La storia delle copertine di album musicali – The Number of the Beast – Iron Maiden

Bentornati ad un altro appuntamento con questa rubrica, che ci permette di conoscere meglio la storia che si cela dietro le famosissime copertine che amiamo tanto. Oggi è il turno degli Iron Maiden, con il loro album The Number of the Beast. Si tratta del terzo album in studio del gruppo musicale britannico, pubblicato il 22 marzo 1982 dalla EMI. Rispetto ai precedenti Iron Maiden (1980) e Killers (1981), The Number of the Beast è caratterizzato da sonorità più heavy e viene evidenziata subito una grande intesa col nuovo cantante Bruce Dickinson.

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° Conoscete tutti Eddie The Head, la mascotte degli Iron Maiden, creata da Derek Riggs, no? Praticamente è presente in ogni lavoro del gruppo. Bene, la prima vera apparizione di Eddie avvenne sulla copertina del singolo Running Free, pubblicato nel 1980, dove appariva come uno zombie molto alto e magro. La band in quegli anni iniziò una lunga ricerca di potenziali opere da utilizzare come copertina per il loro primo omonimo album. Proprio in questa ricerca rimasero molto colpiti da un’opera di Derek Riggs che sarebbe poi diventata la copertina del loro primo disco. Da questo momento iniziò una “collaborazione” tra la band e l’artista che creò su misura le copertine dei dischi della band da The Number of the Beast in poi.

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° Derek Riggs sostenne, nel documentario Maiden 12 Wasted Years, che il progetto per Eddie era basato su quella che sarebbe stata una testa giapponese vista in un documentario televisivo che trattava della battaglia di Henderson Field, del 24 ottobre 1942. L’autore ha un particolare logo che inserisce nelle sue opere in vari punti e nei diversi album degli Iron Maiden è sempre visibile da qualche parte.3

° L’idea di chiamare in questo modo la mascotte fu spiegata dal gruppo attraverso questo racconto: “Una donna aveva partorito solo una testa, il medico le disse di non preoccuparsi in quanto avrebbe procurato un corpo adatto per Eddie entro il suo quinto compleanno. Così dopo cinque anni, il padre di Eddie, entrò nella sua stanza il giorno del compleanno di Eddie e disse: Bene oggi è il tuo compleanno, e abbiamo una sorpresa per te! dopo di che Eddie rispose: Oh no, non un altro dannato cappello!4

° All’autore venne affidato il progetto in un brevissimo lasso di tempo: iniziò a lavorarci un venerdì, affinché fosse pronto entro lunedì. In un’intervista, infatti, Riggs sostenne di non esserne mai stato troppo soddisfatto: “vorrei aver avuto più tempo per dipingere, sarei senz’altro riuscito a fare qualcosa di migliore.” Nonostante la sua opinione, il lavoro piacque moltissimo sia agli Iron Maiden che a tutti i fan. Il resto è storia.

– Lidia Marino – 

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