La leggenda della Coca-Cola

1Atlanta, 8 maggio 1886: il farmacista John Stith Pemberton crea un rimedio per il mal di testa e la stanchezza. Si tratta di una bevanda sciropposa a cui da il nome di Pemberton’s French Wine Coca, ispirandosi al Vino di Coca o Vin Mariani, creato da Angelo Mariani e famoso in Europa. La bevanda va benino, e Pemberton vende la formula ad Asa Candler per 2.300 dollari. Nel 1919 la Coca-Cola viene quotata in borsa. La curiosità è che questo tipico prodotto made in USA arriva in Italia nel 1927, in piena era fascista. Il celeberrimo logo è stato creato nel 1886 da un contabile dell’azienda Frank Mason Robinson. L’artista usò il basilare font Spencerian Script: non credo proprio avrebbe immaginato che quella semplice scritta avrebbe un giorno dominato il mondo della pubblicità!

Un’altra curiosità: come saprete, c’è gente che passa la vita ad ascoltare le canzoni al contrario, alla ricerca di improbabili messaggi per Satana. E sì che ce ne sarebbero di hobby tra cui scegliere… comunque, la cosa deve essere talmente divertente (?!) che qualcuno ammazza il tempo sì leggendo, ma al contrario. Ora, sembra che Coca-Cola, al contrario, in arabo, significhi No a Maometto, No alla Mecca, No alla preghiera. Se qualche amico arabo sta leggendo questo articolo sarebbe veramente carino da parte sua svelare l’arcano. Un’altra particolarità della Coca-Cola è l’inconfondibile forma delle sue bottiglie, soprattutto quelle mitiche di vetro. Inizialmente erano più bombate, e questo perché (pare) i produttori si fossero ispirati alle generose forme di Mae West. Un’altro aneddoto prima di affrontare l’argomento principe: Babbo Natale non esiste, l’ha inventato la Coca Cola Company. Cioè, esisteva la leggenda di San Nicola (Santa Claus) che portava regali ai bravi bimbi, ma il Babbo che conosciamo tutti oggi, con la barba bianca ed il vestito rosso con i bordi di pellicciotto bianchi è stato creato dai pubblicitari della Co.Co.Co. Bianco e rosso: i colori della Coca-Cola.

Ma parliamo fi2nalmente della leggendaria ricetta: iniziamo con il dire che questa varia nel tempo ed in base al Paese in cui viene prodotta. Sapete che in Bolivia, dal 2012, ne è vietata la vendita? Comunque, sulle bottiglie di Coca-Cola, c’è questo elenco degli ingredienti: acqua , zucchero, colorante caramello, che le dona il suo colore tipico (E 150 D), aromi naturali, caffeina, acido solforico (E 338), proteine, carboidrati e grassi. Tutto chiaro? Mica tanto! Cosa si intende per “aromi naturali”? Il termine è decisamente troppo vago… Andiamo ad illuminare. L’aroma 7X o merchandise7 (nome scientifico Eritroxylum Novogartense) viene estratto dalle foglie di coca, coltivate legalmente in Perù, ed in seguito esportate in New Jersey, sotto il controllo della DEA. Questi estratti vengono privati, durante la lavorazione, delle loro sostanze alcaloidi e tossiche, insomma, dello sballo. Quindi, abbiamo il nome: “Coca” = estratti delle foglie di coca, “Cola” = estratto dalle noci di cola.  Quindi sì, la leggenda che vuole la cocaina quale ingrediente segreto della Coca-Cola è vera e confermata! Spero di non scatenare il panico con questo mio articolo: se bevete Coca-Cola da anni e non avete ancora ravvisato sintomi di grave dipendenza (livello Trainspotting, intendo) andate tranquilli. Certo è che, se mettete una moneta ossidata in un bicchiere di Coca Cola e la lasciate lì per una notte, la mattina dopo troverete la moneta splendente! Io l’ho fatto, davvero. Restituisce a nuova vita anche gli argenti opachi e anneriti, veramente. E poi lo sanno tutti che blocca la nausea. Quando ero piccola, mia nonna mi diceva sempre che se mangi riso/patate/polenta non puoi bere l’acqua, che fa acido e gonfia e che allora è meglio berci sopra un bel bicchierozzo di Coca Cola. Ed io, i consigli di nonna, li seguo sempre. Buona bevuta!

– Monia Guredda –

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