Lo stile di Wes Anderson

Di norma, sono un tipo di spettatrice che predilige la caratterizzazione dei personaggi e tutto ciò che ruoti intorno a questo elemento. Ma grazie allo stile di Wes Anderson ho scoperto che i capolavori visivi mi mandano in estasi a prescindere da tutto e riescono a rapirmi, anche solo per la bellezza del prodotto finale. Se fermassimo qualsiasi dei suoi film ad un qualunque punto, potremmo vedere di certo qualche individuo bizzarro, parte di un cast quasi sempre uguale, inserito al perfetto centro dell’immagine, dipinto con dolci colori pastello, in una simmetria meticolosamente studiata, impossibile da non notare. Ma parliamo dei suoi tratti distintivi con ordine, per ammirarlo insieme:

1. Slow motion

Wes Anderson ha la magica capacità di distillare il significato di un momento cinematografico, rallentandone il tempo. A differenza di una carrellata tradizionale, che viene utilizzata per catturare il rapido movimento dei personaggi, nei tagli al rallentatore di Anderson, la telecamera fa una panoramica o meglio si insinua per conferire soggettività ai personaggi, mentre il concetto di tempo passa lentamente in secondo piano.

 

 


2. Simmetria

A scuola di Cinema, ai registi viene insegnato di non abusare troppo della simmetria, per evitare un effetto troppo “stage” nel proprio film. Ma ad Anderson ciò non ha mai importato. Lo stesso regista ha descritto questa sua particolarità come un desiderio di inserire il tutto in una cornica, potendo così dare la giusta importanza ad ogni elemento, così che l’effetto finale risulti perfetto all’occhio. L’amore di Anderson per la simmetria, come le altre sue scelte stilistiche preferite, riflette la sua preferenza per il formalismo rispetto al realismo nei film che dirige.

3. Miniature

In una delle scene di apertura dell’ultimo film di Wes Anderson, le lettere maiuscole spuntano dalla cima di un edificio di media altezza che pubblicizza una rivista e il suo ufficio sottostante. The French Dispatch è ambientato in una città francese inventata e gran parte della sua azione si svolge all’interno delle stanze di questo edificio con l’insegna. Ma questo ufficio è in realtà una miniatura. I modelli in miniatura sono un effetto speciale su cui l’industria cinematografica fa affidamento da tempo. Sono utili per le volte in cui un film richiede l’esplosione di un edificio o di un’astronave, ad esempio, o per quelle brevi inquadrature in cui nessuno si accorgerà davvero che la casa stregata posta su una collina lontana è in realtà alta due piedi e fatta di legno. Ma oggi sono meno utilizzati di un tempo. Nei film di Anderson, invece, questi modelli in miniatura fanno parte di un’estetica di design altamente curata che è diventata un genere a sé stante. Quindi, quando Anderson ha bisogno di modelli molto specifici per i suoi film ricchi di dettagli, Weisse e il suo team di eccentrici artigiani li costruiscono. Lo studio berlinese di Weisse è un laboratorio folle pieno di strumenti oscuri, uno spettro arcobaleno di materiali naturali e sintetici e artisti esperti che mantengono in vita un mestiere morente e lo spingono in direzioni nuove e sorprendentemente rilevanti.

4. Colori 

 

 

I film di Anderson sono spesso descritti come “eventi sfortunati dipinti con colori felici”. Anderson, infatti, ama la discordia: apprezza le opportunità di rappresentare scene tristi con tonalità confortanti, spesso con un’elevata saturazione. Ad esempio, il rappresentante di Moonrise Kingdom dei Servizi Sociali, il principale antagonista del film, è definito dal suo cappello e cappotto blu reale abbinati. Il suo colore dominante è quello che trasuda fiducia e sicurezza, ma Anderson lo ha associato a un personaggio che rappresenta autorità, pericolo e divisione. Wes, poi, adora il rosso. Più specificamente, ama usare il rosso per visualizzare il dolore, l’angoscia e la rabbia nei suoi personaggi tormentati. È un costante promemoria sullo schermo del peso del personaggio: sì, questo mondo potrebbe sembrare luminoso e vivace, ma qui le cose non sono solo sole e arcobaleni.

5. Tipografia

Come per i colori, c’è un aspetto psicologico in gioco quando si tratta di tipografia. Vari tipi di carattere rappresentano una serie di emozioni. Prendiamo ad esempio i due stili di carattere comuni, che sono serif e sans serif. I caratteri Serif sono spesso utilizzati nei progetti di aziende tradizionali: le estremità dei caratteri serif hanno una “coda” o elementi extra per enfatizzare la fine di ogni tratto e ciò dà al testo un tratto elegante e autorevole. Marchi di lusso come Prada, Gucci, Rolex e Versace lo usano nei loghi dei loro marchi. Dall’altra parte abbiamo i caratteri sans serif o i caratteri che non hanno quel dettaglio in più su ogni carattere. I marchi che lo utilizzano sono spesso quelli che vogliono apparire alla mano e amichevoli, come Facebook o la Nike. Ebbene, per qualcuno così attento ai dettagli come Wes Anderson, non potevamo pensare che anche la scelta dei font non fosse ben pensata.

Adesso andate e veneratelo, così come si merita.

– Lidia Marino – 

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