Il Musical della settimana: Les Misérables

Dopo aver parlato de The Phantom of the Opera, non potevo che continuare con un altro mio pezzo di cuore, vera pietra miliare del musical teatrale: Les Misérables. Scritto dalla magica accoppiata Claude-Michel Schönberg e Alain Boublil (che hanno dato al mondo anche il magnifico Miss Saigon) nel 1980, questo spettacolo conquista pubblico da allora, con una storia che non poteva sbagliare – quando si tratta di Victor Hugo, gli ottimi personaggi e la tristezza cosmica non mancano mai – e delle musiche mozzafiato, che portano sulla scena stili differenti, ma soprattutto tanta coralità. Sì, perché sono dell’avviso che, mentre nel caso del Phantom siano in particolare le scenografie e i costumi a rendere l’impatto del pubblico molto intenso (ovviamente accompagnati da tutto il resto, sia chiaro), in questo caso sono le scene dove le voci si mescolano, dove le preghiere esplodono in unico canto, dove la voce dei personaggi arriva non solo “fino a Dio”, ma dentro ai cuori di chi ascolta. Insomma, sfido chiunque a non farsi venire la pelle d’oca dopo One day More

Non esistono, purtroppo, di questo musical registrazioni teatrali (se non di nascosto) complete, ma potrete ammirarne le canzoni e delle magnifiche interpretazioni nei due dvd del decimo e venticinquesimo anniversario. Il primo, registrato nel 1995 – la versione inglese, infatti, arriva in scena nel 1985, con la produzione di Cameron Mackintosh (che la vede sempre lunga) e la compagnia Royal Shakespeare Company – al Royal Albert Hall, mentre la seconda nel 2010 alla O2 Arena di Londra: entrambi sono magnifici e vi consiglio di non lasciarveli sfuggire! Come saprete, è stato realizzato anche un film nel 2012, con Hugh Jackman, Russel Crowe, Anne Hathaway, Eddie Redmayne e Amanda Seyfried. Personalmente, l’ho trovato ben realizzato, ma di molto inferiore alla versione teatrale, per lo più per una carenza vocale degli interpreti difficile da mascherare. Certo è molto meglio del film sul Phantom, eh? E Anne ci ha vinto anche l’Oscar – meritato, tra l’altro. Di certo le scene girate in modo claustrofobico, gli ottimi costumi e il trucco hanno contribuito, comunque, a renderlo molto intenso: la storia, infatti, se non la conoscete, tratta del “viaggio spirituale” del protagonista Jean Valjean, che, incattivito da una legge umana molto crudele, si affida alla legge divina, seguendo un principio di bontà per tutta la sua vita, che lo porterà a combattere contro altre visioni dello stesso Dio (Javert), a relazionarsi con chi, come lui, ha sofferto tanto (Fantine) e a rinascere grazie al proprio amore (Cosette). Non mi piace addentrarmi troppo nei dettagli, perché sono storie che vanno vissute, non riassunte, ma vi assicuro che i personaggi e la loro voglia di vivere, di vedere il mondo, di interagire non vi lasceranno più.

Nel West End londinese mantiene ilecord, insieme al Phantom, di longevità, mentre a Broadway è stato rappresentato dal 1987 al 2003 e nuovamente dal 2006 al 2008, ed ora potete nuovamente trovarlo. Ma non solo in questi fulcri di attenzione per musical è stato portato in scena: lo spettacolo è infatti stato tradotto in 21 lingue e rappresentato in 38 paesi. Nel decimo anniversario, alla fine, il pezzo Do you hear the people sing? viene cantato in tantissime lingue diverse… indovinate quale manca? Sì, lasciamo stare. Ad ogni modo, proprio per darvi l’idea della potenza della coralità, voglio lasciarvi due video, che sono sicura amerete. Buona visione! 

Sì, anche in questo caso, nel primo video, parliamo di Ramin Karimloo: che ci possa fare, lo amo!

Il secondo, invece, appartiene al decimo anniversario, con un Michael Ball da brividi nei panni di Marius (l’unico capace a farmelo stare simpatico, lo ammetto).

 

– Lidia Marino – 

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