La costanza dei poster cinematografici

L’anima del commercio, come tutti sappiamo, è la pubblicità. Questo si sposa con ogni tipo di commercio, anche quello dei biglietti del cinema e dei dvd. Ma come pubblicizzare in film? Ovviamente avrete tutti pensato ai trailer, ma non è quella la prima arma di seduzione delle va a cinematografiche. Perché prima vengono i poster.

Li trovate ovunque: sui cartelloni pubblicitari, sugli autobus che creano traffico, nel giornale scandalistico sotto la nuova foto della Ferragni. Devono attrarre il tuo occhio e, in poco spazio e con poche parole, spiegarti di cosa parleranno in modo chiaro. Devono darti notizie come le foto segnaletiche, ma anche smuovere la tua fantasia come un test di Rorschach. Dietro questo poster, c’è un grosso studio, ma anche una certa costanza. Questo ci ha portato a dei poster molto simili tra loro e che, colpendo il nostro immaginario o meno, ormai sono delle costanti nelle nostre città. Quindi, ora snoccioleremo questa costanza dei poster cinematografici, dividendosi in 10 grandi insiemi.

1. Il grande occhio

Questo genere di poster prevede un grande occhio visibile anche da lontano e che, spesso, nasconde qualcosa visibile solo da vicino. Sembra un genere molto adatto all’horror, con occhi spaventati o occhi mostruosi, magari sul quale è appena visibile il riflesso dell’assassino o del mostro. Lo troviamo anche per quei film, come Avatar o Godzilla, nel quale troviamo protagonisti non umani o, come in Blindness o Blind Love, dove la cecità è un fattore dominante. Ma l’occhio può nascondere anche una vena fantascientifica o di giallo. L’occhio può dire tante cose e celarne altrettante. Perché, in fondo, l’occhio è lo specchio dell’anima e tutti ne siamo affascinati.

2. Tizio che corre su sfondo che si mescola ad altro

Sembra un tipo di poster complicato, ma non lo è. Questi poster hanno, come costante, qualcuno che corre, spesso su un piano inclinato, meno spesso su piano dritto. Lo sfondo in cui corre, rappresenta spesso una città piena di palazzi, ma può rappresentare qualsiasi cosa: l’importante è che questo sfondo si fonda con qualcos’altro. Così, vediamo il nostro maratoneta correre attraverso le fiamme o un puzzle, attraverso delle enormi scritte o, più comunemente, attraverso una faccia evanescente, come quella di Russel Crowe in The Next Three Days o quella di Tom Cruise in The Firm. Questo tipo di poster ha, spesso, un’altra costante, ovvero quella del colore di un azzurro “sfondo di computer” che si mescola con il nero “triste cupezza” in un gioco che crea un’asmatica ansia.

3. Faccioni fatti da altre cose

Anche in questo caso abbiamo una costane: il faccione fatto, però, con altre cose. Il più famoso è, ovviamente, quello di The Truman Show, dove troviamo il faccione di Jim Carrey fatto con immagini del finto reality show, ma questo stile di poster è stato svariatamente usato, con una grande prevalenza del genere horror, con teschi fatti da silhouette di donne, alberi e case, faccioni di medici davanti ad una luce o, come in Shrooms, da enormi funghi con la luna piena sullo sfondo. E non importa cosa si utilizza, se proiettili, fumo, tracce di terra, altre foto… l’effetto deve essere di un faccione visto da lontano che mostra la sua reale conformazione solo da vicino. E, noterete, in molti vogliono utilizzare il faccione monoespressivo di Nicolas Cage.

4. Faccioni nel cielo

Questo genere di poster ha la costante di un bel panorama abbellito (a volte, rovinato) da enormi faccioni nel cielo. E non parliamo di faccioni di divinità varie (a meno che non vediate alcuni attori come divinità), ma di personaggi dei film intenti a fare volti contriti o che guardano verso “l’infinito e oltre”. Evanescenti come in The Last Song o seri come Mel Gibson in Forever Young, amorosi come in Duane Hopwood o malamente sensuali come in Dina… i faccioni sullo sfondo sono di tutti i tipi. E c’è anche la versione con Nicolas Cage, per il film City of Angels.

5. Solo faccioni, faccioni e basta

Quando il punto forte del film è l’artista ingaggiato, perché non sfruttarlo nel pieno della sua immagine? Ecco che nascono poster con il solo primo piano di uno dei protagonisti dei film. Le motivazioni principali di questa scelta, sono tre: la prima è il sex appeal, come è successo per Thor Thor Ragnarok con il bel Chris Hemsworth o in Salt con Angelina Jolie. Capita, invece, di ingaggiare grandi nomi come Anthony Hopkins, Stallone o Colin Firth e sarebbe un bel peccato non sfruttarne l’immagine per pubblicizzare il proprio film. Poi, invece, capitano film come The Informant! dove Matt Damon ha un baffetto da sparviero così poco sensuale e molto ilare da diventare la copertina perfetta del poster. E non ho messo poster con Nicolas Cage.

6. Poca saturazione, se non per il fuoco

Togliere la saturazione ad una immagine, vuol dire portarla a essere sempre più in bianco e nero. Ma i colori del fuoco sembrano essere un peccato da togliere, visto che molti poster, soprattutto di film d’azione, rimangono in bianco e nero, tranne per il rosso, l’arancione ed il giallo di fiamme o effetti di luce simil-fiamme. Questo espediente è molto utilizzato, come già detto, nei film d’azione, ma anche dei vari film della saga The Transporter e, soprattutto, nei svariati film di Nicolas Cage che, come vedrete, sull’immagine qua sopra vanta ben quattro poster. Un record?

7. Spalla a spalla

Pretty Woman insegna che, se parliamo di un film del genere commedia romantica, è sempre meglio mettere i due protagonisti sul poster. E come metterli se non spalle contro spalle che guardano l’obiettivo o si guardano a vicenda? E così lo rivediamo in Ghosts of girlfriends past o in Two weeks notice. Ma non ci si è fermati qui. L’espediente “spalla a spalla” è stato utilizzato anche in altri film, con altre motivazioni, come in Bride Wars dove ad essere spalla a spalla sono le tue protagoniste che si fanno la guerra o in Ice Princess dove ad essere spalla a spalla sono due versioni della stessa attrice. L’importante è che nessuno dei due protagonisti della foto si sposti, perché l’altro potrebbe cadere.

8. Gente al letto

Sempre in tema di commedie romantiche, visto che si parla d’amore, qual è la costante in ogni rapporto? No, non è la chiesa, ma il letto, dove la gente dorme e si accoccola… e sì, fa anche l’amore. Ecco che l’espediente della gente al letto è diventato un must per questi “problemi di letto”. Che sia una coppia, più di una coppia, una coppia non convenzionale, una famiglia o un gruppo eterogeneo di persone, l’importante è che siano tutti sotto le stesse coperte e preferibilmente poco vestiti. La cosa simpatica, è che, in molte di queste foto, gli attori non sono nemmeno realmente sdraiati, ma appoggiati ad una parete, tenendo le coperte con le mani, lasciandoci credere che dormire così possa essere comodo… o, almeno, interessante.

9. Gente di schiena

Feticismi o meno, un altro espediente molto usato per i film, sopratutto d’azione, ma non solo, è quello del protagonista di schiena. In questo modo, l’eroe può mostrare la sua arma (come la spada di Blade o la chitarra di Walk the Line) o il suo essere una persona contrita (come Draco Malfoy in Harry Potter e il principe mezzosangue o come Daniel Craig in Cowboys vs Aliens). Perché l’eroe di schiena da un’idea di eroe dannato e triste, soprattutto se ha la testa china o se si volta verso l’obiettivo con quell’aria da cane bastonato che solo Clive Owen nel poster di Shoot’ ‘em Up sa fare.

10. In mezzo alle gambe

Per ultimo, mi sono tenuto quell’espediente cinematografico più di bassa levatura, quello che spinge l’animo becero maschile a fare un fischio di apprezzamento: le gambe delle donne. Il Trio Lescano cantava “Ma le gambe a me piacciono di più” e una buona percentuale della popolazione maschile è d’accordo. Per questo, molti esperti grafici addetti ai poster dei film, hanno spesso usato mettere una scena, gli attori o un elemento distintivo del film sullo sfondo, visibili attraverso due gambe femminili più o meno sexy, molte volte sprovvisto del corpo dalla cintola in su. E, perché no, nei film più da “porcaccioni”, spesso si intravedono dei sensuali glutei e/o facce da pervertiti sullo sfondo, così da far capire a quale genere di clientela va il film.

– Giorgio Correnti –

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