Le leggende: origini, valore sociale ed evoluzione

1Abbiamo precedentemente parlato della Fiaba, delle sue origini, del valore sociale, dell’evoluzione e del suo significato; bene, ora seguiremo un percorso simile per parlare delle Leggende. La leggenda fa parte della stessa famiglia della fiaba, della favola e del mito: sono tutti racconti antichi appartenenti alla tradizione orale, di cui quasi mai si conosce l’autore, anche perché raramente sono frutto della fantasia del singolo. La leggenda fa parte del patrimonio culturale del popolo che l’ha creata e che, nella sua narrazione ha mischiato il Meraviglioso al Reale. Il termine leggenda deriva dal latino legenda, che significa “cose degne di essere lette”, ma ovviamente col tempo il termine ha ampliato il suo senso fino a comprendere ogni tipo di racconto con elementi reali, ma trasformati dalla fantasia, tramandato a voce per celebrare fatti e personaggi fondanti per la storia di un popolo.

Molte leggende sono nate per spiegare alcune caratteristiche dell’ambiente naturale, eventi storici e rituali, regole e modelli, di cui nell’antichità non si comprendeva il senso; la leggenda rispondeva in modo fantasioso ai tanti perché dei popoli antichi. Queste leggende popolari erano inventate da persone della comunità che modificavano un fatto reale aggiungendovi un tocco di sovrannaturale; col tempo, certe storie, hanno acquisito addirittura lo status di fatti storici. L’umanità si è sempre protesa verso la conoscenza (Eva, Prometeo, Piero Angela) chiedendosi “perché?” di fronte ad ogni fatto apparentemente inspiegabile, e dove non arriva la comprensione si compensa con la fantasia. Nonostante gli innegabili progressi, molte persone nel mondo tendono ancora a vedere la magia in quello che, oggi domani o tra cento anni, avrà una spiegazione semplice. Perché c’è sempre una spiegazione logica dietro ogni fenomeno, ma il successo di programmi come Mistero e Voyager mi fa pensare che, da Prometeo a Margherita Hack, alcune grandi menti abbiano solo sprecato tempo e neuroni per una massa che tanto non capirà mai, perché non vuole capire. E allora ecco che la leggenda del carro del sole, che serviva a spiegare come mai la luce si alternasse al buio, non ci pare tanto lontana e assurda. Ma le leggende popolari servivano anche a scacciare alcune paure ataviche (Jack-o-Lantern), a rallegrare i bambini (Babbo Natale, Coniglietto di Pasqua, la Fatina o il topino dei denti, Jack Frost… 2insomma, Le 5 Leggende!) oppure a trasformare una persona in un eroe, un simbolo per un’intera nazione (Guglielmo Tell). Si parla comunque di rassicurazioni per l’animo dell’uomo. Ad esempio, durante la non prospera era medievale, i contadini crearono con la fantasia il Paese della Cuccagna, un’utopia popolare che presentava una sorta di paradiso terrestre dei poveri, dove c’era cibo in abbondanza e dove erano liberi di vivere come volevano, in pace e tranquillità.

Fin qui abbiamo parlato di leggende, orali o scritte, di origine popolare; ma come avviene per la fiaba, anche la leggenda entra nel mirino di studiosi e scrittori che rielaborano leggende esistenti o ne inventano di nuove, creando così il filone delle leggende d’autore. Funziona così: gli autori prendono un aspetto della realtà interessante, strano e affascinante e si pongono la cruciale domanda “perché”?, alla quale forniscono risposte fantasiose, fantastiche e meravigliose.
Nascono così testi come Perché l’elefante ha la proboscide di Rudyard Kipling, La Leggenda della Valle Addormentata di Washington Irving (quello di Sleepy Hollow) e Il polipo della chiesa di Tellaro del nostro Mario Soldati. E non possiamo dimenticare lo scritto di Platone che è alla base del mito di Atlantide, la città perduta in fondo al mare. Questo genere di racconti, divertenti e originali, permette al lettore di guardare la realtà con nuovi occhi, di cogliere immagini e significati che, causa l’abitudine, gli erano sempre sfuggiti. Avete mai visto la serie di film Urban legend? Dai, nel primo c’erano Jared Leto e Pacey di Dawson’s creek! Comunque, quei film presentano una summa di quelle che sono le maggiori leggende metropolitane statunitensi; la baby-sitter e il serial killer, la vasca di ghiaccio e il rene mancante, l’uncino e l’impiccato, ecc. Mancava giusto il coccodrillo nel water. Dicesi leggenda metropolitana: storie insolite, curiose e inquietanti presentate come realmente accadute a qualcuno che conosce qualcuno e che passano di bocca in bocca acquistando credibilità. Noi non abbiamo un film sull’argomento, ma possiamo vantare la canzone di Elio e le Storie Tese (feat. Aldo Baglio) Mio cuggino. “Miii ha detto mio cuggino che da bambino una volta è moortooo”. Comunque, le leggende metropolitane sono leggende moderne, nate e diffuse in città e sono la dimostrazione che anche l’omo sapiens 3sapiens lavora di fantasia sugli aspetti della realtà.

Non dimentichiamo però che alcune leggende, antiche e moderne, sono alla base di molti pregiudizi nei confronti di determinate etnie, gruppi religiosi, ecc. Basti pensare ai volantini che circolavano in Europa contro gli ebrei e a quelli che, negli stessi anni, circolavano negli USA contro i giapponesi (rinchiusi anch’essi in campi di concentramento nei democratici Stati Uniti). Inutile anche negare che gran parte dei pregiudizi nel mondo abbiano origine religiosa: la maggioranza delle persone che si dichiara cristiana non ha mai letto né studiato La Bibbia, creando l’ovvio risultato di non sapere che molti dei libri contenuti nel testo sacro sono proprio libri di leggende. L’ignoranza (nel senso proprio di ignorare, non sapere) porta i credenti a individuare come storici i fatti presentati, mentre invece è confermato da eminenti Storici delle Religioni che si tratti di brani nati con finalità letteraria, poetica e filosofica. Nella Genesi sono rappresentati personaggi e storie che sono metafore, e che quindi vanno prese per quello che sono: favole con la morale. Purtroppo spesso questi messaggi vengono stravolti a fini politici ed ideologici: sta a noi saper veder la realtà nella leggenda. Le leggende servono a spiegare l’inspiegabile, a rendere più interessante un aspetto noioso della realtà e a insegnarci a vivere in armonia tra di noi e con la natura che ci circonda, ma il resto lo devono fare la nostra intelligenza e la nostra coscienza.

– Monia Guredda – 

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