La sigla di Breaking Bad

Continuiamo il nostro viaggio tra la musica che ha fatto tanto per queste serie tv famose e oggi parliamo della sigla di Breaking Bad.

L’iconico telefilm è tra i più lodati e amati dal pubblico e dalla critica, giustamente. La storia di Walter White (Bryan Cranston), insegnante di chimica del liceo, diventato re della metanfetamina, avrà sempre una grandissima parte nella storia dei prodotti televisivi, grazie alla sua scrittura ermetica, alla cinematografia stellare, al suo talentuoso cast d’ensemble e alla strepitosa interpretazione da protagonista di Cranston – quella che Sir Anthony Hopkins ha definito la migliore recitazione che avesse mai visto. Se c’è un aspetto della serie di cui non si parla tanto quanto forse si dovrebbe, però, potrebbe essere il suo uso ingegnoso della musica, che è stato gestito per tutte e cinque le stagioni dal compositore televisivo veterano Dave Porter.

È anche il compositore della sigla stessa, che è stato ridotta ai suoi ultimi 15 secondi circa per accompagnare  la fredda apertura di ogni episodio. In una conversazione del 2013 con il Wall Street Journal, Porter ha rivelato il processo di pensiero dietro la composizione del pezzo e ha parlato del suo desiderio di adattare in qualche modo la versione integrale alla narrativa dello spettacolo, cosa che alla fine è stato in grado di fare. La versione completa del tema dura un minuto e 18 secondi e utilizza principalmente una chitarra dal corpo cavo, in legno e metallo chiamata dobro come strumento solista twangy dal sapore del sud-ovest, insieme a percussioni sparse e archi sintetizzati. “Quando mi è stato dato il lavoro Vince Gilligan non sapeva ancora come sarebbe finita la storia. Sapeva che la spina dorsale della trama stava nella devoluzione di Walter White dall’essere un uomo comune all’essere un personaggio molto indurito e oscuro. Dunque la mia sigla aveva questo viaggio al suo interno. Nella prima stagione, il tema poteva sembrare un po’ più oscuro e audace di quanto non fosse in realtà lo show, ma, come il suo stesso protagonista, ha iniziato a diventare qualcos’altro nel corso delle stagioni”.

– Lidia Marino – 

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