La Fabbrica del Cioccolato, il paradiso dei golosi – Intervista

1Nel cuore pulsante di Brighton si trova il paradiso dei golosi: torte farcite su 7 strati, tazze di fumante cioccolata belga con panna, tartufi che si sciolgono in bocca, solidi pezzi di cioccolata modellati a formare le statue più impensate. Avete indovinato? Sto parlando proprio di Choccywoccydoodah, la fabbrica del cioccolato. Nata 20 anni fa grazie a una bottiglia di gin, l’impresa di Christine Taylor e Christine Garratt deve il suo successo allo stile: sfarzoso, sfavillante, talmente kitsch da essere tres chic…in una parola: unico. Apprezzato anche dalle star: Whoopie Goldberg, Johnny Depp, Elton John, questi nomi vi dicono nulla?

Il tutto ha avuto inizio con un piccolo laboratorio nelle Lanes, il vivacissimo cuore di Brighton, città degli artisti del Regno Unito; poi il progetto si e’ ingrandito, è stato aperto il Bar du Chocolat, locale arredato in stile Choccywoccydoodah, dovre potrete gustare una golosità o acquistare un gadget, è stata aperta una filiale a Londra e già si parla di esportare il brand a New York. Le vicende dei Doodah, come si definiscono i pasticceri e decoratori che contribuiscono al successo della attività, sono anche state oggetto di una piccola serie televisiva, La fabbrica del cioccolato, diffusa in Italia dal canale Real Time, ma noi abbiamo avuto la possibilità di fare qualche domanda direttamente a Christine Taylor, fondatrice e art director!

Christine, ricordi qual e’ stata la prima torta che tu abbia mai fatto?

No! È stato secoli fa: da quel che ricordo ho sempre cucinato… e sempre amato mangiare!

2Come vengono scelte le persone che faranno parte del vostro team?

La selezione è dura: per cominciare, i candidati devono essere qualificati nel campo dell’arte. Dopodiché, si tiene un colloquio, in cui i candidati si presentano, discutono con me e l’intera squadra e presentano degli sketch o dei disegni. A questo punto, ne vengono selezionati alcuni, che visiteranno il laboratorio e lavoreranno con il team: vengono affidati loro dei compiti da svolgere, che ovviamente riguardano il cioccolato! Lavorare con il cioccolato, con le mani affondate nel cioccolato, è più difficile di quanto si immagini: molti non ce la fanno. Dopo di ciò, i candidati devono superare un breve periodo di prova, dopo il quale vengono assunti, sempre in prova, per 12 settimane; se superano tutto, vengono assunti come apprendisti per un periodo di tre anni. I Doodah però sono un gruppo molto unito e concentrato sul lavoro, ed i posti liberi nel nostro team sono un evento raro.

È difficile rimanere fedeli al vostro stile, che è così particolare, e contemporaneamente fare felici i vostri clienti? Vi è mai capitato di ricevere una richiesta per una decorazione che non vi si accordava?

Devo dire che, forse un po’ egoisticamente, il nostro stile e la nostra ispirazione hanno la precedenza, semmai siamo fortunati che il nostro stile sia tanto apprezzato. Nei casi in cui riceviamo richieste che non sarebbero realizzate al meglio nel nostro stile, non esitiamo ad indicare altre pasticcerie che si accordano meglio alle richieste del cliente.

Qual è il progetto più difficile sul quale avete lavorato?

3Ogni progetto è difficile la prima volta che viene realizzato, se non lo fosse il nostro lavoro non sarebbe più unico.

Che consiglio daresti a chi condivide il tuo amore per il cioccolato e sta pensando di mettere a frutto questa passione?

Io sono più che altro appassionata all’arte, al design e alle persone (tanto ai Doodah quanto ai miei clienti: li tratto allo stesso modo), diciamo che le torte e il cioccolato sono un mezzo per esprimere queste passioni.
Usiamo ottimi ingredienti, ci concentriamo sul nostro lavoro, ci divertiamo e a fine giornata ci ricordiamo l’un l’altro che in fondo si tratta solo di torte e di cioccolato. Il consiglio che do’ a chi pensa di cominciare questo tipo di attività è di essere bravo; il mondo della pasticceria si divide in due: chi cucina e chi mangia, e chi mangia preferisce il cibo ottimo a quello mediocre. Il passaparola è ancora il modo migliore per costruire e per far crescere un business.

Allora, golosi e cuoci, mettete in pratica questi consigli e cominciate subito ad esercitarvi: col cioccolato non si scherza!

Un’ultima curiosità: il nome Choccywoccydoodah? Anche quello è figlio di una bottiglia di gin!

– Mangoberry – 

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