game of Thrones 5×02 – “The House of Black and White”

L’occhio di Medusa: recensione Game of Thrones 5×02 – The House of Black and White

Bentornati al secondo appuntamento con “L’occhio di Medusa”! Ci occupiamo anche oggi della recensione di Game of Thrones, ma con meno astio nei confronti di Daenerys – lasciamo perdere, non riesco neanche a mentire.

La puntata si apre come si era conclusa la precedente stagione, con Arya sulla nave per Braavos. Il Titano è davanti a lei, imponente come nell’epica sigla, e attraversandolo la giovane Stark entrerà in una nuova fase della sua vita. No, non sto parlando della pubertà: ormai è chiaro che in Game of Thrones è preceduto dal periodo della vendetta e degli squartamenti.

A fare i complimenti a Maise Williams ci pensa Nikolaj Coster-Waldau, cercando di ingraziarsela pur di non far finire Jaime sulla sua lista, per cui mi rivolgerò solo al cast tecnico: hanno fatto un ottimo lavoro per la realizzazione della città orientale ispirata a Venezia, perfino la forma delle barche ricorda quella delle gondole. Arya giunge finalmente alla Casa del Bianco e del Nero – un indizio poteva darcelo la porta – e lì trova ad attenderla… No, niente spoiler, ne parliamo dopo.

jaime

L’episodio più rilevante della puntata avviene al Castello Nero, per cui mi scuserete per l’enorme salto in avanti, ma devo parlarne subito: Gilly sta imparando a leggere. E la sua insegnante altri non è che l’adorabile Shireen – troppo adorabile per restare in vita fino alla sesta stagione, me lo sento. Niente Melisandre all’orizzonte, solo Stannis Baratheon e la sua proposta di nominare Jon Snow lord di Grande Inverno, in modo da ottenere l’appoggio del Nord. Jon non può accettare: “You know nothing, Jon Stark” non suonerebbe altrettanto bene, per cui il Corvo cerca rifugio tra i confratelli e viene eletto Lord Comandante dei Guardiani della Notte.

Aspetta, che? Ricapitoliamo: lord Mormont è “passato a miglior vita” e c’è bisogno di una nuova guida alla Barriera. Sembra non esserci sfida fra Alliser Thorne e un ranger che nemmeno ricorda il suo nome, finché Sam il Distruttore non prende la parola: Jon ha tenuto testa all’assedio quando Thorne, ferito, è stato portato al sicuro e prima ancora ha guidato la spedizione contro i disertori al Castello di Craster. Seguono insulti random sulle donne del Popolo Libero di cui Jon e Sam si sono innamorati – insulti vecchi quanto l’evirazione di Varys – finché i Guardiani della Notte, con il voto decisivo di maestro Aemon, non decidono di nominare comandante Jon Snow.

Mi dispiace, Stannis, niente Nord per te.

Ad Approdo del Re, Cersei decide di farsi carico dei compiti del Primo Cavaliere e sparge nomine a caso fra il Concilio Ristretto; Kevan – fratello del defunto Tywin – non ci sta e se ne torna a Castel Granito. Cersei teme inoltre per la sorte di Myrcella e a buona ragione, visto che ai suoi figli non capita mai niente di buono: Joffrey muore al banchetto di nozze, Myrcella è ostaggio dei dorniani e Tommen è costretto a sposare quel gran pezzo di Margaery. Quanto lo compatisco. Jaime si stanca delle lagne della sorella e con la scusa di occuparsi di Myrcella lascia Approdo del Re nel completo più sexy che gli abbiano mai cucito. Complimenti ancora una volta, cast tecnico: la HBO non sa tenersi quattro episodi nascosti, ma assume degli ottimi costumisti.

Jaime, però, non partirà da solo, perché un altro abito era pronto per essere sfoggiato ed ecco allora Bronn, che la promessa sposa Lollys ama così tanto da non riuscire a staccare gli occhi di dosso a Jaime. Mi dispiace, Bronn, ma è una battaglia persa.

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E Myrcella? Gioca in terra dorniana con il suo promesso sposo sotto la vigilanza costante di Doran Martell, principe e fratello del defunto Oberyn, mentre Ellaria progetta di catturarla e di spedirla una pezzo alla volta alla madre. Non ci sono dubbi, deve aver presto lezioni da Ramsay Sn- Bolton, per gli dèi antichi e nuovi, Ramsay Bolton. Con tutti questi Snow non più Snow rischio di inimicarmi la persona sbagliata.

Nel frattempo, cosa succede a Essos? Varys e Tyrion percorrono la strada per Volantis per arrivare alla strada per Meereen che li porterà alla strada per… Non so, ma suggerirei di fuggire finché sono in tempo: la regina più incapace del continente si sta facendo pericolosamente più vicina.

Daario fa bella mostra di sé – non riesce a farne a meno – e cattura uno dei Figli dell’Arpia, il cui scopo sembrerebbe essere l’eliminazione di ex schiavi e di Immacolati per ledere il potere di Daenerys e ristabilire l’Ancien Régime. La regina e i suoi consiglieri si interrogano sul futuro del prigioniero, uno di loro va a fargli visita nella cella, lo uccide e ne lascia per le strade il corpo opportunatamente vestito con gli abiti e la maschera dei Figli dell’Arpia. “È stato un atto isolato, non sappiamo niente della vittima, la regina non c’entra nulla”: no, troppo difficile, meglio mostrare alla città, Padroni ed ex schiavi, che cosa accade agli schiavi che infrangono le leggi di Daenerys. “La legge è legge” dice la regina, e son sempre più convinta che le sue battute siano scritte da Fabio Volo.

L’ex schiavo viene così ucciso di fronte a tutti, ma invece di avere il consenso dei Padroni – grati che Daenerys si sia mostrata imparziale – tutto ciò che la regina ottiene è la furia degli uomini che ha liberato, subito pronti a riprendere le ostilità con i vecchi proprietari. Un Drogon selvatico appare in cima alla piramide di Daenerys, non permette che lei lo accarezzi e vola via sopra Meereen.

Ho tenuto la parte che ho preferito per ultima: il remake de Le follie dell’imperatore.

Brienne e Pod siedono in una locanda; lei è concentrata su quello che c’è sul tavolo, lui su chi si avvicina ai tavoli: una giovane ragazza che non riesce a smettere di fissare con aria ebete – pardon, podrickiana. Ed è così che si accorge che, tra gli avventori, ci sono anche Sansa e Ditocorto. Gli Stark non si incontrano mai, Brienne li trova tutti e tutti si rifiutano di andare con lei. A me ispirerebbe più fiducia lei che il Mastino e Ditocorto, ma è evidente che le ragazze Stark non la pensano così; d’altronde, Brienne è una donna a loro sconosciuta, di un’isola che non ha giurato fedeltà al Nord e impugna la spada di Jaime Lannister. Ma ha Pod con sé, può essere malvagia?

Sansa si rifiuta quindi di farsi servire da Brienne, la donna si allontana e i soldati di Ditocorto le sbarrano la strada. Sappiamo già come andrà a finire: tre uomini morti, trenta punti per me al Fanta Game of Thrones e un Podrick disarcionato che finisce in acqua. Niente da fare, senza di lui non avremmo più scene comiche. Non osate toccarlo, D&D.

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Punteggi bassi ancora una volta per Daenerys e la sua incapacità di governare; non è esperta, è una situazione nuova per lei, però poteva pensarci prima di distruggere l’economia di tutte le città schiaviste. Pollice lievemente meno in basso per Cersei – Kevan ha espresso l’opinione di tutti – e per Tyrion, ancora deciso a bere fino alla morte.

Pollice in su, invece, per Brienne e Pod, l’una per l’abilità con cui ha ucciso i soldati di Ditocorto – Giuramento ha spezzato la lama di una spada! – e l’altro per la saggezza dimostrata in poche parole: le due Stark non vogliono Brienne, lei è libera dal suo giuramento. Ma solo Jaime può far ragionare Brienne e allora via all’inseguimento di Sansa. Sansa che non si è ancora meritata un bel voto perché sono in attesa da due puntate di vederla agire come la Darth Sansa che tutti stanno aspettando. Un applauso a Sam il Distruttore – sul serio, Corvi, come potete pensare che sia un appellativo denigrante? – per parole a sostegno di Jon e per avere finalmente dato a quel codardo di Janos Slynt quel che si meritava. Ultima, ma non ultima colei che ha aperto le danze, Arya Stark, per lo splendido modo in cui ha affrontato quel piccione. Nessuno sarebbe riuscito a fare un taglio così netto, complimenti.

Ah, dimenticavo: chi ha trovato ad accoglierla alla Casa del Bianco e del Nero? L’affascinante e mortale Jaqen H’ghar. La HBO ha fortunatamente capito che doveva ridargli quel bel volto.

Alla prossima, e… valar morghulis.

 

– Medusa –

 

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