Il Gioco di Ruolo e l’interpretazione teatrale

01Per Gioco di Ruolo si intendono quei giochi dove una persona andrà ad interpretare un personaggio differente, spesso collocato anche in un mondo totalmente diverso dal nostro. Il GdR per eccellenza è quello fantasy, dove persone di diverse età, ceti sociali e caratteri si incontrano per interpretare maghi, elfi e nani ed affrontare avventure epiche.
Purtroppo, con l’avvento dei videogiochi, il principio di questa attività ludica è stato spesso modificato, perché si potesse creare un personaggio unicamente forte, senza introspezione e caratterizzazione, un “pupazzo”, in poche parole, dove sfogare tutte le proprie frustrazioni. Ma i puristi di questa arte converranno sul fatto che il bello di queste avventure sia celato proprio nel fondere il Gioco di Ruolo e l’interpretazione teatrale, fino a addentrarsi nel proprio personaggio e vedere come si evolvono le storie, vivendole in tutti i sensi.

02TEATRO DI IMPROVVISAZIONE

Il gioco di ruolo più classico prevede la partecipazione di un gruppo di persone che, dimenticandosi della propria postazione ad un tavolo, interpreta un personaggio, affidandosi alla narrazione di quello che nella vita di tutti i giorni potrà anche essere un suo amico, ma in quel frangente è solo colui che muove le redine della sua avventura: il Master. Ogni personaggio che verrà interpretato avrà un proprio passato, un proprio carattere e un proprio codice morale e questi elementi saranno fondamentali perché questa “creatura” possa agire e comportarsi come un vero individuo e non come una “macchietta”. Tutto questo non è diverso dall’entrare in un personaggio da interpretare a teatro o in un film: ogni attore conosce la storia di ciò che sta portando alla luce, il suo carattere e il suo codice morale e lo interpreta di conseguenza.

Cosa c’è di diverso dal teatro canonico? L’improvvisazione.
I giocatori interpretano i propri personaggi, senza conoscere, però, la trama del racconto. Ed è questa in effetti la parte ludica del contesto: scoprire la trama, gli intrighi, i problemi e risolverli nei panni di colui che stiamo impersonando.

03STUDIO DEL PROPRIO PERSONAGGIO

Essendo un gioco a tutti gli effetti, anche la vostra creatura dovrà disporre di una scheda di valori numerici, che andranno a riassumere le abilità del proprio personaggio, tramite una scheda sulla quale vi baserete durante l’avventura. Ogni GdR ha il suo sistema e, quindi, questi valori saranno scritti differentemente a seconda del tipo scelto. Ma nella creazione del personaggio, che sia questo un elfo ranger, un sith caparbio o una semplice attrice dei nostri anni Venti, non è importante unicamente la scheda, ma, come già detto, avere bene in mente il carattere e il passato di questo individuo.

Quest’ultimo passaggio è, spesso, più difficile del calcolo dei valori da inserire sulla scheda. Ci si scontra con stereotipi o con personaggi molto belli, ma difficile da giocare. E, soprattutto, ci si scontra col fatto che, essendo un gioco, sarà necessario trovare dei compromessi, in modo che il proprio personaggio in qualche modo possa trovarsi con altre persone, per un motivo. Esempio: un tipo misantropo potrebbe essere bello e intrigante da costruire e da interpretare, ma perché dovrebbe iniziare un viaggio con un gruppo di persone?

04IL BACKGROUND

Per quanto riguarda il passato del personaggio, è uso comune scrivere un background, che illustri la formazione e la crescita del periodo vissuto prima dell’avventura analizzata. Un dottore parlerà dei suoi studi, un guerriero parlerà della sua carriera militare, eccetera. Anche qui, però, ci si può scontrare con due stili sbagliati: l’esagerato o l’incoerente.
L’esagerato è quello che scrive delle gesta epiche di un personaggio che già agli albori del gioco  dovrebbe dimostrare un incredibile potenza, che ovviamente non potrà mai corrispondere ad una scheda di primo livello. Come potrebbe un guerriero che non ha accumulato nessuna esperienza che possa averlo formato essere partito per una guerra ed essere rimasto vivo con tanto di medaglia al valore? No, un guerriero può aver affrontato una preparazione militare base (magari potrebbe aver abbandonato l’esercito, perché ha avuto un disagio o anche solo perché è una testa calda). Il background deve raccontare chi è il personaggio, non raccontare una storia epica, perché, in teoria, la sua epicità l’affronterà giocando.
L’incoerente è quello che, invece, scrive solo per piacere di scrivere, senza pensare a chi sia il suo personaggio. Spesso questa incoerenza risiede nella tempistica: un mago o un dottore moderno devono studiare a lungo le loro arti – magiche o mediche – e, quindi, avrebbero poco tempo per fare altro. Per questo motivo un mago di vent’anni che ha viaggiato molto, che ha avuto un’infanzia difficile tra le strade della sua città e che ha vissuto un amore tragico che l’ha portato a vivere tante avventure, quando può aver trovato il tempo anche di studiare? Per coerenza un personaggio del genere, all’inizio del gioco, dovrebbe avere almeno trent’anni.

05GLI STILI DI INTERPRETAZIONE NEL GIOCO

Gli stili che potrete trovare nel gioco sono diversi e sono tutti giusti. Essendo un gioco e non teatro, tutti devono divertirsi, con l’unica regola fondamentale di non togliere, così, il divertimento agli altri. Ci sono, però, alcuni tipi i giocatori che sono molto scomodi per il gioco e/o per il gruppo e scoprirete che sono tipologie molto simili agli attori scomodi.

C’è la prima donna o, comunque, il protagonista, ovvero quel giocatore che vuole sempre essere il centro della storia e della narrazione. Questo giocatore è scomodo, perché cercherà sempre di prevalere sugli altri che potrebbero sentirsi esclusi o emarginati. Come nel teatro, la prima donna cercherà sempre di togliere l’attenzione dagli altri e focalizzarla su se stesso, che si tratti del gioco o degli spettatori.

C’è il fuori ruolo, ovvero quello che scrive un background, compone un carattere, prepara un personaggio, ma poi interpreta qualcos’altro. Spesso interpreta solo se stesso – essendo incapace di fare altro – mentre, altre volte, porta “in scena” ogni volta qualcuno di nuovo, seguendo l’umore della sua personale giornata. In questo caso, cercate di far fare a questo giocatore un personaggio molto simile a se stesso. Succede anche nel cinema: ci sono attori che sono molto bravi a fare sempre gli stessi personaggi, solo perché loro sono quei personaggi… guardate Jack Nicholson.

06C’è il videogiocatore, ovvero colui che non interpreta, ma pensa solo ai valori del proprio personaggio, cercando di ottimizzarli a discapito della narrazione. In questo caso, è un problema solo dei giocatori di ruolo, non del teatro, anche se ci sono attori che sono cani quasi quanto i videogiocatori.

C’è il distrattoquello che non sa mai cosa sta succedendo. Nel teatro è un attore che, spesso, viene seguito o che, ancora più spesso, non viene nemmeno preso nelle compagnie. Avere un giocatore che si infila nel gioco senza sapere cosa sta facendo è già difficile e innervosisce il gruppo, figuriamoci un attore che non sa cosa sta succedendo in scena.

C’è quello troppo dentro il personaggio. Questi giocatori sono scomodi per il sociale. Se due personaggi litigano, non vuol dire che debbano litigare i giocatori – o gli attori. I personaggi hanno i loro caratteri che, magari, cozzano tra loro, ma potrebbero cozzare anche con quelli dei giocatori. Quindi, non prendetela sul personale quando due personaggi litigano, sia che stiate giocando, sia che stiate recitando.

Poi ci sono tante altre categorie più piccole che si differenziano per stile di gioco e di interpretazione, ma l’importante, come già sottolineato, è, che nel gioco di ruolo ci si possa divertire, con un gruppo di persone che vi farà passare buone ore di spasso, perché, ricordiamolo ancora, il teatro è un lavoro, mentre questa attività è, come dice il nome stesso, un gioco e il diletto è il vero motore di tutto.

– Giorgio Correnti –

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