Le origini di A Christmas Carol, di Charles Dickens

Si tratta del romanzo più noto del periodo natalizio, perché ampiamente trasportato sia a teatro che al cinema, ed è un must ogni anno in queste giornate di festa. Ma quali sono le origini di A Christmas Carol, di Charles Dickens? Ebbene, nel periodo Vittoriano, la regina e in particolare il suo principe Albert si legarono popolarmente all’istituzionalizzazione del Natale familiare britannico. Fu Albert, per esempio, che importò dalla nativa Germania l’albero di Natale, che andò a sostituire il tradizionale “yule log” inglese, un blocco di legno intagliato per esprimere in scene varie un senso di calore invernale, non qualcosa da decorare co08n luci, fate, biglietti di richieste e regali. Ad ogni modo, poco dopo l’arrivo dell’albero di Natale nei salotti britannici, Dickens, con A Christmas Carol, istituzionalizzò ciò che si potrebbe definire il “moderno Spirito del Natale”.

Dickens aveva bei ricordi dei Natali della propria infanzia e, a quel tempo, il padre di una giovane famiglia, com’era il principe Albert, aveva reso l’evento annuale una ricorrenza gioiosa. Festeggiamenti, giochi e rappresentazioni domestiche furono alla base dei “dodici giorni di Natale” nella casa di Dickens degli anni ’40 del XIX secolo.  Le origini del racconto si possono trovare in una visita che l’autore fece a Manchester un mese prima di iniziare a scrivere. Essendo uno dei grandi oratori del suo tempo, lo scrittore tenne un discorso all’Ateneo di quella città il 5 ottobre e in tale occasione parlò delle terribili cose viste tra la popolazione giovanile delle carceri e dei dormitori pubblici londinesi, e sottolineò il disperato bisogno di educare i poveri. Quest’occasione sembrò avergli messo in testa l’idea di un racconto di Natale che servisse ad aprire i cuori dei ricchi e dei potenti nei confronti dei poveri e senza potere, ma che mettesse al centro anche il tema della memoria, sempre fortemente associato al Natale, per lui.

Dickens progettò l’esterno del suo libro con la meticolosa cura applicata al suo contenuto. Istruì il suo editore che fosse una bella produzione da cinque scellini: “Copertina bruno salmone a coste, impressa in oro sul fronte e sul dorso… tutti i lati dorati”. Non badò a spese. La mezza dozzina di illustrazioni di John Leech dovevano essere colorate, ordinò. Il risultato fu un libro i cui costi di produzione e il prezzo relativamente alto (cinque scellini) comportavano che la sua più popolare opera ebbe, nella prima stampa da cinquemila copie, bassi profitti per Dickens. La prima edizione andò esaurita sugli scaffali ben prima del giorno di Natale del 1843. E A Christmas Carol vendette massivamente da allora. E continua a farlo.

E a me piace pensare che finché ci sarà voglia di celebrare il Natale, questo meraviglioso racconto di Dickens sopravviverà al tempo e alle generazioni, come solo i capolavori riescono a fare.

– Lidia Marino – 

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