La figura dello chef e la minoranza di figure femminili

1Una delle frasi più utilizzate dai maschilisti è senz’altro quella che include la donna nella categoria di “mobile da cucina”: quello è il suo posto e lì dovrebbe trovarsi anche in questo momento. Bene, nonostante per lunghissimo tempo sia stato effettivamente così e la figura femminile fosse relegata in casa, con difficoltà ad intraprendere una carriera personale lavorativa esterna, oggi – teoricamente – questo stereotipo non dovrebbe avere motivo di esistere. Eppure, la figura dello chef, del cuoco professionista, rimane per la maggioranza maschile. Una vecchia abitudine derivata da tempi passati o c’è qualcos’altro?

Insomma, se la donna prima preparava deliziosi pranzi e cene per la sua famiglia, di certo non poteva di questo suo talento farne una professione. I corsi da chef e le carriere appartenevano esclusivamente agli uomini e così è stato fino a poco tempo 2fa. Si diceva che la donna cucinasse “per necessità”, mentre l’uomo “per passione” e che questo facesse la vera differenza. Eppure anche oggi, in una società che dovrebbe abbattere queste barriere, non dico in Italia, dove succederà molto lentamente, ma anche nel resto del mondo, rimangono poche le donne che riescono ad emergere come chef.

Ma non necessariamente questo è un “crimine” attribuibile all’uomo: spesso sono proprio le figure femminili a tentennare nell’intraprendere questa carriera. Andando ad ascoltare, infatti, dei pareri di alcune delle chef più talentuose d’Italia nel mondo, molte hanno risposto a questo quesito, dando, appunto, tale motivazione: “il fatto che ci siano ancora poche chef donna dipende forse da una nostra mancanza di coraggio e dalla paura di metterci in gioco. In questo gli uomini sono più disinvolti mentre molte donne preferiscono ancora rimanere nell’ombra” (Mariangela Susigan, chef da 36 anni nel Ristorante Gardenia di Caluso).

Antonia Klugmann, chef del ristorante stellato Vanissa, però è positiva sul futuro: “dal mio punto di vista bisogna solo avere un po’ di pazienza per costruirci le stesse opportunità e intraprendere lo stesso percorso degli uomini. Siamo partite un po’ più tardi, occorre semplicemente aspettare”. In effetti, nonostante nelle classifiche le donne scarseggino, oggi le giovani che diventano chef per scelta sono in aumento, soprattutto in Italia, e questo è un dato molto importante.

– Lidia Marino – 

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