L’occhio di Medusa: commento e teorie Game of Thrones 6×08

L’occhio di Medusa: commento e teorie Game of Thrones 6×08 – No One

Che puntata. Che diamine di splendida puntata. Ho riscontrato pareri completamente opposti: stupenda o pessima. Nessuna via di mezzo. Capisco che la scena Tyrion-Missandei-Verme Grigio era abbastanza inutile, ma ha sostituito i noiosi discorsi dell’Alto Passero negli scorsi episodi e non vale a ritenere insoddisfacente sessanta minuti. Sarà poi che ho trovato molto peggio attendere due libri piuttosto che due episodi per sapere ciò che stava accadendo al Nord, però non mi è sembrato male mettere da parte per un momento Jon e compagnia bella.

Due eventi principali lo hanno caratterizzato. Il primo è quello suggerito dal titolo: a Braavos, Arya viene soccorsa dall’attrice che interpreta Cersei, una madre che pur nella sua malvagità ama i propri figli – anche Jaime, più tardi, lo ribadirà. La donna è una figura materna per la ragazza Stark, che si affeziona a lei quel poco che basta a fidarsi delle sue cure e a temere per la sua vita; è quindi in arrivo una pugnalata al cuore in stile Sirius Black o Albus Silente. E, infatti, l’attrice viene presto uccisa dall’adepta che è ancora in cerca di vendetta. Arya fugge, ma a un certo punto lascia tracce di sangue, fa in modo di essere seguita e non solo raggiunge Ago, ma mette l’avversaria in difficoltà costringendola a combattere al buio, in una cecità alla quale sono una delle due è abituata.

Jaqen voleva questo: che Arya sconfiggesse la sua nemesi. Ma, quando la ragazza gli porta il volto dell’adepta, non ne prende altri in cambio: è Arya Stark di Grande Inverno, non Nessuno. È Arya e ha una lista da ultimare, con o senza falsi volti indosso. Non è una consapevolezza a cui era già giunta la scorsa settimana, perché a inizio episodio parla di viaggiare come esploratrice oltre Westeros, cominciando così una nuova vita; sapeva solo di voler lasciare la Casa del Bianco e del Nero, non cosa avrebbe fatto in futuro. E ora lo sa. Chi ritiene che, quindi, la sua storyline nelle ultime due stagioni sia stata sprecata, dovrebbe ricordare che l’addestramento le ha permesso di essere ulteriormente furtiva e letale: è diventata un’abile spadaccina e ciò le sarà utile.arya stark

A Meereen, intanto, il dialogo tra Varys e Tyrion fa emergere un primo paragone sottinteso, quello fra il Folletto e Cersei: entrambi hanno stretto accordi con dei fanatici religiosi, ma dubito che ciò voglia far presupporre quel che è già accaduto ad Approdo del Re; probabilmente l’unica ragione di quel dialogo è stata sottolineare la somiglianza tra i due fratelli, solo apparentemente diversi. Varys, comunque, è in partenza per cercare navi. Greyjoy? No, perché i Greyjoy dovrebbero aiutare i Targaryen? Meglio chiedere aiuto ai Martell, che già in passato erano stati uniti ai Draghi e che, nei libri, erano pronti a esserlo di nuovo: Doran sperava di far sposare la figlia Arianne a Viserys, ma dopo la sua morte aveva inviato invece il secondogenito per ottenere la mano di Dany.

Dany che, nel momento in cui le navi dei Padroni giungono a Meereen, torna nella sua città pronta a fronteggiarle. Il siparietto delle barzellette ha come solo scopo quello di tranquillizzare lo spettatore, di fargli credere che il fido Tyrion ha fatto le scelte giuste e che i Padroni hanno ormai rinunciato alla città, e invece non è così.

Approdo del Re è, forse, ciò che stona di più con l’episodio: pochi minuti, qualche scena, nessun avvenimento. In realtà, lo show sta preparando a quello che avverrà nel finale di stagione, qualche colpo di scena inaspettato, ora che la possibilità di vincere il processo con un duello a singolar tenzone è sfumata. Che l’idea di modificare le leggi sia stata di Tommen o – unicamente – dell’Alto Passero è da negare: c’è dietro l’astuzia di Margaery, che in qualche modo ha capito come far cadere la condanna del fratello, forse spingendo il suo amante a ritrattare, e allo stesso tempo togliere di mezzo Cersei. Che ha ben altro in mente, stando alle parole che le rivolge Qyburn. Quale sarà il plot twist del decimo episodio?

sandro clegane il mastino

Il Mastino svolge il ruolo del fanservice, con i riferimenti al pollo e, in generale, le battute che gli sono state messe in bocca; proprio per questo le sue scene sono state piacevoli da guardare, anche se le conseguenze dell’incontro con Beric Dondarion non saranno rese note fin da subito. È interessante comunque notare che la religione del mondo di Martin sta diventando nella serie quella del Signore della Luce: il Mastino è stato avvicinato a un septon, ma poi la sua presenza è stata richiesta dalla Fratellanza che, stando a quel che si è potuto intuire, è pronta a combattere il pericolo degli Estranei. Peccato, però, perché sarebbe stato bello vederlo fermarsi al Nord per schierarsi con il suo uccellino Sansa.

E ora passiamo alla parte più importante della puntata, e mi spiace, dovrete sorbire i miei deliri – o saltare questi ultimi paragrafi di commento, in effetti: Jaime e Brienne sono di nuovo insieme! Per un episodio, ma sono insieme! Il loro rapporto è meraviglioso e se ne scrivessi dettagliatamente domattina saremmo ancora qua, quindi cercherò di evidenziare gli elementi più importanti.

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In primo luogo, Bronn capitano della ship. Bronn che, stando all’altro capitano Nikolaj e ai produttori, ha reso evidente in modo crudo – il solo che conosca – il rapporto tra i due guerrieri. Che si vogliono bene, si rispettano, non si capiscono, evitano di affrontare i propri sentimenti, in particolar modo Brienne che ne è già al corrente, e continuano a mettere i desideri degli altri davanti ai propri. Jaime ama Cersei, è fuor di dubbio, ma la ama nell’unico modo in cui sa farlo: è stata la sola donna della sua vita, fin da quando erano ragazzini, ed è per questo che sente il bisogno di stare al suo fianco. Che nel decimo episodio torni da lei? Credo, in realtà, che la presenza di Jaime nello show sia finita per questa stagione.

Mi dicono dalla regia di tagliare. Bene, questo è il punto: Jaime ha bisogno di Brienne per ragionare, era un’ipotesi vista la sua essenza di fantoccio nei precedenti episodi ed è diventata certezza quando la Vergine di Tarth gli ha esposto il suo piano – farla entrare a Delta delle Acque e provare a chiedere una resa pacifica al Pesce Nero. Non ha funzionato, ma Jaime ha optato comunque per la diplomazia e ha ripreso la storyline dei libri, minacciando il figlio di Edmure, mantenendo al contempo un legame con la serie, nello specifico con la seconda stagione: Jaime, come Catelyn, si fida del suo prigioniero, lo usa per evitare una battaglia sanguinosa, e in ben meno tempo riesce nell’impresa. C’è già uno scontro epico in arrivo, è stato opportuno risolverne almeno uno con l’uso equilibrato di diplomazia e intimidazione.

Un’ultima osservazione su Jaime e Brienne: quando lo Sterminatore di Re ha provato a dare la sua parola, il Pesce Nero gli ha riso in faccia, Edmure ha sbuffato quasi divertito e Brienne si è fidata. Mi è sembrato doveroso sottolineare questo ennesimo espediente del regista.

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Hanno svolto un gran ruolo nell’episodio la da poco menzionata Brienne, che è riuscita a farsi ascoltare, seppur con risultati differenti, da Jaime e dal Pesce Nero; Arya Stark di Grande Inverno; il Mastino, che ritorna a essere uno dei personaggi meglio costruiti della serie. Va male invece per Edmure, che si fa manipolare con due frasi ben piazzate, la “collega” di Arya che finalmente è morta e Tommen perché basta essere stupidi – rivogliamo il Tommen dei libri e la sua campagna antibarbabietole!

Il prossimo episodio sarà incentrato, come dice il titolo stesso, su un unico tema, Battle of the Bastards:

  • “Tu non lo conosci”: Sansa mette in guardia Jon, che è pronto a combattere anche con un esiguo numero di uomini perché ha lottato contro forze peggiori, gli Estranei.
  • Davos trova la pira su cui è stata bruciata Shireen.
  • Alcune croci, poste davanti all’esercito dei Bolton, mostrano traditori a cui è stato dato fuoco, e si spera che tra essi non ci sia Rickon.
  • Jon chiede a Melisandre di non riportarlo indietro, nel caso di una seconda morte.
  • C’è la possibilità di un duello conclusivo tra Jon e Ramsay.
  • È il nono episodio di una stagione pari, quindi si tratta di una battaglia epica (la battaglia delle Acque Nere o quella alla Barriera) e non è detto che debbano esserci morti rilevanti o shockanti come nelle stagioni dispari (confessione di Ned Star, Nozze Rosse e Shireen Baratheon); tuttavia… è lecito temere principalmente per Davos e Tormund. E Wun Wun, sporchi Bolton maledetti.

Alla prossima settimana – se l’episodio non ci devasterà.

Valar Morghulis.

 

– Medusa –

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