La Street Art per abbellire le nostre città

1Negli ultimi mesi stiamo assistendo ad un attacco senza precedenti nei confronti della città di Roma, roba che il sacco dei Lanzichenecchi è una barzelletta. Ogni giorno tg, giornali, blog e social mostrano al mondo le brutture della Capitale. Tutti a criticare e nessuno a rimboccarsi le maniche. Diceva il saggio, giustamente in romano: “Così so’ bboni tutti!”

Ora la domanda nasce spontanea (Marzullo docet): perché? Cosa vogliono? Che ci guadagnano? Ma soprattutto, CHI ci guadagna? È evidente che si attacca Roma per colpire il sindaco Ignazio Marino. In questa sede non esprimeremo opinioni politiche; siete liberi di pensarla come volete, ovviamente, ma almeno ponetevi questa domanda: possono i problemi (inevitabili) di una metropoli che nei giorni feriali è percorsa da oltre sei milioni di persone venire imputati ad un singolo individuo? Vi lascio con i vostri pensieri.

Ora entriamo nel vivo e parliamo di quello che, da romana e da appassionata di Arte e Storia ho sempre vissuto come un grave insulto: gli scarabocchi. Li trovate ovunque, sui muri di periferia come sui palazzi storici, persino sui monumenti. Io sono un tipo vendicativo e, ai ragazzini senza arte né parte né cervello che scrivono cose illeggibili, senza senso e inguardabili taglierei volentieri le mani! Ma in questa sede vogliamo dare il giusto risalto agli artisti che invece si dedicano ad abbellire con le loro opere delle zone della città degradate o semplicemente sconosciute perché lontane dal Centro. Se fossi io il sindaco di Roma, pagherei questi esperti della street art per rendere gradevoli all’occhio e alla mente alcuni palazzoni grigi della periferia, ma non lo sono. Non ancora!
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Ci sono molte zone di Roma che meriterebbero una visita; oggi vi parlerò delle opere che impreziosiscono la zona Tuscolana-Quadraro, perché ci sono stata ed è veramente spettacolare quello che hanno realizzato gli artisti dell’associazione MURO (muromuseum.com). È un tipico quartiere della periferia romana: una strada immensa, palazzoni e negozi in sequenza apparentemente infinita e sorprendenti stradine laterali. Organizzatevi, partite e perdetevi: non ve ne pentirete. Girate un angolo e vi trovate davanti ad un banalissimo muro reso unico dall’opera di un vero artista. Tornate bambini e fatevi un giro alle giostre del parco giochi (io l’ho fatto). Uno spazio precedentemente rivendicato da spacciatori e malviventi è tornato quello che era: un luogo di meraviglia, per adulti e bambini.
E tutto questo sta avvenendo anche in altre periferie romane. Tirate fuori il naso dal cassonetto pieno, dalla sigaretta buttata in terra, alzate lo sguardo e cercate la bellezza. C’è.

Monia Guredda

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