Intervista ad Andrea Vanacore, 3° Classificato del Concorso “Racconti di Sogno”

Oggi intervistiamo Andrea Vanacore, Terzo classificato del nostro Concorso “Racconti di Sogno” con il racconto “Il sogno di Marina”. Un racconto con una scrittura vivida e realistica e con una straordinaria storia. Una dei nostri giudici, ha detto “tutto ciò che vede Marina – nella realtà o nel sogno – è chiaro come i ricordi che tanto, paradossalmente, la confondono, e allo stesso tempo sorge il dubbio sia in lei che nel lettore. Quale delle due realtà è invece un sogno?
Ma andiamo all’intervista.

Una storia commovente, sulla fuga dalla realtà. Marina ed il suo stare in bilico tra due realtà diverse e la sua scelta di una, piuttosto di un’altra. Come è nata l’ispirazione di questa storia?

L’ispirazione di questo racconto è quasi tutta letteraria. In particolar modo esso si rifà a una novella di Luigi Pirandello, “Una giornata”, e a una scena tratta dal film “Waking life” di Richard Linklater. Nella novella di Pirandello, a un uomo accade di ripercorrere, nell’arco di una sola giornata, tutte la tappe della propria esistenza, per poi ritrovarsi, alla fine, circondato dai suoi figli e dai suoi nipoti che, nel frattempo, continuano a invecchiare. Nella scena del film di Linklater, invece, un uomo e una donna sono a letto e parlano di questioni profonde e filosofiche. A un certo punto lui ricorda una frase di lei: «Hai detto che spesso ti senti come se stessi osservando la tua vita dal punto di vista di una vecchia in punto di morte». Lei risponde:«Sì, a volte mi sento ancora così, come se stessi rivedendo la mia vita, come se i suoi ricordi fossero il mio stato di coscienza». Queste immagini e questi temi si sono impressi fortemente dentro di me, arrivando a farmi immaginare la storia, appunto, di una donna vecchia e malata che, nel delirio e nell’incoscienza dei suoi ultimi istanti, si ritrova a vivere nel ricordo dei momenti più belli, in cui trionfavano la giovinezza, i sentimenti e l’eros.

Un finale aperto, ma nemmeno tanto. Come è nata Marina? Hai pensato alla sua storia? Ce ne vuoi dare qualche approfondimento?

Credo che la risposta a questa domanda sia contenuta già nella risposta alla domanda precedente. (Marina è la protagonista di questo bel racconto, ma nasce con questo, in un tutt’uno, ndr)

Parlando ora di Andrea Vanacore, come nasce il suo interesse per la scrittura?

L’interesse per la scrittura è una conseguenza naturale e diretta dell’amore per la lettura che mi accompagna fin da quando ero bambino. Per me i libri (i romanzi in special modo) sono un nutrimento dell’anima, un modo per ampliare il mio essere vivendo altre vite, più o meno reali, più o meno verosimili, estendendo e moltiplicando, così, la mia stessa esistenza. Come diceva De Crescenzo: «Il tempo è una grandezza bidimensionale, nel senso che lo puoi vivere in due direzioni diverse: in lunghezza e in larghezza […] Il guaio è che gli uomini studiano come allungare la vita, mentre invece bisognerebbe allargarla». Ecco: per me leggere, e di conseguenza scrivere (forse ancor di più), è un ottimo sistema per “allargare” la vita.

Parliamo di aspirazioni: sogni di scrivere per lavoro? Hai già scritto qualcosa?

Premettendo che i sogni sono qualcosa che dev’essere gelosamente conservato, in barba a tutti i cinismi del vivere quotidiano, mi rendo purtroppo conto che scrivere per lavoro, specialmente in tempi come questi, non è una strada che si possa intraprendere con facilità. Con lo “scrivere per lavoro” non intendo, naturalmente, la scrittura giornalistica, a cui credo di essere interessato fino a un certo punto, ma quella creativa, poetica o narrativa che sia. Certo, ho scritto (oltre a svariate poesie adolescenziali affette da una certa banalità e pomposa retorica) altri racconti in passato, due dei quali sono stati anche pubblicati in piccole raccolte antologiche, ma per ora niente di più. Mi piacerebbe tanto riuscire a scrivere un romanzo e già da anni lavoro su un’idea, rimuginando, progettando, pianificando e modificando, ma finora non sono riuscito a trovare una spinta motivazionale che mi facesse andare oltre la fase preparatoria, soprattutto perché ogni tentativo di stesura vera e propria mi lascia insoddisfatto dopo poche pagine. Tuttavia non demordo e spero sempre di riuscire a superare questi ostacoli per mettermi finalmente a scrivere con costanza.

Quanto c’è di Marina nella vita di Andrea? Il distacco dalla realtà e la fuga nei ricordi, è un aspetto anche del suo autore?

Non tanto i ricordi, che anche per motivi anagrafici sono ancora relativamente poco abbondanti (e comunque non tra i più felici, purtroppo), quanto il distacco dalla realtà: è senz’altro questo il tratto che più mi accomuna al personaggio di Marina. Sono poche le sfaccettature del mondo reale che riesco ad apprezzare, ahimè: quando non mi inquietano, perlopiù mi annoiano. Non mi trovo quasi mai in linea con le idee e coi punti di vista più comuni fra la gente della mia generazione, anche se nella vita di tutti i giorni fingo che non sia così. La fuga dalla realtà la trovo nelle storie che mi raccontano i libri e i film e che racconto io a me stesso, a volte solo col pensiero, a volte mettendole nero su bianco.

Ringraziamo Andrea Vanacore per aver partecipato al nostro concorso, lo ringraziamo soprattutto per il suo bellissimo racconto che, sicuramente, affascinerà tutti quanti. Vi lasciamo con un piccolo estratto de “Il sogno di Marina“.

“(…) In punta di piedi, Marina si allontana dalla finestra, muovendo i fianchi morbidi, le curve generose. È giovane, Marina. Le labbra rosse trasudano desiderio e sensualità. È felice, Marina. Molto felice. Eppure… Sembra tutto così perfetto, così magico. E allora cos’è questa strana sensazione? Questo continuo andare a ricordi lontani, sepolti nelle profondità del tempo?(…)”

– Giorgio Correnti –

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